Gioco
Gli effetti speciali del “Mago”. «Con la PL sto vivendo un sogno»
Michele Rubbini. «Testa solo ad Avellino, la serie non è ancora chiusa»
LIVORNO. L’arte di un mago è quella di creare stupore. E Michele Rubbini in questi playoff, ma anche in tutto il resto della stagione, ci sta riuscendo benissimo. Decisivo in gara 1 con Imola, eroico l Pala Ruggi con un ginocchio che gli aveva dato qualche problema e fin qui impeccabile contro Avellino. Bene sabato, perfetto lunedì: 15 punti, 5/7 al tiro, una leadership da veterano.
Insomma, un playmaker con i controfiocchi. «Ci aspettavamo una semifinale tosta – esordisce il numero 5 – e dobbiamo ricordarci che nonostante il divario che si è visto a livello di punteggio giochiamo contro una squadra fortissima. Siamo stati bravi ad approcciare la serie nel migliore dei modi. Conosciamo i nostri valori e i nostri obiettivi. Queste due prove di forza ci danno grande fiducia e un’energia enorme».
Grande PL, ma anche un grande Rubbini.
«Sto bene in questo contesto. Allenarsi due anni in un ambiente di questo livello, così stimolante, con un allenatore con Marco (Cardani, ndr) è importante. E la squadra aiuta. Il livello è altissimo e rispetto allo scorso anno c’è stato un upgrade generale notevole. Io sono uno che cerca di lavorare a mille e di dare sempre il massimo in campo».
Il miglioramento che ha fatto è veramente evidente.
«Mi accorgo anch’io di essere cresciuto in alcuni aspetti. Ho più sicurezza nella gestione e la maturazione fa parte anche dell’età. Nella mia carriera sono sempre stato un giocatore con più propensione offensiva e sto cercando di aumentare sempre di più il ventaglio di soluzioni. Oltre al tiro da tre, ho trovato più consapevolezza in penetrazione e sto lavorando tanto anche sul palleggio, arresto e tiro su cui devo crescere».
Ma anche in difesa sta lottando come un leone.
«Per competere a certi livelli serve lavorare bene su entrambe le metà campo. Sacrificarsi sul giocatore più importante di loro, come è Vasl, è una sfida che mi stimola».
Abbiamo visto anche un Rubbini molto più “livornese”, tra esultanze e ruggiti sotto la Sud.
«Col tempo mi sono abituato a giocare in un contesto del genere. É difficile non farsi trasportare. Il ruolo che ho mi impone di mantenere la concentrazione e la lucidità, ma ogni tanto mi lascio andare. Anche perché il calore della nostra gente è una parte fondamentale per noi».
Adesso gara 3: che partita si aspetta?
«Da parte di Avellino mi aspetto una reazione, anche a livello emotivo. É un campo difficilissimo, sia per la trasferta lunga, sia per l’ambiente che troveremo. Loro sono una squadra forte, fisica, che chiude molto l’area. Ma noi andremo per vincere e riuscire a chiudere la serie».
Il rischio è quello di considerare la serie già chiusa.
«Non dobbiamo assolutamente pensare di aver già fatto tutto. Dobbiamo rimanere sul pezzo e sappiamo di dover giocare a mille contro un avversario voglioso di rivalsa. Dovremo continuare a giocare con intensità e aggressività, cercando di correre come abbiamo fatto al Pala Macchia. Loro cambieranno qualcosa soprattutto in difesa e lì dovremo essere abili a leggere le modifiche che ci saranno».
Dopo le ultime prestazioni in tanti nel mondo PL chiedono il suo rinnovo. Lei si vede ancora a Livorno?
«Al momento penso solo a questi playoff che giochiamo con la voglia di portare la PL in categoria superiore ed è difficile fare previsioni adesso. Quello che è certo è che a Livorno sto benissimo e questa è la piazza dove ogni giocatore vorrebbe giocare. Se lasci un posto del genere, sai che non lo trovi da nessun'altra parte, solo a Bologna».
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