Gioco
Alleni i ragazzini? Ti caccio lo stesso: a Livorno boom di esoneri nelle giovanili di calcio
Dopo due mesi dall’inizio della stagione, a Livorno già otto cambi: ecco le panchine coinvolte. Troppe aspettative e pochi progetti: ormai si lavora soltanto per la vittoria
LIVORNO. "Cambiare macchina è molto facile. Cambiare donna un po’ più difficile". Cambiare allenatore a Livorno è un gioco da ragazzi. Se dovessimo aggiungere un verso alla celebre canzone di Vasco Rossi non potrebbe essere che questo. Un fenomeno che, nei settori giovanili di calcio di Livorno sta esplodendo in questo inizio di stagione. Certo, anche nei vivai sono sempre avvenuti gli avvicendamenti in panchina, per cercare di migliorare il rendimento di una squadra che non carbura, ma non in queste dimensioni e soprattutto non con queste tempistiche. Dopo due mesi dall’inizio della stagione sono già otto i cambi in panchina registrati.
Gli avvicendamenti
Nel conteggio totale non c’è differenza, ma per rispetto dei fatti e dei protagonisti è sempre giusto fare una differenza tra un esonero e laddove invece sono arrivate le dimissioni da parte del tecnico. Tra gli esoneri c’è stato quello di Luigi Bardi dagli juniores del Portuale, con al suo posto l’arrivo di Simone Simonini. Quest’ultimo dopo poche giornate si era dimesso dagli Allievi B dell’Academy, sostituito da Gianluca Forleo. Sempre in casa Academy c’era stato l’esonero di Matteo Gai nella categoria Giovanissimi A, con l’innesto di Simone Giuliani. Lo stesso Matteo Gai è stato tesserato dopo poche settimane dalla Pro Livorno Sorgenti proprio nella categoria Giovanissimi A, dove c’era Yuri Cantini. L’ex allenatore del settore giovanile del Livorno è stato dirottato negli Allievi A, a sostituire l’esonerato Federica Chicca, silurato con tanto di post con foto sui social. E’ ben evidente che la categoria Giovanissimi A sia quella che abbia maggiormente animato questo tourbillon di allenatori, come testimoniato anche dall’addio di Alberto Dal Canto che dopo poche giornate di campionato ha rassegnato le dimissioni dal Portuale con l’arrivo di Massimiliano Ferrari sulla panchina biancoblù.
Stesso identico discorso all’Armando Picchi, dove non c’è più Walter Cardinali e al suo posto è stato chiamato Emilio Ferraro. Così le quattro squadre livornesi che partecipano ai Giovanissimi A nei campionati regionali (Picchi, Pls, Academy e Portuale) hanno tutte cambiato allenatore nel giro di due mesi: una cosa mai vista prima.Infine, chiude il cerchio l’esonero di Andrea Puccini negli Allievi A del Livorno 9, sulla panchina rossoblù adesso c’è Alessio Castellani.
Le cause del fenomeno
Le cause che portano al concretizzarsi di un fenomeno del genere possono essere molteplici. La sensazione, in generale, è che anche nei settori giovanili stia prendendo sempre più piede la moda di cambiare allenatore che è tanto frequente ad alti livelli. Come l’Udinese manda via Sottil o la Salernitana caccia Paulo Sousa, anche nei vivai si cerca di dare una sterzata cambiando la guida tecnica.
Peccato, che l’importanza dei risultati non sia la stessa. Questo è sicuramente un aspetto da tenere in considerazione, ma la grande novità che sta cambiando le carte in tavola è un’altra. Fino a due anni fa, un allenatore quando veniva esonerato nei dilettanti non poteva allenare nessun’altra squadra per quella stagione sportiva. Adesso, invece, se l’addio avviene entro il 30 novembre, c’è la possibilità di essere tesserato per un’altra società. Lo scorso anno questa regola riguardava solo i campionati seniores, mentre da questa stagione vale anche per i campionati giovanili.
Il risultato? Le società usano il cambio allenatore sperando che il tecnico si porti dietro qualche giocatore in modo da rinforzare la propria squadra e indebolire l’altra. Una novità di regolamento che ha esasperato questo fenomeno che prima avveniva solo in estate, adesso anche a stagione in corso. All’interno di questa situazione, c’è pure il problema (esistente anche a Livorno in questi giorni) di ragazzi che vogliono cambiare squadra ma vengono "trattenuti" dalla società che detiene il cartellino.
Categoria e progetto
La moda del cambio allenatore nel giovanile, senza andare troppo oltre, ha dimensioni regionali. Livorno non è l’eccezione . Va così un po’ da tutte le parti. Se andiamo però ad analizzare il caso provinciale, c’è da sottolineare come la crescita esponenziale del settore giovanile del Cecina (1° negli Allievi e nei Giovanissimi Elite). Se prima erano tanti cecinesi a venire a giocare a Livorno, adesso è il flusso si è invertito. Questo ha portato a un indebolimento delle formazioni labroniche che fanno fatica a mantenere magari la categoria.
E allora ecco la tendenza di cambiare allenatore per provare a fare risultato. Non vogliamo peccare di ipocrisia. Per una società avere una categoria Elite o Regionale fa la differenza, ma allo stesso tempo è di vitale importanza capire che ciò che conta nel settore giovanile dovrebbe essere la crescita del giovane calciatore e non per forza il risultato finale. Se si inizia un percorso a inizio stagione con un allenatore è perché si crede nel suo progetto tecnico. Invece i fatti dicono che adesso contano i risultati e poco altro.
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