Gioco
Sabattini, l’operaio col frac
Quantità e talento, il suo rientro ha migliorato molto il centrocampo del Livorno «Non sono al top ma per questa maglia spendo tutto. Qui c’è l’atmosfera giusta»
LIVORNO. Sette punti in tre partite. Quelli che aveva chiesto il presidente Esciua e il minimo che serviva al Livorno per restare vivo in questo campionato di Serie D. Il cambio di marcia degli amaranto parte dal secondo tempo contro il San Donato Tavarnelle, dall’ingresso di Lorenzo Sabattini. Il classe 2001 ha avuto un impatto notevole sul rendimento del Livorno e le sue caratteristiche sono fondamentali nella mediana amaranto: qualità, dinamismo ed eleganza al servizio della squadra. «Quando sono rientrato dopo quasi tre mesi di stop avevo grande voglia di far vedere a tutti il mio valore – dice il numero 21 – volevo dare un segnale di quanto potessi essere utile alla causa e quanta voglia avessi di lottare per questa maglia».
L’infortunio in preparazione l’aveva bloccata nel momento più importante.
«Sì, e sono stati mesi difficili. Sono cose che fanno parte del mestiere ed è decisivo riuscire a metabolizzare subito la cosa e affrontarla in modo positivo. Prima sembra un infortunio meno grave, poi i tempi si sono allungati, ma sono fiero di me per l’equilibrio e l’attitudine con cui l’ho affrontato».
Ha avuto un grande impatto sul Livorno.
«Sono soddisfatto delle mie prestazioni, ma so che potevo fare di più soprattutto in zona gol».
A livello di condizione a che punto è?
«Sinceramente a livello atletico mi sento di aver raggiunto il top. Mi manca solo ancora un po’ di confidenza, quella che la domenica ti fa giocare con più sfacciataggine. Devo solo prendere di nuovo l’abitudine con la partita e quelle situazioni che si creano solo la domenica».
A livello di ruolo dove preferisce giocare?
«Ho sempre fatto la mezz’ala con compiti offensivi o il trequartista, ma se devo scegliere preferisco la prima perché riesco a partire un po’ più indietro».
Ha 22 anni e una carriera ancora tutta davanti. Cosa rappresenta Livorno in questo momento del suo percorso?
«In estate quando è arrivata questa opportunità ho deciso di coglierla al volo. E’ un palcoscenico senza eguali in categoria e per un giocatore è un privilegio vestire questa maglia».
La classifica dice -7 dalla Pianese, cosa è mancato fin qui?
«La squadra ha sempre messo l’atteggiamento giusto. In alcune situazioni abbiamo avuto episodi non fortunati, ma ci alleniamo bene e abbiamo voglia di risalire. Dobbiamo essere bravi a cercarceli certi episodi a favore».
Quale può essere invece il punto di forza del Livorno?
«Il gruppo. Può sembrare banale, ma qui il collettivo va avanti a tutto e di giocatori forti ne abbiamo a volontà. C’è l’atmosfera giusta, quella che può portare a vincere il campionato».
Il Livorno quindi può arrivare davanti a tutti?
«Non ci manca niente. Abbiamo passato un periodo negativo, ma sono cose che capitano in campionato. Siamo stati bravi a reagire e invertire la rotta. Adesso dobbiamo continuare su questa strada».
Domenica uno snodo cruciale del campionato: serve vincere e poi vedere cosa succede in Grosseto-Pianese.
«Certo. E’ una partita tosta, in cui non dovremo sbagliare l’approccio contro una squadra che in casa ha fatto sempre molto bene. Gli altri devono interessarci il giusto, noi dobbiamo pensare a portare a casa altri tre punti».
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