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Da collaboratori al vertice societario del Livorno, la scalata amaranto di Mazzoni e Doga

di Alessadro Lazzerini
Nella foto con Doga, Mazzoni e Fernandez
Nella foto con Doga, Mazzoni e Fernandez

Per Esciua sono centrali nel nuovo progetto: all’ex portiere il ruolo di club manager, mentre il responsabile degli juniores affiancherà il direttore

06 giugno 2024
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LIVORNO. Da semplici collaboratori a uomini cardine della società. È questa la “scalata” di Luca Mazzoni e Alessandro Doga, i due ex calciatori amaranto che Joel Esciua ha individuato ormai da mese come centrali nel progetto della nuova stagione del Livorno. Una fiducia e una stima che il presidente ha sottolineato più volte, sia a parole, ma anche con i fatti. Fino a queste ultime settimane che hanno visto Mazzoni e Doga sempre più operativi, sempre più protagonisti nei lavori dietro le quinte. Nella conferenza stampa di oggi è attesa l’ufficialità dei loro ruoli.

Da una vita

La prima volta che Doga e Mazzoni si sono conosciuti era nello spogliatoio del Livorno tra il 2004 e il 2005. L’esterno numero 15 era un punto fisso del Livorno di Mazzarri prima e Colomba poi, mentre il classe 1984 era un giovane della Primavera amaranto, in rampa di lancio, che avrebbe esordito poi in Serie A nell’ultima giornata di campionato a Messina. Oggi a quasi vent’anni di distanza, con tanti altri momenti in cui le strade dei due si sono incrociate, si ritrovano fianco a fianco in un’altra avventura amaranto. Mazzoni è partito con il ruolo di preparatore dei portieri che nella prossima stagione non dovrebbe più avere, in favore di un ruolo importante in società. Si è occupato lui della questione relativa al materiale tecnico, così come è lui il riferimento per tante questioni organizzative e tecniche. A livello di titolo dovrebbe avere il ruolo di “club manager”, anche se il suo raggio di azione in queste settimane è stato più ampio. Per Doga invece – partito come responsabile della juniores – il ruolo riguarda maggiormente da vicino la parte tecnica. Quella con Bicchierai dovrebbe essere a tutti gli effetti una “coppia” che insieme dovrà costruire la squadra in linea con l’obiettivo finale e le dritte di mister Indiani. Anche per lui, rispetto a inizio anno, lo spazio di manovra è aumentato e non di poco, a testimonianza della fiducia che Esciua ha in lui, così come in Mazzoni.

Non c’è due senza tre

Oltre a Doga e Mazzoni, un altro elemento che il presidente Esciua tiene in grande considerazione è Niccolò Pascali. Anche lui è arrivato con un ruolo “minore” come quello di allenatore della juniores, ma nel corso della stagione il patron non ha avuto problemi ad affidargli prima il ruolo di traghettatore tra l’esonero di Favarin e l’arrivo di Fossati e poi direttamente lo spazio da capo allenatore una volta esonerato anche l’ex Albenga. Nella prossima stagione sarà il vice di Paolo Indiani, con cui ha già collaborato a Pistoia. Un altro uomo, Pascali, che Esciua ha voluto fortemente all’interno del Livorno.

Staff medico

C’è chi resta e chi va, forse. Chi non dovrebbe più far parte dello staff medico del Livorno è Marco Zaccagna, che lo scorso anno era un po’il capo dell’area medica amaranto. L’ex allenatore del Rugby Livorno con ogni probabilità non dovrebbe far parte dello staff e al suo posto dovrebbe esserci Fabiano Giannini, lo scorso anno al Real Forte Querceta. In dubbio anche la permanenza del massaggiatore Michael Sammuri, mentre si va verso la conferma dei due medici sociali Giorgio Luperini e Massimo Cellieri.
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