Italia
La Libertas si mangia la bufala: il blitz a Caserta tiene gli amaranto al secondo posto
Dopo l’intervallo la solita grande difesa spacca la partita, Allinei al record stagionale. E domani è in programma il recupero a Sant’Antimo
CASERTA. Trabocchetto saltato a pie’ pari: brava Libertas. Solo gli ingenui – dopo aver dato uno sguardo superficiale alla classifica che segnava un divario di 34 punti tra amaranto e bianconeri – potevano pensare che la trasferta di Caserta sarebbe stata una passeggiata.
Certo, passeggiata è diventata negli ultimi 7’, ma prima la truppa di Andreazza ha dovuto sudare, lottare e penare come previsto dagli osservatori più esperti.
Sissignori, perché gli eredi degli Scugnizzi campioni d’Italia nel 1991 avevano apparecchiato bene la tavola per divorarsi la Akern: PalaPiccolo gremito in ogni ordine di posti, pronto a spingere la Juve al di là dei propri sogni salvezza nella classica ultima spiaggia. Adesso solo la matematica concede qualche chance ai ragazzi di Dell’Imperio, ma per loro quella di ieri alle 18, era la partita della vita. E come tale – spinti dal loro caldissimo pubblico – l’hanno approcciata: pronti via e hanno iniziato a crivellare la retina come neanche ai tempi di Oscar Schmidt. Dopo 4’ il tabellone segnava 14-4 con i casertani infallibili dal campo (6/8 di cui 2/3 da 3) e un clamoroso 21 a -2 nella valutazione di squadra, dimostrazione plastica delle difficoltà in cui si sono trovati a barcamenarsi gli Amaranto.
La Libertas, però – da grande squadra qual è – come si dice in gergo ha saputo soffrire. È andata in apnea (24-12 al 18’29”), ha preso asso dei tre (fiscalissimi e precocissimi) falli fischiati a Fantoni e Buca, si è affidato ad un monumentale Allinei e poi piano piano, inesorabilmente come le formiche ha rosicchiato punti e certezze ai campani.
Le menzione per Greg Allinei, quantità di talento inversamente proporzionale ai suoi 19 anni e mezzo è d’obbligo. Il ragazzo all’intervallo lungo aveva già messo a referto 16 punti con 5/5 da 2 e 2/3 da 3. Cifre sontuose che – insieme alla “no fly zone” nel pitturato amaranto garantita da Buca e ai canestri in transizione di Tozzi – hanno ridotto il gap a -3 al 20’(42-39) svantaggio minimo dopo aver subito per molti minuti l’energia casertana.
Sinistro presagio, invece per la Paperdì che dopo aver viaggiato a tavoletta si è trovata con il cerino della speranza in esaurimento. A inizio terzo quarto i padroni di casa hanno provato a scappare di nuovo (49-44), ma due triple di Fratto, fino a quel momento opaco, hanno dato il là al break amaranto che si è allungato fino a 13-0 per il 49-57 che ha indirizzato la partita. La Paperdì ha avuto un sussulto fino al 60-63 del 30’, ma la Libertas non ha replicato la gestione sbadata della partita costata le sconfitte di Rieti e Piacenza. I ragazzi di Andreazza hanno blindato lo smile e – con la difesa a zona – hanno messo il tappo sul canestro di Caserta che da 3 non ci ha più preso (4/20 dopo il 2/3 iniziale).
L’ultima frazione è stata una lunga fuga per la vittoria: senza pietà la Libertas ha imposto la legge del più forte che – con buona pace del PalaPiccolo – è stata applicata senza deroghe.
Aver reso abbastanza facile una partita sulla carta difficile, è stata un’impresa per nulla banale, specie se contiamo che gli Amaranto viaggiano a scartamento ridotto per le assenze di Lucarelli (l’auspicio è di rivederlo ai playoff) e di Terenzi (ormai ko per tutta la stagione). La prima tappa del tour de force è andata come tutti speravano. Adesso c’è da rifiatare e preparare il recupero di domani sera a Sant’Antimo che ha rotazioni più lunghe e 24 di riposo in più nelle gambe visto che ha giocato a Cassino sabato.
Insomma: la parte finale di stagione regolare che sembra un tappone dolomitico non ha ancora esaurito le sue salite di prima categoria. Anzi: siamo solo all’inizio, ma non c’è paura nel cuore di chi sa di essere eticamente dalla parte della ragione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
