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Calcio: Serie D

Bartolini e quel gol al suo Livorno: «Gara speciale, grande emozione»

di Alessandro Lazzerini
Bartolini e quel gol al suo Livorno: «Gara speciale, grande emozione»

Davide ha segnato da fuori area la rete che ha regalato il pareggio al Cenaia: «Ci esaltiamo con le big, ma credevo che gli amaranto vincessero il campionato»

01 aprile 2024
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LIVORNO. Un livornese che ferma il Livorno. E nel Cenaia il rischio c’era perché la formazione neroverde è una vera e propria colonia labronica. Oltre la metà della squadra di mister Iacobelli è nata a Livorno. Ragazzi giovani alle prime esperienze o giocatori con già campionati alle spalle nei dilettanti, ma per quasi tutti all’esordio nella quarta categoria nazionale. Tra questi c’è Davide Bartolini, classe 2004, che con il mancino ha punito la corta respinta di Tanasa battendo Facchetti dal limite dell’area. La gioia del ventenne per il gol che ha regalato un pareggio sulla carta inaspettato è tutto in quella corsa verso in compagni di squadra con in faccia l’espressione di chi non sa se si tratta di un sogno o della realtà. Eppure il cognome è familiare in casa amaranto, perché Davide è fratello di Daniele, centrocampista in forza al Livorno, messo fuori causa a ottobre da un grave infortunio al ginocchio con successiva operazione del crociato. «Aveva fatto bene alle prime partite, giocando da titolare in campionato e in Coppa Italia – esordisce Davide -. Poteva essere la stagione più importante per lui. Non ci voleva, per lui e per il Livorno. Pensavo gli amaranto potessero vincere il campionato». Lo stop di giovedì a Pontedera con voi è stato l’ennesimo stop. Il suo gol può decidere il rush finale. «Il tiro da fuori è una caratteristica che ho e mi piace provare spesso e volentieri. Appena ho visto il pallone al limite dell’area non ci ho pensato due volte e ho provato, era la palla perfetta soprattutto con il vento a favore. Il mister ha preferito soffrire il primo tempo e avere il vantaggio nel secondo». A livello personale il primo gol nei professionisti è arrivato in un’occasione speciale. «Boia – dice – Era senza dubbio una partita totalmente diversa da tutte le altre. Ho sempre seguito il Livorno, soprattutto quando Daniele era nell’orbita della prima squadra. Il giorno della promozione Livorno-Empoli con il gol di Paulinho me lo ricordo benissimo». Tifoso del Livorno e da livornese doc. «Sono nato a Livorno, poi mi sono trasferito nel pisano con mia mamma, ma sono sempre in città da babbo e da Daniele, anche ora (nel momento in cui lo intervistiamo, ndr) sto tornando da Livorno. La sento la mia città e il tifo per gli amaranto è qualcosa che mi appartiene. A livello calcistico invece sono cresciuto totalmente nel Pontedera, facendo anche un paio di anni in Primavera e questa è la prima esperienza tra i grandi». E per il primo gol, Daniele che le ha detto? «Era un misto di emozioni. Contento più di me per il mio gol, ma anche dispiaciuto ovviamente per il risultato come giocatore del Livorno. A loro servivano i tre punti, ma con le big noi ci esaltiamo. Già contro il Grosseto avevamo fatto un pari, ma siamo andati bene anche con Gavorrano e Seravezza. Poi contro il Livorno essendo in tanti livornesi, per la maggior parte è stata un’occasione speciale. Le energie si sono moltiplicate. In generale ci sono mancate le prestazioni con le nostre competitor». Si confronta con suo fratello sul calcio? «Certo, ogni giorno mi dà consigli e parliamo delle nostre partite. Il calcio è centrale nelle nostre conversazioni giornaliere. Oggi (ieri, ndr) sono venuto a vederlo perché sta rientrando con il gruppo dopo l’infortunio. Si è ripreso benissimo e mi auguro possa tornare in campo il prima possibile per far vedere tutte le sue qualità». Magari, chissà, un giorno li vedremo in campo con la stessa maglia.

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