Il Tirreno

Livorno

La settimana arancione di Williams. «Ora le final four con la Libertas»

di Fabrizio Pucci

	Leon Williams il nazionale olandese in forza alla Libertas
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Leon Williams il nazionale olandese in forza alla Libertas

Il racconto del ds Mannucchi da L’Aia: «Leon è la chioccia della nazionale, per noi un orgoglio»

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LIVORNO. La settimana tutta arancione di Leon Williams si è conclusa ieri all’aeroporto di Peretola dove è atterrato insieme al Direttore Sportivo libertassino Gianluca Mannucchi che lo ha accompagnato nell’avventura con la nazionale olandese impegnata nei primi due turni di qualificazione a Euro 2025.
A Newcastle contro la Gran Bretagna e in casa contro la Grecia sono arrivate due sconfitte che però non hanno scoraggiato i Tulipani, pronti a dare battaglia nel ritorno del gironcino.
Mannucchi, ambasciatore amaranto in Europa ha raccontato le emozioni sue, di Williams e della famiglia Ferrini, livornese (e libertassina) trapiantata in Olanda per motivi di lavoro: «È stata un bellissima esperienza – ha detto con entusiasmo il Ds – che inorgoglisce tutto il mondo libertassimo».
Ci racconti l’atmosfera della partita giocata a L’Aia…
«Meravigliosa: palasport da 3500 posti, tutto pieno ed entusiasmo contagioso. L’Olanda ha tenuto testa alla grande alla Grecia che è una delle nazionali più forti d’Europa. È stata davvero una partita avvincente. I tulipani per lunghi tratti l’hanno comandata, ma poi hanno perso all’ultima palla nonostante abbiano avuto il possesso del soprasso a 30” dalla fine».
Williams come se l’è cavata?
«Non ha giocato molto: 6’ in Inghilterra e uno lunedì sera, ma non è il minutaggio che fa la differenza, ma la considerazione di cui Leon gode nel suo Paese».
Vale a dire?
«Il Ct Arik Shivek lo ha voluto convocare affinché desse una mano al gruppo. Il nostro giocatore è infatti uno dei più anziani nella sua nazionale insieme a Franke, pure lui presente. Leon ha giocato poco perché davanti ha due ragazzi molto giovani e di sicuro avvenire. Uno è Van der Vuurst, guardia che ha compiuto 22 anni a dicembre e che gioca nella massima serie spagnola nello Zunder Palencia. L’altro è Ververs, classe 1998 che gioca nel Leiden che milita nella Lega che riunisce le migliori squadre di Olanda e Belgio. Detto questo, ho avuto il privilegio di osservare Williams da vicino. Grazie a lui mi era stato riservato un posto in prima fila dietro la panchina olandese e da lì ho capito la valenza umana e tecnica del giocatore».
Perché?
«Si alzava spesso per andare a parlare con il Ct e il suo vice e dalla mimica facciale si capiva che i suoi suggerimenti venivano recepiti. Ha giocato poco, ma lui sapeva che il suo ruolo era quello di dare una mano al gruppo in altri modi. È stato un collante importante nella chimica di squadra. Poi è chiaro: in caso di necessità sarebbe stato ed effettivamente è stato chiamato in causa. Il suo ruolo, però era quello della chioccia».
Che effetto le ha fatto vedere Williams in versione Olanda?
«Emozionante. Ho percepito il suo attaccamento alla maglia arancione. Ha vissuto questi giorni con la serenità di chi ha tanta esperienza, molte presenze in Nazionale, la partecipazione alla fase finale degli Europei 2015 e 2022. Insomma: con la consapevolezza di chi sa che non deve dimostrare più nulla».
Ha notato qualche altro prospetto olandese?
«La nazionale dei Paesi Bassi è mediamente assai giovane. Tra i tanti cito Kraag, ala piccola che gioca a Badalona, A1 spagnola: è davvero forte. Deve migliorare un po’ nel tiro da fuori, ma è esplosivo. Ha mezzi atletici pazzeschi».
Ora testa alla Libertas?
«Assolutamente. Lunedì sera a fine partita mi ha detto che è molto carico per il finale di stagione. L’idea di disputare la Final Four di Coppa Italia e i playoff lo elettrizza. È sicuro che la Libertas possa fare bene».
Con voi c’erano due tifosi livornesi...
«Sì, Milco e Matteo Ferrini. Milco, nostro tifosissimo di vecchia data che lavora a L’Aia, ha trasmesso la passione al figlio e non si sono fatti sfuggire la possibilità di vedere da vicino almeno uno dei loro beniamini. È stato davvero un bel momento».
Parlava di orgoglio libertassino...
«Già in passato la Libertas ha dato svariati giocatori alla nazionale italiana. Adesso è stata la volta di Williams con l’Olanda. È il segno che stiamo lavorando bene e che stiamo tornando ai livelli che ci competono». 
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