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Basket, la Libertas balla coi lupi: espugnato Avellino

Un'azione della libertas
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Un'azione della libertas

In Irpinia un’altra prestazione magistrale, decisiva la difesa: è la settima vittoria di fila Il blitz in casa di una delle favorite del campionato vale il secondo posto solitario 

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LIVORNO. Immensa. Solida. Commovente. Tre aggettivi che fotografano bene la Libertas che ad Avellino ha calato il sette bello: sette vittorie consecutive, una perla più brillante dell’altra. Questa, la più scintillante. Sì perché la Libertas salita sabato sul pullman per l’Irpina aveva molti retropensieri che per le squadra senza attributi, nei 582 chilometri di tragitto, si sarebbero serenamente trasformati in alibi. Ne volete qualcuno? Eccoli serviti. Uno: l’assenza di Fantoni che negli ultimi giorni ha avuto maggiore confidenza con la Tachipirina che con la difesa sul pick and roll.

Due: il rinforzo-Chinellato arrivato in settimana da Omegna ad Avellino, dove ha subito caricato l’ambiente solo con la presenza.

Tre: l’imprinting dello stratega coach Crotti che, rilevato Crosariol, ha avuto altri giorni per spiegare il proprio credo cestistico ai Lupi.

Quattro: Avellino era reduce da una sconfitta interna (con Legnano) e avrebbe dato l’anima per evitare solo 0 su 2 casalingo. E invece… invece ha trovato una Libertas che non conosce la sindrome da pancia piena e trasforma ogni momento di difficoltà in opportunità: quella di lanciare Buca nello starting five al posto di Fantoni. Che partita, signori!

Ad Avellino era venuta l’acquolina in bocca non appena ha preso atto dell’assenza di Fantoni. Così i Verdi l’hanno messa sul piano fisico con Bortolin e Chinellato. La Libertas ha concesso qualcosa nello smile, ma ha difeso in modo matto e disperatissimo su ogni centimetro quadrato di parquet sporcando le medie dei padroni di casa.

I Lupi hanno tentato la fuga (9-4) , subito rintuzzata da un parziale di 0-8. Hanno chiuso avanti il primo quarto (18-16), si sono aggrappati al totem Bortolini (13 punti sui 23 irpirni portavano la sua firma, nel cuore del secondo tempino) , ma la Libertas non si è mai staccata. Non ha mai mollato. E se non fosse stato per qualche errore di troppo dalla lunetta non sarebbe andata al riposto avanti di cortomuso (34-35) .

Il terzo quarto è stata poesia pura. Le triple in serie di Saccaggi, di Fratto e di un chirurgico Williams, hanno dato lo scossone alla partita (45-55 al 26’). Avellino ha provato a uscire dal fondo del pozzo anche grazie ad alcune chiamate arbitrali casalinghe e al terzo intervallo si è portata a -5 (53-58).

L’ultimo quarto è stato uno stillicidio di emozioni. Le percentuali si sono abbassate e quando Avellino ha trovato il primo “gol” con Giunta dopo oltre 2’ ci ha pensato Lucarelli a rimettere le cose a posto: canestro da sotto e tripla per il nuovo +8 amaranto. Nel finale il timbro di ceralacca lo ha apposto Amos Ricci, autore di una prestazione da leader vero, con il canestro del +7 che ha tolto linfa ai Lupi che nell’ultimo giro di lancetta hanno provato a riaprirla con due triple disperate di Nikolic prima di certificare che il 2/4 ai liberi di Lucarelli fosse sufficiente per portarla via.

Grande vittoria, conquistata in casa di una squadra nata e costruita per primeggiare e senza Fantoni. Tanto di cappello alla Libertas e ai trenta tifosi che di chilometri ne hanno fatti 1184 e che hanno trasformato il PalaDelmauro in una dependance del PalaMacchia. Il resto sono chiacchiere da bar: inutili e pure noiosette.Mercoledì si torna in campo per il secondo turno infrasettimanale – ora 20.45 contro PIacenza – e domenica tutti a Montecatini per la sfida alla capolista Herons. l
 

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di Redazione web