Gioco
«Pielle la più continua del girone ma la grande favorita è Ruvo»
Saverio Mazzantini «Ho vissuto 13 anni al PalaMacchia, che emozione vederlo così. La Libertas ci ha battuti perché ci ha creduto di più anche quando era in svantaggio»
LIVORNO. Saverio Mazzantini, livornese doc classe 1995, ala piccola cresciuto nelle file del Don Bosco, oggi è uno dei punti di forza della Gema Montecatini. Quella Gema che la Libertas è riuscita a rimandare a casa sconfitta ma dopo aver sudato le classiche sette camice.
Mazzantini, dove l’ha vinta la Libertas o forse, dal suo punto di vista, dove l’ha persa la Gema?
«Secondo me ci sono stati due fattori. Il primo è che la Libertas l’ha vinta perché ci ha sempre creduto. È stata sempre lì, e anche quando sembrava che potessimo prendere il largo, loro non hanno mai mollato e l’hanno vinta con i “nervi”. L’altro fattore, e quindi demerito nostro, è stato qualche soluzione difensiva sbagliata (complice un’inevitabile stanchezza) e quando sul più 5, più 7 gli abbiamo fatto fare canestro facili invece di cercare di aumentare il nostro vantaggio. Così li abbiamo tenuti a galla e loro essendo una squadra forte e ben organizzata sono riusciti a farcela».
Due squadre di Livorno e due di Montecatini nei primi quattro posti della serie B: le piazze storiche toscane sono pronte a tornare nel basket che conta?
«Da livornese, e giocando a Montecatini, penso che Libertas e PL siano una realtà. Montecatini è una città di tradizione, ma non è mai stata ai livelli di come poteva essere Livorno. E ora, mentre Livorno è tornata alla ribalta nazionale e i derby degli ultimi anni lo dimostrano bene, spero che anche a Montecatini torni la passione di un tempo, ora un po’ sopita, e che i risultati facciano risbocciare l’amore della città per il basket».
PL, Herons e Libertas: chi è la più forte?
«I playoff sono una storia a parte ma quando arrivi in testa hai il fattore campo dalla tua. Forse, e sottolineo il forse, quella che ha dato un po’ più di continuità e sta dimostrando di averla è la Pielle, anche per un discorso di lunghezza di roster. Comunque alla fine, Herons, PL e Libertas sono più o meno sullo stesso gradino, non mi sento di dare una favorita assoluta».
E la Gema?
«Noi dobbiamo fare il meglio possibile e già siamo sulla buona strada. Inizialmente puntavamo alla salvezza e oggi invece ce la stiamo giocando per arrivare ai playoff e tutto quello che verrà sarà di guadagnato».
Più forte e difficile il girone A o il B?
«Onestamente sono molto concentrato sul nostro. Ma credo che ci sia una distinzione basilare: nel girone A tutte possono vincere con tutte – vedi i vari risultati di Caserta o Piombino –, mentre nel B ci sono due squadre, Ruvo di Puglia e Roseto, nettamente superiori, con le altre che sì possono vincere qualcosa, ma non essere alla loro altezza».
Dunque chi ha quel qualcosa in più per andare su?
«Di getto mi viene da dire Ruvo di Puglia, visto che si rinforzerà ancora di più in ottica playoff. A una squadra già di per sé tosta e forte, se vi si aggiunge un elemento di valore, mi viene da pensare che diventerà assolutamente la testa di serie numero uno».
Che effetto le ha fatto tornare nel palasport dove è cresciuto con il Don Bosco?
«Ogni volta è sempre un’emozione. Poi vederlo così pieno di gente è sempre molto bello. Al PalaMacchia ho passato 12/13 anni della mia vita, vederlo così gremito è una gioia per me e per il basket».
Due anni fa suo fratello era nella Libertas. Quando rivedremo un Mazzantini in una squadra livornese?
«Ahhh (si fa una risata, ndr), non saprei rispondere. Essendo cresciuto nel Don Bosco, da piccolo Libertas e PL mi stavano anche un po’ sulle scatole! A parte gli scherzi, vediamo cosa mi riserverà il futuro. Ovviamente giocare per la mia città sarebbe un onore. Do tutto quello che ho a prescindere dalla squadra, e Livorno in ogni caso è sempre nel mio cuore».
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