Il Tirreno

Livorno

Basket

Un mercoledì da Libertas: ottava meraviglia e domenica big match con Herons a Montecatini

di Giulio Corsi
La squadra si abbraccia dopo la sirena: è l’ottava vittoria di fila (foto Franco Silvi)
◗
La squadra si abbraccia dopo la sirena: è l’ottava vittoria di fila (foto Franco Silvi)

Gli amaranto dopo il successo contro Piacenza sono primi. Partita complicata risolta da un Tozzi immarcabile e da un Saccaggi a stelle e strisce

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sabato, domenica o mercoledì cambia poco. Questa Akern è un rullo compressore e in questa notte da lupi, mentre fuori la nebbia avvolge Livorno, ci pensano gli amaranto a scaldare i cuori del popolo libertassino con l’ottava vittoria di fila, che vale il primo posto dopo 13 giornate e proietta la squadra di Andreazza al super derby di Montecatini contro Herons, domenica prossima in un match che vale il primato solitario. Non male per una squadra che a inizio stagione puntava soltanto ai playoff.

«Salutate la capolista», canta il palazzo, tutto in piedi al termine di questa galoppata per applaudire una squadra vera, che lotta in difesa, che sgomita in area, che gioca un bel basket, elegante e duro al tempo stesso, bella a vedersi come Saccaggi e Ricci, concreta e fresca come Tozzi e Lucarelli, solida e rassicurante come Fantoni e Fratto, un mix di caratteristiche che incarnano perfettamente lo stile Libertas. E mentre la squadra si gode la classica passerella e smista “five” al pubblico alla balaustra, il presidente Roberto Consigli racconta la sua gioia: «Sapevamo che questa era una partita difficile, Piacenza ha caratteristiche non congeniali per noi, ci mancava Greg (Allinei, ndr), ma l’abbiamo interpretata bene, soprattutto nel quarto quarto. Godiamoci questi momenti e il tempo che ci divide dalla grande sfida di Montecatini, non vedo l’ora di essere a domenica».

E pensare che l’ultima volta che ci eravamo visti di mercoledì in via Allende fu una notte di lacrime, la sconfitta con Desio, 82 punti subiti (peggio capitò solo la settimana successiva contro Crema), la falsa partenza che costrinse gli amaranto a rincorrere per tutta la partita. Ma in due mesi è cambiato tutto: la Libertas di oggi difende, gira la palla, sa sempre a chi dare il Molten, ha serenità, non si scompone nei momenti in cui gli avversari alzano la testa, ha mani di fata. E ha capito che chi ben comincia è a metà dell’opera (anche se giustamente Andreazza alla fine sottolinea che le partite si vincono nell’ultimo quarto): e infatti l’11-0 messo in cascina nei primi 4 minuti diventa fieno con cui gli amaranto vanno avanti per quasi tutta la partita. Merito di Luca Tozzi, che all’inizio recita la grande abbuffata in faccia a Mastroianni mettendone nove di fila da tutte le posizioni, dall’arco, in penetrazione, in contropiede, col suo meraviglioso arresto passo e tiro e fa decollare la Libertas. Che nel primo quarto difende con la bava alla bocca, per due volte porta la Bakery oltre i 24”, concedendo il primo canestro su azione agli emiliani dopo ben 5 minuti e all’8’tocca il più 14, 22-8, approfittando anche di una difesa ospite piuttosto distratta.

Al 10’ Andreazza ha già girato nove uomini (con Allinei fermo in panchina per una contrattura rimediata a causa di una scivolata in allenamento; si teme uno stiramento, oggi sono previsti gli accertamenti) e quando si rientra in campo e la Bakery tenta di riavvicinarsi sfruttando il tiro da tre punti dal cilindro arriva Saccabomb che stavolta fa l’americano per davvero: 9 punti in 4 minuti, prima una tripla che rimbalza agli inferi Piacenza che tentava di riavvicinarsi (30-25), poi tre rimbalzi offensivi e il tap-in del 41-29, con dedica alla tribuna e le braccia al cielo per incitare il popolo amaranto. E lo stesso film Saccaggi lo replica nel momento più difficile per gli amaranto, all’inizio dell’ultimo quarto quando approfittando di qualche superficialità della Libertas una Bakery che sembra non aver voglia di morire mai si ritrova per magia sul meno 3 al 32’, 64-61 con azione da tre punti di Soviero. Il pallone è un macigno, due mesi fa forse la squadra si sarebbe sciolta e invece i polpastrelli non tremano: 6” dalla fine dell’azione Sacca ha il pallone, potrebbe forzare da tre e invece si butta dentro, si gira, su una gamba sola tira fuori equilibrio e ciuff, 66-61. È il canestro più importante della partita, la Libertas riallunga e la chiude.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web