Il Tirreno

Livorno

Basket: Serie B

Cinque vittorie per il primo posto. La Pielle prepara l’assalto finale

di Francesco Parducci
L’abbraccio dei giocatori della PL e dietro la Curva Nord
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L’abbraccio dei giocatori della PL e dietro la Curva Nord

Squadra in gran forma con 10 vittorie consecutive, record nella storia societaria. Chiarini è sempre la certezza, Pagani l’uomo in ascesa, la tifoseria l’arma in più

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LIVORNO. È un po' presto per fare calcoli, con sette partite ancora da giocare, ma un'occhiata a cosa riserva il futuro da qui alla fine della regular season la si può dare, valutando obiettivi prossimi e ostacoli che si frappongono per raggiungerli. Quanto agli obiettivi, uno e importante (perchè era quello stagionale fissato in estate) la PL lo ha già raggiunto da sabato sera. Con la vittoria a Gravellona Toce sulla (ex) bestia nera Omegna, la squadra di Cardani è aritmeticamente fra le prime quattro al termine della regular season, con sette partite e quasi due mesi di anticipo. Non male davvero. Il prossimo, a questo punto, non può che essere il mantenimento dell'attuale prima posizione in classifica. Ora si tratta di ipotizzare quanti punti serviranno per arrivare primi. L'anno scorso la Libertas arrivò prima in regular season con 50 punti e 5 sconfitte in 30 partite. Questo campionato è però molto più equilibrato del precedente, oltre ad avere una regular season di quattro partite in più, 34. Si può dunque ipotizzare che il primo posto possa esserci a quota 54, forse anche a quota 52 con gli scontri diretti a favore. Quindi la PL sarebbe messa benissimo qualora riuscisse a ottenere 5 vittorie nelle 7 partite che restano da qua al 21 aprile.

Il calendario

E allora è il momento di dare un'occhiata al calendario, calendario che è decisamente favorevole da un punto di vista logistico, assai meno da quello tecnico. Vediamo perchè. Da ora alla fine della regular season la squadra di Marco Cardani dovrà uscire dalla provincia di Livorno una sola volta, il 30 aprile sabato santo, quando sarà attesa a Crema, sul campo di una squadra in quella data forse al sicuro nel quintetto di quelle che andranno in vacanza anticipata. Le altre due trasferte sono il quasi-derby di Piombino e quello vero, nell'ultima giornata del calendario. In casa deve ricevere, nell'ordine Gema, Salerno, Brianza e Herons. Otto punti (e quindi arrivo a quota 52) sembrano alla portata per una squadra che ha fatto 10 su 10 nel girone di ritorno, per farne dieci e arrivare a 54 occorrerà vincerne una fra Piombino fuori, Herons in casa e derby.

Cosa va

La classifica e la lunga striscia di vittorie, record assoluto nella storia societaria fra serie B e serie A. La profondità della squadra, la sua capacità di inventarsi sempre un protagonista nuovo (a Gravellona è stato Ferraro) da affiancare al faro Chiarini, quello che è sempre in grado, quando necessario, di dare una zampata risolutiva nei momenti topici dell'incontro. La capacità di vincere in modi diversi, a alti punteggi (secondo attacco più prolifico dei due gironi, dopo Ruvo di Puglia) ma anche, se necessario, sotto i 70 punti aggrappandosi alla difesa.

La crescita esponenziale di Pagani, per tanti un oggetto misterioso a inizio stagione quando i falli lo limitavano moltissimo e ora un fattore vincente. La lenta ma costante crescita di Loschi, che non lo dice ma aspetta i play-off (che l'anno scorso non potè giocare) come l'amnios materno nel quale sguazzare.

Cosa non va

Difficile trovare qualcosa che non va in una squadra che ha fatto dieci su dieci nel girone di ritorno. Cercando il pelo nell'uovo si può trovare qualche approccio soft in alcune partite, il che ha costretto a faticose rimonte. Sicuramente migliorabile è la percentuale globale ai tiri liberi, un “difetto di fabbrica” dal quale, sembra incredibile, la PL è affetta praticamente da sempre. Non va, ma non è certo colpa né della società, né di Cardani, né della sua squadra, la capienza attuale del PalaMacchia, nel quale la PL gioca e vuole continuare a giocare ma che, alle condizioni attuali, non è sufficiente a contenere tutti quelli che vorrebbero seguire la squadra, in un crescendo di entusiasmo contagioso.

Finora in qualche modo ci si è arrangiati anche perchè i “visitors” quasi mai sono venuti accompagnati da tifoserie organizzate ma da sparuti gruppetti di sostenitori (rimasti a bocca aperta nel vedere il tifo biancazzurro). Ma se, ad esempio, le due montecatinesi, più Herons che Gema, chiederanno il congruo numero di biglietti loro spettante, altrettanti livornesi dovranno restare fuori. E questo è un peccato.
 

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