Gioco
Luci amaranto a vita, farà 40 anni in campo: «Voglio chiudere in C»
L’annuncio all’Elektro Fusion, biennale a Laudicino. Fernandez ha mostrato una lettera che nel 1924, 100 anni fa, fu inviata dall’allora segretario del Livorno a suo padre Paolo
LIVORNO. In alto i calici con il cocktail a base di “Amaranto bitter”, prodotto dalla distilleria del patron Fabio Elettrico che ha da poco aperto il moderno bar “Elektro fusion” e figurerà tra i nuovi sponsor del Livorno.
Via Mastacchi, angolo via Pera: mercoledì pomeriggio la prima uscita ufficiale dell’Unione. Presenti: Enrico Fernandez – promotore dell’iniziativa – Joel Esciua, Vittorio Mosseri, Massimiliano Casali, Luca Mazzoni e un raggiante Andrea Luci, il capitano recordman di presenze: oltre 400. Luci, classe 1985, continuerà: il suo sogno è chiudere in serie C. «Sì, sarà ancora con noi», rassicura un dirigente.
Poi un altro “sì” arriva da Maurizio Laudicino: a party terminato s’è incontrato con il presidente Esciua: un’ora a parlare e spiegare il suo progetto.
E ieri mattina in sede l’epilogo: contratto di due anni più opzione per il terzo. «Dovrò ricostruire tutto l’impianto marketing – spiega Laudicino, che ormai ha messo su casa a Livorno – ma sarà un lavoro entusiasmante...».
Laudicino si presenterà alla città lunedì prossimo al Centro delle Fate ospite di Nedo Di Batte, titolare del supermercato Sigma, nonché presidente del Club Campanile.
Ci saranno tifosi più disparati e rappresentanti dei vari club, e naturalmente calciatori e dirigenti amaranto. Il brindisi all’Elektro Fusion è stato anche il debutto ufficiale per la nuova addetta stampa Giulia Bellaveglia.
Fernandez ha elogiato Fabio Elettrico: «È giusto sostenere le realtà aziendali del nostro territorio che lavorano con impegno e passione e ottengono grandi risultati come quello di essere inseriti nelle 100 eccellenze enogastronomiche dalla prestigiosa rivista Forbes».
Poi Fernandez ci ha mostrato una lettera che nel 1924, esattamente 100 anni fa, fu inviata dall’allora segretario del Livorno a suo padre Paolo, già socio della società, per ringraziarlo per una gentilezza ricevuta. «Prima mio padre, ora io – sottolinea Enrico, classe 1935 – da due generazioni abbiamo una sola passione: la maglia amaranto. E ora farò di tutto per dare una mano affinché parta la scalata ai professionisti».
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