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Livorno

Basket: playoff

Dentro o fuori: tutto in 40 minuti. Libertas d’assalto contro Faenza

di Fabrizio Pucci
Dentro o fuori: tutto in 40 minuti. Libertas d’assalto contro Faenza<br>

Alle 20,45 (PalaMacchia) c’è gara-5. «Ci servirà un attacco più fluido»

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LIVORNO. Dentro o fuori. Senza appello. Senza margine d’errore. Stasera attorno alle dieci e mezza sapremo se questo 15 maggio sarà il capolinea della stagione della Libertas o il trampolino di lancio verso nuove avventure. Il sogno del passaggio del turno e l’incubo di una precoce eliminazione dai playoff sono divisi da 40’di fuoco e da un avversario che da gara-2 in poi con la sua difesa asfissiante, ha costretto gli amaranto a girare al largo e a cercar fortuna dalla distanza visto che lo smile è diventato una specie di’no-fly zone’.

Pccato, perché nel pitturato l’assenza di Poletti (ko in gara-3, Faenza prova a recuperarlo per stasera) garantisce spazio e verticalità a Fantoni, Fratto e Buca. Ad ogni modo se nello’smile’gli amaranto sorridono poco, possono comunque portare a casa le serie muovendo meglio e di più il pallone nella circolazione esterna e alzando le percentuali al tiro da oltre i 6. 75. Nessuno pretende percentuali alla Stephen Curry, ma un miglioramento del 7/8% per attestarsi sul 33% potrebbe essere sufficiente per mettere in difficoltà Faenza il cui gioco, altrimenti è chiaro come il sole.

Faenza come Sant’Antimo

Garelli fa mucchio sotto canestro e battezza i tiratori amaranto. Fu Sant’Antimo, il 9 aprile, ad adottare questa tattica. I campani si erano presentati contro la Libertas senza i lunghi Quarisa e Kamperidis e che cosa fecero? Catenaccio nel pitturato e si presero il rischio di lasciar tirare gli esterni di Andreazza, i quali fecero spesso cilecca. La partita fu una sofferenza, ma la LL la sfangò ai supplementari.

La difesa

Fin qui il focus è andato sull’attacco. Lo stesso coach Andreazza, alla vigilia, si è soffermato su questo aspetto: «Dobbiamo ritrovare quella velocità di esecuzione e quella fluidità che ci ha fatto vincere tante partite anche difficili». Tutto però parte da un assunto: la partita va vinta nelle due metà campo, per cui devono essere limitate anche una volta le bocche da fuoco di Faenza. Il pensiero va a Vico, ma pure a Pastore, a Papa (lungo atipico che domenica ha messo tre triple consecutive ed esiziali) e anche a Galassi che dopo tre partite sbiadite, in gara-4 si è iscritto alla serie andando in doppia cifra. In sostante servirà anche la solita superdifesa, altrimenti sarà durissima.

Il sesto uomo

É chiaro che in gara-5 la pressione grava sulle spalle di chi gioca in casa, ma è pur vero che il fattore campo deve pesare. Il PalaMacchia dovrà essere un fortino e i tifosi dovranno essere il sesto uomo della Libertas. Lo stesso Andreazza ha lanciato una specie di appello al popolo amaranto: «L’apporto dei nostri tifosi sarà fondamentale soprattutto nei momenti di difficoltà che una gara 5 come questa presenterà».

Sì, perché nonostante il palasport pieno e un clima torrido, potranno esserci fasi della partita in cui la squadra dovrà stringere i denti e proprio in quei frangenti il sostegno degli sportivi può risultare fondamentale. Quanto al gruppo, ieri si è allenato a porte chiuse per aumentare la concentrazione. Andreazza potrebbe concedere qualche minuto a Lucarelli che però – è opportuno sottolinearlo – non gioca dal 10 marzo scorso.

Gli arbitri: i precedenti

Gli uomini in grigio saranno Di Franco di Bergamo e Nonna di Milano. Il primo ha diretto la Libertas il 21 aprile scorso nel derby. Il secondo ha incrociato la propria strada con la LL ad Omegna (seconda giornata) e al PalaMacchia sempre contro la Paffoni. In tutti e tre i casi la squadra di Andreazza è uscita dal campo con il referto rosa. Al di là della cabala, la Libertas conta su un arbitraggio equo. In gara-2 e in gara-3 per la verità Faenza ha potuto menare a suo piacimento. Ecco: questo stasera non deve accadere.


 

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