Gioco
Anche stavolta non esce il Jolly, per Livorno un altro due di picche: sfuma la serie A
Vittoria di cinque, ma la sconfitta di dieci all’andata spegne il sogno della promozione per le ragazze di Corda. Festeggia Cavezzo, ma restano i rimpienti dopo essere volati anche a più 18
Livorno La maledizione della finale continua. Non c’è due senza tre. Per il terzo anno consecutivo la truppa Jolly Acli vede infrangersi nella finalissima il sogno della serie nazionale e si vede costretta a lasciare il passo alle forti avversarie del Basket Wamgroup Cavezzo. Vince il Jolly Acli, ma è Cavezzo ad andare in serie A, grazie alla differenza canestri avendo vinto in casa di 10 e qui perso di 5.Una sconfitta che fa male perché tutti, dalla società alle ragazze ed ai numerosi supporter presenti, ci tenevano tantissimo e ci hanno creduto per più di tre quarti di gara. Poi alcune scelte sbagliate della panchina ed altri episodi in campo - vedi l’infortunio di Orsini nel momento in cui la squadra girava al meglio - hanno compromesso il tutto.
Monumentale ancora una volta in questa serie finale l’emiliana Verona (24 punti per lei), spina nel fianco per le livornesi che solo nel finale, grazie ad una difesa asfissiante di Sassetti, riuscivano a limitare. Primo quarto di studio con le labroniche in difficoltà a trovare conclusioni da fuori e le avversarie brave nel contenerle. Nei successivi 10’ la difesa zona delle rosablu portava i frutti sperati con le emiliane fuori fase (6 punti in 6’) ed il Jolly che invece prendeva finalmente confidenza con il canestro sospinte dalla grinta di Ceccarini e dalle conclusioni vincenti di Evangelista e Orsini.
Ripresa e ancora Jolly protagonista che toccava il più 18 (53-34) dopo 4’30", distacco che riusciva a mantenere fino all’inizio del quarto e decisivo quarto. Qui però saliva in cattedra un’infinita Verona che suonava la carica alle sue che riuscivano a recuperare punti su punti e portarsi a 4’ dalla sirena sul 66-56. Evangelista colpiva da fuori, le emiliane con l’esperta Zanoli rispondevano da sotto e a 1’44" dal the end erano 11 le lunghezze di distacco. Ma nessun miracolo per Livorno e solo tanta concretezza per Cavezzo che trovava i canestri per firmare l’impresa.
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