Il Tirreno

Livorno

Basket: Serie B

PL a caccia di riscatto e di se stessa. Cardani: «Ritroviamo tiro e lucidità»

di Francesco Parducci
PL a caccia di riscatto e di se stessa. Cardani: «Ritroviamo tiro e lucidità»

Mercoledì 29 maggio alle 21 al PalaMacchia lo spareggio con Avellino per spazzare via anche tante critiche ingenerose

28 maggio 2024
4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Caffè Toscano a gara-5. Federico Campanella, che la serie B la conosce come il salotto di casa sua, in qualche modo l’aveva previsto. In un’intervista rilasciata al Tirreno alla vigilia dell’inizio dei playoff aveva detto, più o meno, così: per la Libertas primo turno molto difficile e secondo assai più agevole, per la PL il contrario, con una prima serie assai abbordabile e una semifinale molto tosta, chiunque andrà a incontrare fra San Vendemiano e Avellino. Ed è andata proprio così: Akern a gara-5 nella prima serie e 3-0 secco in semifinale, PL 3-0 su Imola e costretta a giocarsi tutto domani sera in gara 5 con una Del Fes che non ha fatto le partite della vita ma che, semplicemente, è riuscita a mettere finalmente in campo (ma lo aveva fatto anche con San Vendemiano nei quarti) tutto o quasi il suo potenziale e questo senza sottacere alcune carenze della squadra di Cardani che esamineremo più avanti.

Le critiche del tifo social

Siamo, almeno fino a mercoledì sera, nei binari della più assoluta normalità. Quello che invece non è normale è il mezzo diluvio di critiche, quando non insulti, che hanno accompagnato sul social la seconda sconfitta dei biancazzurri. Provenienti da una minoranza, d’accordo, ma ugualmente numerosa e rumorosa. Ora, senza arrivare agli eccessi di Umberto Eco che diceva che “il torto del social era quello di aver dato voce a legioni di imbecilli che prima avrebbero parlato al bar davanti a un bicchiere di vino, senza fare danni”, non sarebbe male che gli amministratori delle pagine controllate dalla società o dalla tifoseria organizzata potessero mettere un freno a questo andazzo perché è intollerabile leggere “andrebbero presi a ciaffoni” in un post sulla pagina ufficiale della PL. Gente di memoria corta, che non ricorda (probabilmente perché non c’era) il percorso fatto da questa società e da questa squadra negli ultimi anni, che non ricorda che appena tre anni e tre mesi fa la PL perdeva una partita in una palestra a Montale (PT) e che domenica sera ha pure perso, sì, ma in un impianto da oltre 5.000 posti dove, non molti anni fa, è stata giocata l’Eurolega. Che non ricorda che, a fronte di un obiettivo estivo di un piazzamento fra le prime quattro e del miglioramento del piazzamento della stagione precedente, questa squadra ha già messo da parte una vittoria di Supercoppa, primo trofeo senior mai arrivato a Livorno, il primo posto, platonico finché vogliamo ma c’è, alla fine della regular season e il raggiungimento di una semifinale playoff che nella ultrasessantennale storia della PL, in un campionato nazionale non s’era mai visto. Il tutto dopo 38 vittorie nelle 46 partite ufficiali disputate che valgono una percentuale di successi superiore all’80%, roba che, sempre parlando di campionati nazionali, nessuno se non Trapani può vantare.

Approccio e rimbalzi

Ma il medico pietoso fa la piaga purulenta, anche questo è vero. E allora ci sono state, nella due giorni di Avellino, almeno un paio di cose che anche l’osservatore più benevolo non può aver gradito e che è giusto sottolineare. Parliamo dell’approccio, sia fisico che mentale, di gara-1 che ha condizionato tutta la partita e dei 18 rimbalzi in meno presi in gara 2. Perché il rimbalzo non è solo questione di altezza, ma anche di determinazione, di atletismo, di tempismo. Perché 18 rimbalzi sono 18 possessi in più, al lordo di palle perse, e 18 possessi in più o in meno possono far diventare una partita molto simile a quella storia di un uomo con la pistola che incontra un uomo con il fucile. E sono due cose, queste, che domani sera si spera proprio di non vedere. Perché nel basket si parla di mucca di Nikolic, a Livorno, più volgarmente, di vacche di Coltano. Ma sono, l’una e le altre, mammiferi che si preferirebbe evitare.

La serenità di Cardani

A fine partita Marco Cardani è sembrato più sereno rispetto a gara-1. «Questa volta l’approccio è stato buono – ha detto – poi la loro difesa e la loro fisicità ci hanno costretti a percentuali di tiro che non sono le nostre e che dobbiamo ritrovare per gara-5. Ma anche in difesa, nonostante loro abbiano tirato con il 45% da tre, non abbiamo mai preso più di 20 punti a quarto e questo è un dato positivo. Non siamo stati abbastanza lucidi nella costruzione dei tiri, alcuni li abbiamo affrettati per il desiderio di rimontare. Dobbiamo ritrovare la nostra fiducia, il nostro ritmo in attacco. Sappiamo che mercoledì (domani, ndr) saremo sostenuti da un grande pubblico e questo sarà molto importante».


 

Primo piano
L’analisi

Astensionismo in Toscana, da Berlinguer a Vannacci perché alle Europee si vota sempre meno

di Libero Red Dolce e Federica Scintu