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Che spettacolo PL-Piombino: Chiarini decide un gran derby

di Francesco Parducci

	Un'azione Pielle e il grande tifo livornese (foto Franco Silvi)
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Un'azione Pielle e il grande tifo livornese (foto Franco Silvi)

Un match bellissimo. Entusiasmante. Di quelli che ti fanno amare la pallacanestro. Vince la PL dopo due sconfitte consecutive che avevano minato classifica e certezze della squadra di Cardani, ma Solbat esce dal campo tra gli applausi confermandosi una squadra di alto livello.

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LIVORNO. Un derby bellissimo. Entusiasmante. Di quelli che ti fanno amare la pallacanestro. Vince la PL dopo due sconfitte consecutive che avevano minato classifica e certezze della squadra di Cardani, ma Piombino esce dal campo tra gli applausi confermandosi una squadra di alto livello.

Livorno firma forse la migliore prestazione della stagione, che entra di diritto nella top five degli ultimi anni. E dire che invece sembrava fuori dal tunnel del divertimento, come dice Caparezza, visto che poco prima della fine del secondo quarto, quando una Solbat impeccabile toccava gli 11 di vantaggio segnando qualcosa come 50 punti in 18 minuti. Imprendibile Piccone, chirurgico un sontuoso Berra che si faceva beffe sia di Diouf che di Pagani, superiorità netta in tutti gli uno contro uno e nel ritmo della gara.

Il piano partita della PL, che era quello di abbassare i possessi di Piombino e di limitare il più possibile il tiro dalla lunga degli ospiti sembrava saltato in aria dopo un promettente inizio (8-2, triple di Chiarini e Ferraro) e un senso di impotenza sembrava calare su squadra e pubblico (peraltro mai in silenzio un solo istante): se nemmeno tirare con il 43% da 3 era sufficiente perché Piombino è spettacolare e lo fa con il 53%, vuol dire che c'è poco da fare.

Ma nel conto c’era forse da metterci la prevedibile stanchezza di Piombino che recuperava sì Azzaro ma perdeva per infortunio (e potrebbe essere cosa non da poco) Turel già prima dell'intervallo lungo. Un infortunio pesante per una squadra già martoriata dalla sfortuna. E dopo si fermava anche Cappelletti.

Che poi, potremmo riguardarla altre due o tre volte, questa bellissima partita, senza aver certezza se la PL l'abbia vinta più in attacco che in difesa: certo, 57 punti dall'intervallo lungo in poi non sono noccioline, ma anche aver annacquato lo splendido 8/15 da 3 della squadra di Cagnazzo in un modesto 3/13 che la Solbat ha avuto dal rientro in campo in poi non può non aver inciso.

Uscita dagli spogliatoi con il sangue agli occhi, la PL pareggiava già in 1'30” (53-53, parziale di 8-0) prima di essere ricacciata indietro da Azzaro, sbagliava un paio di triple per il sorpasso che poi arrivava con capitan Campori (61-60).

Piombino è squadra davvero indomita e aveva ancora bravura e orgoglio per pareggiare di nuovo, sempre con Piccone, a quota 71, ma sarebbe stata l'ultima volta. E a dimostrazione che quando si difende bene spesso meglio si attacca, la PL nel terzo quarto restituiva alla Solbat i 30 punti incassati nel primo, per poi replicare con 27 nell'ultimo, (88-78 al 34'25”) con il vantaggio che non scendeva mai sotto gli 8 punti, anche se Piccone, nonostante i 40' in campo e la strenua difesa su di lui di Campori aveva ancora la forza e la caparbietà per tenere acceso un lumicino per i gialloblu.

Troppo poco per una PL ormai in fiducia e trascinata, oltre che dal pubblico, dal suo vero leader, rientrato dopo l'influenza. Leggete qua: 30 punti con 9/19 dal campo, 10/11 dalla linea, 11 falli subiti, 6 rimbalzi e 4 assist, 39 di valutazione. Ma Chiarini chi è? Quello che fa uscire la PL dal tunnel.

Piombino nel tunnel non ci entra nemmeno. La sconfitta deve essere indolore perché la squadra ha confermato tutte le proprio qualità.  l

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