Il Tirreno

Livorno

«Qui minoranza pericolosa»

di Alessandro Lazzerini
Il presidente Joel Esciua durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio allo stadio (foto Franco Silvi)
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Il presidente Joel Esciua durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio allo stadio (foto Franco Silvi)

Due giornate a porte chiuse al campo del Livorno ed Esciua attacca. «Ci sono degli pseudo-tifosi, la questura indaghi su chi è stato»

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ivorno «Qualche mese fa riferendomi alla curva parlai di minoranza rumorosa, sbagliando. Tornando indietro è un termine che non userei. In questo caso è giusto parlare di maggioranza rumorosa, perché abbiamo avuto un tifo fantastico in queste settimane. Ma allo stesso tempo dobbiamo evidenziare una minoranza pericolosa. Non conosco altro termine che possa definire quello che è successo domenica scorsa a Gavorrano per colpa di pochi individui. Tirare le bottiglie di vetro in campo è qualcosa di impensabile».
Si è espresso così il presidente Joel Esciua nella conferenza stampa di ieri pomeriggio dopo che il giudice sportivo ha comminato un’ammenda di 5000 euro e 2 gare a porte chiuse al Livorno per quanto accaduto a Gavorrano.
La sanzione
Il comunicato ufficiale della Lnd è uscito a metà pomeriggio e motiva così la sanzione ai danni della società amaranto. “Per avere propri sostenitori in campo avverso introdotto e utilizzato materiale pirotecnico (4 fumogeni, 2 bombe carta) nel settore loro riservato, nonché lanciato sul terreno di gioco 5 bottigliette di plastica semipiene, 3 bottiglie di vetro che sfioravano il Direttore di gara e un assistente, alcune monete all’indirizzo degli Ufficiali di gara e calciatori avversari. Inoltre, altre 5 bottigliette di plastica semipiene venivano lanciate sul campo per destinazione. Sanzione così determinata in ragione della obiettiva idoneità della condotta a creare grave danno all’incolumità dei presenti sul terreno di gioco, nonché della recidiva dopo la gara di Ghivizzano».
Il commento di Esciua
«Mi chiedo se questo sia amore – prosegue il patron -. Come società mi auguro che la Questura di Grosseto e le autorità competenti facciano il possibile per capire chi siano queste persone. C’è gente che ha visto e sa benissimo. Non è giusto che per colpa di pochi irresponsabili che vengono allo stadio non per tifare ci rimetta una tifoseria intera».
Il momento della contestazione, con il settore ospiti che al 70’ ha iniziato a dire alla squadra “se non andiamo in C vi facciamo un c... così”, è l’aspetto che meno è piaciuto al presidente, oltre ovviamente all’accaduto in sé. “Abbiamo recuperato tante partite nel finale e non vedo corretto contestare la squadra quando c’è ancora spazio per rimontare. Avessimo fatto gol nel recupero saremmo rimasti a contatto col Gavorrano, ma con il campo squalificato. Dopo il 96’ possono starci tutte le critiche. Detto questo, lo ripeto, si tratta di un gesto inqualificabile, avvenuto per frustrazione. Che non è d’esempio per i tanti bambini presenti in curva e non rappresenta i valori della nostra società. E’ un gesto pericoloso dal punto di vista civico, non solo calcistico».
L’appello
Nelle ultime settimane la tifoseria amaranto aveva giocato un ruolo fondamentale nella rincorsa del Livorno. Un grande pubblico al Picchi contro la Pianese e un esodo a Gavorrano come non si vedeva da anni. «Con il Seravezza i nostri tifosi sono stati privati di vedere la partita, quando Pro Livorno Sorgenti-Massese tutti sapevano essere incontro a rischio, ma non è stato fatto niente per impedire l’accaduto. Nonostante questa decisione ingiusta, così come con l’arbitraggio subìto con la Pianese, la nostra gente ha reagito in modo fantastico caricando la squadra la domenica mattina e poi festeggiando tutti insieme allo stadio. I nostri tifosi sono questo, commoventi E parlo dei veri tifosi, perfetti in queste ultime settimane. Gesti come quelli di Gavorrano invece sono masochismo pericoloso».
Possibile ricorso
Ormai il dado è tratto e la squalifica è arrivata. Il Livorno, guardando avanti, può solo pensare al ricorso per cercare di dimezzare la squalifica. «Avevamo in mente tante iniziative per la partita di sabato per fare prezzi popolari visto il cambio del giorno. E’ un peccato non poter avere il sostegno del nostro pubblico, anche se questo non dovrà rappresentare un alibi. Allo stesso tempo avvertiamo un senso di persecuzione e di ingiustizia. La sanzione è smisurata così come non ci aspettavamo le due giornate a Fossati. Faremo ricorso confrontandoci con i nostri legali per cercare di ridurre la squalifica a una giornata e avere le porte aperte contro l’Aquila Montevarchi».
Dal punto di vista sportivo il presidente crede ancora nella rimonta. «Abbiamo ancora 21 punti a disposizione. A Gavorrano abbiamo sbagliato l’approccio contro una squadra che per me è sempre stata la rivale più temibile. Sono stati superiori, ma noi vogliamo giocarci tutte le nostre carte fino alla fine». 
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