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Finale playoff

Basket, la Libertas fa l’impresa: è promossa in A2. Gli amaranto alzano la Coppa davanti a 500 tifosi livornesi

dall’inviato Giulio Corsi
Basket, la Libertas fa l’impresa: è promossa in A2. Gli amaranto alzano la Coppa davanti a 500 tifosi livornesi

Batte Roseto in gara-5 e si aggiudica la promozione. Trionfo firmato da un immenso Allinei e dai canestri incredibili di Saccaggi, Fratto e Tozzi

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ROSETO DEGLI ABRUZZI. Siamo nella storia. Roseto diventerà un luogo di culto, il 12 giugno una data sacra, come il 27 maggio, nel bene e nel male, il più 7 un numero della memoria al pari del 39. Siamo in A2, siamo tra i grandi, là dove ci spetta per blasone, per gloria, per 77 anni di basket ad altissimi livelli. L’urlo di Fantoni, le braccia al cielo di Fratto, la corsa di Ricci, le lacrime di Bargnesi, l’abbraccio tra Consigli e Mannucchi, la folle gioia dei 500 livornesi arrivati in Abruzzo che hanno riempito un ottavo di questo palazzo intitolato a Remo Maggetti, eroe rosetano della grande Ignis, e che hanno dominato anche loro sugli spalti, davanti all’onda umana rosetana. Immagini, emozioni, suoni indimenticabili.

La partita più importante

Come questa partita perfetta, da leoni, la Libertas più bella più cinica più efficace più intelligente nel giorno più importante. La storia sono loro, sono le 6 triple di Papa Gregorio Magno Allinei, i missili mortiferi di Mc Saccaggi, stavolta veramente born in the Usa, il terzo quarto da stregone di Fratto, le penetrazioni di Williams, i canestri impossibili di Tozzi, le botte prese da Fantoni.

Prima di salire sul pullman in direzione Roseto, nell’albergo di Giulianova, il presidente Roberto Consigli aveva parlato alla squadra. «Voi siete fortunati – aveva detto ai ragazzi -. State per scendere in campo in una partita che tantissimi giocatori non disputeranno mai. Ma siete fortunati anche perché potete godere dell’amore di una città. Ecco, è quest’amore che voi dovete portare in campo. Sarà una battaglia durissima, ma siamo più forti, noi siamo livornesi». Lo spirito livornese è emerso in queste due ore infinite, in questo clima infernale, con 35 gradi di temperatura. Il libeccio ha soffiato più forte dello scirocco.

Partenza in salita

Ma è stata davvero una battaglia tra dèi. Partenza in salita. Roseto dà subito gas e dopo 73 secondi è già 7-0. Andreazza chiama time out per evitare che le sterpaglie diventino incendio e ai suoi chiede una cosa sola: rispettare il piano partita. E così avviene: la Akern inizia giocare come aveva preparato, cerca di evitare che gli abruzzesi si esaltino in contropiede, li costringe ad attaccare a difesa schierata, a soffrire per costruire un tiro. Passa un altro minuto e il tabellone è rivoltato come un calzino: 7-8. In attacco è Allinei a trascinare i livornesi, esaltato dalla convocazione in nazionale o forse dal profumo dell’A2 l’ala ex Pistoia scrive 11 dei 15 punti degli amaranto nei primi 10 minuti, con 3/3 dall’arco. Roseto tenta di nuovo di allungare (16-11), ma Livorno non molla. E alla prima sirena il punteggio dice 18-15: c’è da soffrire perché alla fine del tempino lo scout parla di 5 rimbalzi d’attacco concessi e 4 palle perse, ma la Libertas c’è.

Poi il vantaggio

Lo si vede bene nel secondo quarto, quando con un parziale di 7-0 gli amaranto salgono sul locomotore e prendono il comando del match: 18-22 all’11’con tripla di Saccaggi, braccato come Ricci, che arriva a 21-26 e poi a 35-40 con Allinei che sale al soglio pontificio, con 5/5 dall’arco, ma anche con un grande lavoro sporco di Fratto e Tozzi in area, autori anche di 8 punti pesantissimi equamente divisi.

Le statistiche migliorano, perché le voci critiche stavolta dicono un solo rimbalzo d’attacco subito e una palla persa, ma c’è un problema, il risveglio di Mantzaris che dopo la virgola di gara-4 stavolta al 20’ ha già firmato 13 punti con 3 triple.

Dall’intervallo però esce una Libertas ancora più convinta, più carica, più bella, più concentrata. Tozzi mette tre canestri di fila, di cui uno impossibile sui 24” da sei metri e Livorno schizza a più 6 (40-46 al 22’), Roseto ci torna alle calcagna (47-48), ma Fratto indossa la mimetica e imbraccia il bazooka: tripla, tripla di Allinei, penetrazione di Williams (53-58) e poi ecco l’azione che vale mezza A2. Sette secondi alla fine del tempino, rimbalzo difensivo del guerriero di Cecina, che astutamente recupera un fallo, rimessa laterale, tripla sulla sirena ancora a firma del gladiatore, con ciuff di tabellone, 53-61 al 30’, massimo vantaggio.

Si chiude in bellezza

Un orgasmo per i 500 livornesi arrivati fin qua e per le migliaia che seguono da casa. È l’incipit del trionfo. Si riparte e Fantoni segna un’azione da tre punti su rimbalzo offensivo (53-64), poi ecco le street of Philadelphia di Saccabomb: nel momento più importante trova due canestri da campione che lo ripagano di tante amarezze, bomba, ribomba e la Libertas in un attimo è più 17 (57-72), poi + 19. Saremo sempre con te, gireremo lo stivale, canta il popolo amaranto e nel palazzo si sente solo noi, ci siamo solo noi in questa notte magica, memorabile, da batticuore che non vorremmo finisse mai.

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