Gioco
La Libertas regala gara-uno dei playoff: vince Roseto
Gli amaranto dominano per tre tempi toccando anche il più 12 poi si spegne la luce. Parziale di 16-2 in 5 minuti e Roseto esulta, ma la squadra di Andreazza ce la può fare
ROSETO DEGLI ABRUZZI La prima è di Roseto. La Libertas paga cinque minuti di black out all’inizio dell’ultimo quarto, quando segna appena due punti in 300 secondi (penetrazione di Williams) e incassa un break mortifero di 16-2 che rimette in fiducia la Liofichem, che in un batter di ciglia passa dal 47-57 al 63-59 e da lì resta salda al comando.
Usciamo dall’inferno del PalaMaggetti con tanta amarezza per aver regalato una partita che gli amaranto hanno avuto in pugno per tre quarti e che potevano far loro. Ma usciamo anche con la consapevolezza che ci si può fare, a partire da domani quando è in programma gara-due (ore 20. 45) .
«Peccato – commenta alla fine il direttore sportivo Gianluca Mannucchi – . Per 30 minuti avevamo fatto un’ottima gara. Poi loro sono stati bravi ad azzannarci nel momento in cui gli siamo capitati a tiro. Ma la serie è ancora lunga. Martedì ci riproveremo».
Bisognerà ripartire dalla grande difesa, che a lungo ha mandato in tilt l’attacco atomico della capolista del girone B, dalla presenza al rimbalzo, soprattutto offensivo dove gli amaranto sono stati dominanti (12), dalla facilità con cui ha girato l’attacco – nonostante la fatica sofferta per la fisicità degli esterni abruzzesi e la gioranta no di Lucarelli – , dalla continuità mentale dentro la partita che gli uomini di Andreazza hanno mostrato per tre quarti di gara, lucidi, attenti, sicuri, capaci di respingere per quattro volte i tentativi di avvicinamento di Roseto con vantaggi che hanno più volte toccato la doppia cifra (43-55 al 28’il top). Fino a quell’inizio del quarto tempo che seppur più breve e poi ricucito ha ricordato l’incubo già vissuto con Faenza e che purtroppo ha sortito gli stessi effetti.
Bisognerà ripartire dalla paura che a lungo era evidente nelle facce della corazzata abruzzese che fino all’ultimo tempino – quando ha trovato fiducia e si è esaltata segnando 25 punti in 10’dopo che ne aveva fatti 47 in 30’– , si era retta soltanto col talento incredibile di Vaggelis Mantzaris, il greco che ha vinto tutto.
La partenza della Libertas è stata perfetta: gli amaranto sono attenti, concentrati, difendono duro, mangiano il pallone, hanno mani ovunque e dominano in area e in difesa: Fantoni sembra tornato agli anni di Casale, dopo 4 minuti ha già preso 3 rimbalzi d’attacco, che fruttano 4 punti personali e una tripla di Allinei che segna il primo allungo: 4-12. L’attacco talentuoso di Roseto (quasi 79 punti a partita in regular season) prova sulla sua pelle cosa significa giocare contro la difesa made in Andreazza e dopo 8 minuti è piantato a quota 10, con Saccaggi che spara la tripla del più 9 (10-19) prima che Mantzaris metta due bombe di fila che alla fine del primo quartoo assottigliano il vantaggio amaranto ad appena 3 punti (16-19), troppo pochi per il dominio libertassino che chiude il tempino con 8 rimbalzi d’attacco conquistati e 8 palle perse sullo scout di Roseto, ma che paga troppa imprecisione dalla lunetta (2/6).
Si riparte, Roseto prova a sfruttare la maggior fisicità sugli esterni e con Santiangeli trova un’azione da 4 punti, tripla e fallo di Ricci, che riporta in vantaggio gli abruzzesi (20-19). Ma la muraglia umana del PalaMaggetti non ha fatto i conti con i lunghi amaranto: Fantoni prende l’ennesimo rimbalzo d’attacco e con un’azione da tre punti riporta Livorno avanti (22-24), Gramenzi prova la zona la Tozzi lo punisce, altro rimbalzo d’attacco, altro canestro e fallo e via sul 22-27, che diventa 22-29 ancora con Tozzi e poi 22-32 con Amos . Nel terzo tempo gli amaranto continuano a guidare e toccano anche il massimo vantaggio al 28’ con Saccaggi, ma nell’ultimo tempino si spegne la luce per 5 minuti e quando si riaccende Roseto non si fa fregare. l
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