Toscana
Libertas da sogno: batte Jesi e vola in finale per la A2
Gli amaranto vincono anche gara tre e così chiudono in anticipo la serie. Il break decisivo tra il secondo e terzo quarto, poi un blackout e la festa alla sirena
Jesi Fai le valigie, popolo amaranto: la Libertas è in finale, ma che brividi. Perfetta per 26’ la truppa di Andreazza è incappata nell’ormai drammaticamente consueto blackout che ha riportato nell’al di qua una Jesi che si era accomodata fuori dalla partita, spinta ai margini del ring da una difesa attenta (dopo 10’ allegri finiti 22 pari con un punteggio fuori target per le abitudini amaranto) e da scelte d’attacco lucide e conclusioni chirurgiche.
Linguaggio del corpo
Sul 39-58 al 25’il linguaggio del corpo dei Marchigiani tradiva tutto il loro smarrimento dinanzi allo strapotere della Libertas che era riuscita a mascherare anche l’assenza di Fratto, tenuto a riposo dopo il colpo al tallone rimediato in gara-2. Il massimo vantaggio era arrivato dopo una decina di minuti di basket con le bollicine che aveva condotto la LL dal -4 (29-25) al +19 con un break di 10-33. Roba che avrebbe ammazzato un toro, ma non Jesi. Che ha reagito.
Il blackout
E così, quando la Libertas ha allentato la valvola della concentrazione e ha sollevato il piede dall’acceleratore (evento verificatosi in modo eclatante anche in gara-1 e meno appariscente in gara-2) , Jesi ha iniziato a sperare in una clamorosa rimonta. Incredibile, ma vero. Break di 9-0, squadra di Andreazza colpita da balbuzie offensiva e una giornata di sole in men che non si dica ha rischiato di trasformarsi in una grandinata di dimensioni epocali: palle perse banalmente, scelte di tiro sbagliare, lucidità, questa sconosciuta. Così i padroni di casa sono entrati in fiducia e hanno avviato le pratiche per la grande remuntada nel perfetto stile della bellezza (o bruttezza a seconda dei punti di vista) di questo sport. Rossi e Tiberti hanno iniziato a fare canestro, dopo lunghi minuti di amplessi con il ferro e la partita è stata riaperta come una cassaforte con la fiamma ossidrica. La grande paura di allungare la serie, con tutte le relative incognite, è durata gli ultimi 5’del terzo quarto e i primi 7’del quarto. Jesi, carica a molla, ha iniziato seriamente a crederci e si è sospinta al di là dei propri sogni.
La grande paura
È arrivata fino al minimo svantaggio (63-64) e Bruno ha addirittura fallito il jump dell’incredibile sorpasso. Passato il fortunale, la Libertas ha riacquisito lucidità e negli ultimi possessi non ha sbagliato quasi nulla. Amos Ricci, l’unico reduce dell’ultima finale playoff della Libertas, ha piazzato la tripla del +4 (63-67) e 2’33” dalla fine. Jesi con Varaschin è rimasta in scia (65-67) , ma il migliore in campo – Luca Tozzi – allo scadere dei 24” ha segnato in entrata il 65-69. Varaschib ha riportato a -2 i padroni di casa che però hanno visto andare via il loro tram chiamato desiderio quanto Bruno ha fallito la tripla del 70-69 a 47” dal the end. Dopo essere presa tutti i rischi del mondo, la Libertas ha capito che a scherzare con il fuoco ci si scotta e ha 24” dalla sirena, l’ha chiusa Bargnesi.
La festa
Adesso è finale. Da affrontare con mente libera e garretti riposati, visto che la LL è l’unica squadra ad aver già chiuso il conto. E lo ha fatto in modo autoritario, senza Fratto e con un Lucarelli da 1 su 9 dal campo. Dopo tre anni gli Amaranto si giocheranno l’accesso in A2 contro una tra Fabriano e Roseto.l
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