Gioco
Freddo? Ci scalda il Livorno
Novembre un mese d’oro: sei risultati positivi e addio alla crisi. La squadra ora è più tosta e il calendario resta ancora favorevole
LIVORNO. Vento gelido, la pioggia fitta, ma anche il Livorno che lancia segnali incoraggianti. Novembre non è certo il mese preferito dai livornesi con la passione della tintarella e del bel tempo, ma in uno dei mesi più cupi dell’anno, ci hanno pensato i risultati degli amaranto a far sorridere i propri tifosi. Un filotto di sei risultati utili consecutivi tra Coppa e campionato che ha dato energia e sostanza alla rimonta del Livorno può solo far sperare in positivo.
La risalita
Il punto più basso della prima parte di stagione il Livorno lo ha toccato sul gol di Pino che aveva mandato in vantaggio il Gavorrano a dieci minuti dalla fine. Gli amaranto erano reduci da due sconfitte interne e il terzo ko di fila all’Armando Picchi pareva dietro l’angolo. I tifosi in tribuna chiedevano l’esonero di Favarin, poco prima che Cori facesse l’1-1 che visto oggi assume un peso ancora più importante.
Da lì in poi squadra, società e staff hanno saputo compattarsi e rispondere sul campo con una serie di risultati importanti. Prima il successo di San Donato, poi il pari di Piancastagnaio, quindi le vittorie con Cenaia e Montevarchi senza dimenticare il passaggio del turno in Coppa Italia. Quattro vittorie e due pareggi in un mese di novembre eccellente per Luci e compagni.
Calendario amico
Dopo il pari di Piancastagnaio avevamo sottolineato come il Livorno avesse nel calendario il miglior alleato e questo fattore può proseguire.
La gara di domenica è la più insidiosa da qui alle vacanze di Natale con un Figline che è senza dubbio la sorpresa del campionato, ma dopo ci sono Sangiovannese, Trestina e Orvietana, tutte squadre nella metà di destra della classifica. Questo mentre la Pianese dovrà vedersela con due delle prime cinque come Seravezza e Tau proprio sul finire di girone.
Insomma, lo spazio per accorciare ulteriormente nel mese di dicembre c’è, ma il Livorno non deve certo alzare il piede dall’acceleratore.
Tanta sostanza
Il Livorno è tutto meno che spettacolare, ma soprattutto in queste categorie spesso per arrivare ai tre punti c’è bisogno di sporcarsi le mani e adeguarsi alla battaglia, con partite come San Donato e Montevarchi che fanno da esempi chiave. Gli amaranto in questo momento hanno più compattezza difensiva rispetto a un mese fa (e l’innesto di un giocatore come Tanasa può solo aumentare questo processo) e davanti si affidano alle invenzioni dei propri giocatori fuori categoria. Certo, avere di nuovo Cesarini in versione top player fa tutta la differenza del mondo. Un altro aspetto fondamentale è il morale. Un mese intero senza perdere ha dato nuova fiducia all’ambiente e alla squadra che può volare sulle ali dell’entusiasmo. Diversa la situazione invece a Grosseto dove il pubblico maremmano chiede l’esonero di Bonuccelli. Chi sta meglio, senza dubbio, è la Pianese capolista. Ma il Livorno è tornato a meno cinque e adesso non deve mollare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

