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Libertas, i sassolini di Andreazza: «In estate tanti ci davano esclusi dai playoff...»

Coach Marco Andreazza guida di una  Libertas seconda in classifica (foto Silvi)
Coach Marco Andreazza guida di una Libertas seconda in classifica (foto Silvi)

Il coach applaude i suoi: «Ma serve più testa in attacco»

25 marzo 2024
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LIVORNO. «Male che fosse andata avremmo perso. ..». Quando arriva a parlare con i giornalisti Marco Andreazza ha già scaricato l’adrenalina di quel finale da brividi. E decide di togliersi qualche sassolino: «La scorsa estate c’era gente che diceva che non saremmo andati ai playoff. Non sono social ma ho tutti i messaggi conservati. Intanto siamo minimo terzi».

Coach, ci racconti l’ultima azione: come l’aveva immaginata?

«L’avevo sognata così, ieri notte», sorride.

Dopo la prima rimessa intercettata però ha cambiato quintetto spedendo dentro Saccaggi e Buca.

«Senza voler fare il fenomeno, ho cambiato due giocatori, perché avevo intravisto cosa volevano fare loro difensivamente e pensavo che Buca e Sacca potessero darci una tipologia diversa di attacco. Poi abbiamo tirato una preghiera e ci è andata bene, ma siamo arrivati a far prendere palla in mano a Sacca...».

La Libertas ha sofferto per due tempi, facendo grande fatica in attacco. Eppure la partenza era stata forte: cosa è successo?

«Abbiamo avuto due momenti: uno di altissima pallacanestro a metà del secondo quarto e uno di grande down a inizio terzo quarto. Le due cose sono consequenziali, siamo rientrati dagli spogliatoi mosci, senza ritmo, cosa che non ti puoi permettere contro una squadra forte come Avellino».

Perché quel calo?

«Intanto ci si dimentica spesso degli avversari: Avellino ha vinto a Montecatini sponda Herons, ha vinto a Legnano, ha vinto a Piombino, Avellino era una squadra delle più accreditate a inizio anno e ora i valori vengono fuori, perché il loro è un coach esperto, perché hanno fatto movimenti di mercato che hanno dato un assetto molto chiaro alla loro squadra. L’unica vera pecca nostra è esserci fatti prendere troppo presto: se avessimo tenuto il vantaggio di 10 punti forse poteva venire anche a loro un pochino d’ansia. Ci siamo fatti agguantare subito, poi però siamo stati bravi a restare in partita con i giocatori più esperti, vedi Fantoni che all’inizio non era stato brillantissimo ma alla fine ci ha riportati in partita con tre difese pazzesche (compresa una che ha costretto ai passi Bortolin), un tap-in importante e alcuni falli subiti che l’hanno portato in lunetta. Sull’ultimo tiro siamo stati un po’ fortunati ma anche la fortuna ci vuole».

Quei black out in attacco?

«Ripeto, ci sono anche gli avversari: Avellino è squadra tattica, fisica, non è sempre facile. Sicuramente dovevamo attaccare meglio, abbiamo smesso di costruire i tiri, ci siamo incaponiti, un conto è sbagliare, un conto è smettere di costruire. Però abbiamo fatto anche cose nuove, abbiamo usato la zona, che ha pagato tantissimo, e i raddoppi, che ci aiuteranno per seconda fase».

Qualcuno in tribuna sosteneva che a 25” sul più 1 la Libertas avrebbe dovuto commettere fallo...

«Tanti vorrebbero fare il mio lavoro ma vi assicuro che ci si diverte di più in tribuna. Mi chiedo perché dovrei fare fallo se sono a più 1 e permettere ad Avellino di andare in lunetta. Se sono sopra di 3 o di 2 magari sì, così se fanno 2/2 siamo pari e abbiamo 10 secondi. Ma sul più 1 no. Tra l’altro abbiamo fatto una grande difesa su quell’azione, poi ci sta che uno come Vasl che viaggiava in doppia cifra in A2 faccia un canestro di quella difficoltà».

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