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Livorno calcio, Locatelli vuole il club per gestirlo col “modello tedesco”: cos’è e come funziona

di Alessandro Lazzerini

	La curva del Livorno e nel riquadro Andrea Locatelli
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La curva del Livorno e nel riquadro Andrea Locatelli

Prosegue il silenzio da parte dell’attuale presidente, Joel Esciua: mentre l’imprenditore ex uomo di Infront continua a tessere la tela per il proprio progetto di acquisizione della società

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LIVORNO. Il gruppo di Andrea Locatelli fa sul serio e vuole fortemente il Livorno. L’ex uomo di Infront sta andando avanti tessendo la tela del proprio progetto per renderlo completo in tutte le sue sfumature. Questo perché si tratterebbe di un’impostazione su base del modello tedesco.

Uno solo al comando? No, grazie

Niente mecenate che gestisce la società da solo in tutti i vari ambiti, ma tanti tasselli di un puzzle che dovranno incastrarsi nel modo giusto. Per adesso il progetto Locatelli, se così vogliamo chiamarlo, prosegue il proprio sviluppo ma non ha ancora ricevuto nessuna risposta da parte del presidente Joel Esciua. Nè un cenno di apertura né un secco no per chiuderla lì. Niente di niente. E mentre la Curva Nord prosegue spedita nella propria contestazione verso il patron, vediamo di capire meglio cosa si intende quando si parla di una società con modello tedesco, come avrebbe in mente Locatelli. Il modello tedesco ha origini lontane, addirittura i primi esempi in terra teutonica di società gestita dalla collettività si intravedono già dal 1800.

Cos’è

In Germania, infatti, c’è proprio l’obbligo di non perdere mai di vista la propria origine popolare. Nel tempo alcune squadre come Lipsia e Hoffeinheim sono riuscite a bypassare questo tipo di costruzione societaria, ma la stra grande maggioranza delle squadra ha una natura associazionistica e di partecipazione dal basso. Oltre alle big come Bayern (oltre 300.000 soci), Borussia Dortmund e Leverkusen, altri esempi interessanti arrivano dall’Amburgo, città di 2milioni di abitanti che conta 85.000 soci che ogni giorno si interessano al futuro del club. Stesso discorso per la polisportiva dello Schalke 04, dove in una città di 300.000 abitanti, ci sono la bellezza di 160.000 soci. Ma come è costruita strutturalmente una società del genere? Il modello è quello del 50%+1. Vale a dire che le persone, i soci, sviluppano una società di capitali per portare avanti al meglio i progetti della società controllandola direttamente attraverso un’associazione.

Come funziona

Allo stesso tempo però, tramite il 49,9%, si aprono ad avere anche investimenti esterni senza però perdere l’anima popolare. Altra caratteristiche del modello tedesco? Il tifo al centro, il tifo protagonista assoluto. Con biglietti a prezzi accessibili, tutti in piedi sugli spalti, atmosfera spettacolare e stadio sempre pieno.

Il coinvolgimento della comunità e la parte sociale sono centrali nell’idea di calcio tedesca. Ogni anno, poi, l’Assemblea generale si riunisce per le nomine delle cariche direttive e per pianificare investimenti e programmi di sviluppo. Non si tratta quindi di azionariato popolare al 100%, ma di una soluzione che comunque vorrebbe puntare su un forte coinvolgimento della città e della partecipazione della gente, aprendosi magari anche a chi un sistema del genere può apprezzarlo fuori dalla provincia.

I prossimi passi

In base alle indiscrezioni l’idea di Locatelli è proprio questa. Aprire il 50%+1 ai soci, ai tifosi, a chi vorrà sostenere il Livorno con una quota accessibile a (quasi) tutti e poi per il restante 49,9% puntare su investitori importanti. Alcuni hanno già aderito e tanti altri sono alla finestra. Ma per adesso da parte di Esciua c’è solo silenzio. 

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