Gioco
La Libertas si gode il gioiello Allinei: «Ho tanta energia ma devo dosarla»
Appena 19 anni ma sempre più protagonista. Per lui 12 punti di media nelle ultime 3 gare
LIVORNO. Nelle ultime tre giornate Gregorio Allinei è stato l’uomo...anzi (vista l’età, 19 anni) il ragazzo in più della Libertas. Quasi 12 punti di media, una presenza costante nelle due metà campo e un contributo fattivo nelle vittorie di Montecatini, Treviglio e contro Sant’Antimo.
Allinei: sinonimo di energia. Le piace? «Molto, grazie. Energia è la parola chiave. Il termine è azzeccato È ciò che serviva e mancava alla squadra. Ci voleva un po’ di freschezza dalla panchina. È quello che mi ha chiesto Andreazza: lui la definisce brillantezza. Adesso sto bene fisicamente. Ho preso ritmo in attacco e in difesa. Ho capito che cosa serve sul piano offensivo e difensiva. In attacco penso di non togliere il pallone a nessuno. E in difesa metto energie e le mie gambe fresche».
Ha appena 19 anni. La Libertas ha puntato molto su di lei. Che cosa vede nel suo futuro?
«Ho un contratto di due anni con opzione per il terzo. Tuttavia, non guardo troppo al futuro. Di solito resto molto sul presente. Per me il futuro è la trasferta di Salerno. Penso solo ad allenarmi e a vivere alla giornata dando il più possibile senza pensare a obiettivi futuri. Non do troppo peso e non spreco troppe energie a pensare al futuro».
In che cosa deve migliorare e che cosa le piace della sua pallacanestro?
«Faccio prima a dire ciò che non mi manca rispetto a quello che non ho: sono all’inizio del mio percorso e devo migliorare su tanti aspetti tecnici, mentali e di esperienza anche se quest’ultima la si acquisisce giocando. Devo imparare a dosare la mia energia che è parte fondamentale del mio gioco. Devo imparare a conoscere i momenti della partita. In alcune partite di c’è bisogno di dosarla. L’aspetto che mi piace di più ho iniziato a riscoprirlo adesso: consiste nell’avere un passo in più rispetto ai difensori. Questo mi permette di attaccare ferro, andare a rimbalzo, difendere fino alla morte».
Gregorio, la squadra in tre settimane ha cambiato pelle. Come è stato possibile?
«Abbiamo attraversato un periodo difficile. Come ha detto Andreazza dopo la partita di domenica, uscire dal proprio palazzetto contestati non è una bella cosa. Adesso posso dire che siamo stati bravi. Abbiamo dimostrato di essere una squadra vera. In momenti così complicarti è facilissimo disunirsi, creare tensioni all’interno dello spogliatoio e nel gruppo squadra. Noi abbiamo fatto tutto l’opposto. Siamo andati in palestra e abbiamo lavorato senza se e senza ma. Quando c’era bisogno essere duri per uscire da quella situazione, lo siamo stati. Il tutto per portare frutti e risultati sul campo. Ce li meritavamo e ce li meritiamo per il lavoro che stiamo facendo».
Quanto pesa il successo con Sant’Antimo?
«La vittoria ci fatto bene, ma non abbiamo fatto niente perché in questo campionato bisogna pensare partita per partita senza girarsi indietro: che si vinca o che si perda. La classifica è cortissima. composta da tante squadre molto competitive e dotate di roster di alta qualità. Tra queste inserisco proprio Sant’Antimo che ha vinto in casa di una squadra molto forte come la Pielle. Insomma: non c’è nulla di scontato».
Come si fa a galleggiare in questo campionato? «Rispetto all’anno scorso c’è più qualità, c’è fisicità, c’è ritmo. Per questo non ci sono partite scontate. E - come dice Andreazza - quando vinciamo non abbiamo fatto nulla. Dobbiamo prendere una partita alla volta. Chi avrà la maggiore durezza mentale, arriverà in fondo. Chi sarà più molle si staccherà. Noi adesso andiamo a Salerno: trasferta lunga in come e difficile che affronteremo nel migliore dei modi e con la giusta mentalità»
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