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Calcio: Serie D

Il Livorno ha ritrovato la difesa: porta inviolata dopo 95 giorni – L’analisi

di Alessandro Lazzerini
Lorenzo Facchetti classe 2004 baluardo dei pali amaranto (foto Silvi)
Lorenzo Facchetti classe 2004 baluardo dei pali amaranto (foto Silvi)

L’ultima volta che gli amaranto non avevano subìto gol fu il 20 dicembre con l’Orvietana. Ora vanno ritrovate anche le reti di Cori: la rincorsa alla vetta è legata al suo recupero

26 marzo 2024
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LIVORNO. Per vincere serviva blindare la porta. Lo avevamo detto la scorsa settimana e puntualmente il Livorno di mister Fabio Fossati è riuscito a proteggere i pali di Facchetti e portare a casa il successo contro il San Donato Tavarnelle.

La prestazione difensiva è stata perfetta per sessanta minuti, poi gli ospiti sono cresciuti e qualche rischio c’è stato per Tanasa e compagni. La bravura del portiere amaranto Facchetti e anche un po’ di fortuna sul palo di Neri hanno fatto il resto.

Insieme a questo, nella ripresa si è rivisto un Cori pimpante, punto di riferimento offensivo in grado di far salire e la squadra e fare reparto.

Da qui riparte il Livorno che ha ancora sei partite per sperare nella rimonta su Follonica Gavorrano e Pianese distanti rispettivamente cinque e quattro punti.

Porta inviolata

L’ultima volta in cui il Livorno era riuscito a mantenere la porta inviolata era il 20 dicembre contro l’Orvietana, 1-0 nell’ultimo successo dalla gestione Favarin.

Poi la sconfitta col Poggibonsi e l’inizio dell’era Fossati in cui Livorno aveva sempre subìto gol da Grosseto fino a Gavorrano, passando per tutte le altre sfide.

Il clean sheet con il San Donato interrompe una serie di dieci partite in cui la porta amaranto era sempre stata violata. Troppe per una squadra che vuole stare al vertice.

Nel buon risultato difensivo contro i gialloblù di Brachi spicca la prestazione di Curcio che al di là del gol su rigore ha dimostrato di essere giocatore da altre categorie.

Ormai Tanasa è una sicurezza e anche Brenna ha fatto bene. Da registrare Savshak, mentre Luci lì davanti come diga è a dir poco un valore aggiunto.

Cori centravanti

Nel primo tempo contro il San Donato al Livorno è mancato peso in attacco. Tanti cross dalle fasce senza che Tenkorang, più avvezzo ad altri tipi di palloni, riuscisse a svettare sui centrali ospiti.

La partita per gli amaranto è cambiato con l’ingresso di Cori. Il numero 32 è stato bravo a farsi trovare come riferimento offensivo, giocare di sponda, far salire la squadra e soprattutto aprire gli spazi per gli inserimenti di chi arrivava da dietro.

Gli infortuni stagionali dell’ex Alessandria sono uno dei grandi rammarichi del Livorno che però adesso ha bisogno del suo pivot parlando in termini cestistici.

Giovedì pomeriggio a Pontedera, nel turno prepasquale contro il Cenaia, fanalino di coda del campionato, sarà difficile rivedere Rossetti, impossibile dal primo minuto, e quindi la scelta più logica è che la maglia da titolare se la riprenda Cori. Per lui si tratterebbe di una chance importantissima in questo finale di stagione.

La rincorsa del Livorno è aggrappata ai gol dei suoi attaccanti.

Giordani squalificato

A proposito di attacco un cambiamento ci sarà di sicuro. Questo perché Giulio Giordani era diffidato e contro il San Donato si è visto sventolare in faccia il decimo cartellino giallo della sua stagione.

Il numero 77 non ci sarà quindi al Mannucci e adesso resta da capire quale possa essere la mossa di Fossati per sostituirlo.

Scalpita Frati, ma potrebbe starci anche un attacco con Cori e Tenkorang pronto a muoversi sulle spizzate del centravanti. E non va dimenticato Menga, subentrato al meglio domenica scorsa.


 

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