Gioco
Prima Banditella, poi Wimbledon: Luca Nardi fa le prove sull’erba
Numero 71 al mondo, si allenerà per sette giorni a Livorno
LIVORNO. Millecinquecentocinquanta chilometri. Qua il sole, lassù la fascinosa bruma che fa tanto british. Lassù c’è l’erba sulla quale ricamare quel tennis diverso, dal baricentro basso, dove la palla non rimbalza ma slitta via e chiede di essere anticipata. Qui è Livorno, lassù è Wimbledon. Qui è la Coop Tennis Banditella, lassù l’All England Tennis and Croquet club. Legati, per tutta la prossima settimana, da un filo sottile eppure pieno di suggestione. Merito di Luca Nardi, pesarese, numero 71 delle classifiche mondiali, che per sette giorni ha scelto il circolo di Banditella come buen retiro in preparazione al torneo più celebre, attrattivo e “formale” del mondo”, Wimbledon appunto, dove si gioca sempre in bianco e si gusta la panna con le fragole.
Nardi arriva a Livorno accompagnato dal suo coach e sotto la supervisione tecnica di Davide Galoppini, che il circolo e le sue strutture conosce a a menadito. La Coop Tennis Livorno metterà a disposizione un campo in sintetico veloce, un tappeto che richiama proprio i rimbalzi e le traiettorie dell’erba londinese: non proprio la stessa cosa (ah, ci fossero qua gli inarrivabili giardinieri britannici) ma una superficie che consente comunque di adattarsi al tennis sull’erba, che è davvero uno sport diverso, lontano anni luce dalla polvere di mattone. A disposizione anche la rinnovatissima palestra. Saranno giorni di lavoro matto e disperatissimo (chissà se a Leopardi piaceva il tennis) per Nardi, che deve riscattare una bruciante eliminazione per mano di Muller (poi impallinato da Arnaldi) al Roland Garros, complice anche un malanno alla caviglia e che a Wimbledon chiede un rilancio anche nel ranking.
E poi c’è l’aspetto affettivo: Nardi, non troppi anni fa, nella finale di un torneo giovanile in via Lega, diede vita a un match memorabile contro un altro ragazzo prodigio: Matteo Arnaldi. Inizia la scommessa livornese con vista sulla sacra erba: magari 1.550 chilometri possono essere un soffio.
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