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Veleni, biscotti e maxi squalifiche: il Livorno ritrova l’incubo Figline

di Alessandro Lazzerini
Veleni, biscotti e maxi squalifiche: il Livorno ritrova l’incubo Figline

La folle partita col Tau Altopascio del 12 maggio 2022 che nessun amaranto può dimenticare e domenica 3 dicembre si torna al Picchi

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LIVORNO. La sfida tra Livorno e Figline ha un potere magico. Quello di far tornare la mente di tutti i tifosi amaranto indietro di un anno e mezzo. Basta nominare le due squadre assieme e sbam: come in una serie tv Netflix sembra di premere il tasto stop e metterci un attimo a tornare al 12 maggio 2022.

Una data che, insieme agli insuccessi sul campo degli amaranto, ha segnato il destino del Livorno per almeno una stagione e mezzo. Una partita, quella di domani, che non è un derby o una sfida di grande rivalità a cui erano abituati i tifosi negli anni scorsi, ma senza dubbio non è neanche un confronto come gli altri. Perché è la rivincita che la gente di Livorno aspetta da quell’indimenticabile giorno di maggio.

L’accaduto

E’ il 12 maggio 2022. Il Livorno ha da pochi giorni pareggiato a Figline e nel triangolare per la promozione in Serie D è messo piuttosto bene. Ad Altopascio si affrontano Tau e Figline. E’ una supersfida: vanno avanti i gialloblù, poi nella ripresa pareggiano i lucchesi. All’84’ il vantaggio del Tau cambia tutto. Il Figline ha paura di un eventuale “biscotto” tra Livorno e Tau che se nell’ultima pareggiassero andrebbero su tutte e due. Per un calcolo cervellotico sulla differenza reti che porterebbe ad evitare il potenziale "biscotto" decide di subire tre reti nel giro di quattro minuti. Scene da “Mai dire gol” che faranno il giro dell’Italia.

Non appena finita la partita, infatti, la notizia corre veloce e a Livorno tutti sui social condividono il video del vergognoso finale di partita del Figline. Il Livorno è imbestialito e il giorno dopo presenterà una conferenza stampa con il presidente Toccafondi che promette di battersi in tutte le sedi opportune per smascherare l’illecito. Ce ne sarà bisogno perché gli amaranto di Angelini perdono sia col Tau che col Pomezia perdendo l'accesso diretto alla D.

La promozione arriverà solo il 10 agosto, grazie alla decisione del tribunale federale che retrocede il Figline all’ultimo posto del triangolare e dà spazio al passaggio di categoria del Livorno. In più ci saranno squalifiche di lunga durata per il presidente del Figline Simoni, il tecnico Becattini e il ds, il livornese Frediani, oltre ai giocatori Privitera, Burzagli, Saitta e in un secondo momento Vezzi, Marabese e Degl’Innocenti.

Cosa resta

Di quel Livorno e di quel Figline è rimasto veramente poco. Negli amaranto l’unico giocatore che c’era un anno e mezzo fa e potrebbe scendere in campo domenica è capitan Andrea Luci. Sarà in tribuna da infortunato Matteo Frati, così come Elia Giampà, impegnato ancora nel percorso di recupero post operazione. Poi c’è Luca Mazzoni, ora allenatore dei portieri e in dirigenza è tornato Raffaele Pinzani, diesse del Livorno anche in quella stagione di Eccellenza. Nel Figline invece sono rimasti solo tre giocatori: i difensori esterni Banchelli e Orpelli e il portiere di riserva Simoni. Entrambe le società hanno cambiato presidente, ovviamente per motivi ben diversi, e si ritroveranno in Serie D dopo che la scorsa stagione il Figline ha vinto con merito il proprio girone di Eccellenza. Il fatto che di quelle due squadre sia rimasto poco o niente sottolinea come la questione sia ormai morta e sepolta, anche perché il Livorno, con qualche mese di ritardo che ha inficiato sul mercato, ebbe comunque ciò che meritava. Di sicuro, però, da parte del popolo amaranto ci sarà nell'aria una voglia di rivincita particolare. Anche perché nel doppio confronto dei playoff il Livorno non riuscì mai a battere il Figline. Così, dopo quello storico di Montevarchi, ecco un altro piccolo tabù da sfatare.

 

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