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Il Livorno sboccia con i cambi: grande secondo tempo e vittoria a San Donato

di Alessandro Lazzerini
L'esultanza di Cori
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L'esultanza di Cori

Amaranto sotto, poi Giordani e Cori la ribaltano con una grande ripresa. Decisivo il cambio di modulo e l’ingresso di Sabattini, alla fine è festa con i tifosi 

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SAN DONATO. “E negli stadi con la pioggia e col sereno con il Livorno trionferemo”. Lo canta la Nord in versione mobile, mentre il tiro di Sabattini si stampa sulla traversa e Cori di testa spinge il pallone dentro. É il gol che sotto la pioggia, in mezzo al fango, fa sì che sul pianeta amaranto torni un po’ di sereno. Quello che a fine partita porta i tifosi a gridare ancora “forza Livorno, la promozione”.
 
Perché se la truppa di Favarin resta aggrappata al treno delle migliori del campionato è per merito di due tap-in dei suoi attaccanti, al culmine di un secondo tempo eccellente da parte di tutta la squadra. Per intensità, qualità e voglia di vincere. Una frazione da vero Livorno, quello che serviva per uscire con i tre punti da una battaglia.
 
Cambi decisivi 
Il colpo di testa di Borghi che al 14’ porta in vantaggio il San Donato lasciava pensare all’ennesimo Livorno opaco delle ultime settimane. Nel primo tempo infatti la squadra di Favarin ha sempre il pallino del gioco in mano, ma senza mai avere la giusta cattiveria in zona gol. Un paio di tiri da fuori e un guizzo di Giordani: poco per far male ai gialloblù fiorentini, ma abbastanza per spingere i tifosi a chiedere di tirare fuori gli attributi nel secondo tempo. E il Livorno della ripresa è un’altra squadra. Dal punto di vista dell’atteggiamento, ma anche e soprattutto a livello tattico. Subito dentro Sabattini e fuori uno spento Luis Henrique, ma la svolta arriva quando Favarin toglie un difensore, Brenna, per inserire un attaccante, Mutton. Il Livorno passa dal 3-4-1-2, al 4-3-3 e la partita cambia faccia. Gli inserimenti delle mezze ali Sabattini e Nardi mandano in crisi il San Donato, gli esterni bassi sono ali aggiunte e in area ci sono sempre almeno tre o quattro giocatori per chiudere l’azione. Il dna di questa squadra è questo: attaccare. Anche perché dietro il Livorno prende comunque gol.
 
Zampate vincenti 
L’ingresso di Mutton e la verve di un ottimo Sabattini cambiano il Livorno. Al 69’ Giordani si vede negare il gol da una gran bella parata di Manzari. Ma il pareggio è nell’aria e al 70’ si accende Nardi: spazio sulla trequarti e tiro da fuori, sulla respinta Giordani è il più lesto di tutti per l'1-1.
Sotto la spinta della sua gente il Livorno spinge a testa bassa e all’81’ l’altra mezz’ala, Sabattini, si incunea al limite dell’area, il bolide si stampa sulla traversa, ma sul rimbalzo c’è il tap-in di Cori che vale i tre punti. Un gol che fa esplodere il settore e rilancia le ambizioni del Livorno. 
 
Cinque e cinque
Non quello di Gagarin con il pepe e le melanzane, ma il rendimento di un Livorno che in trasferta è perfetto. Cinque partite e cinque vittorie, con 11 gol fatti e solo 3 subiti. Più punti di tutti (insieme alla Pianese che però ne ha fatte sei fuori). Meglio del Seravezza e del Tau. Più del doppio dei punti di Gavorrano e Grosseto. Anche al Pianigiani di Tavarnelle gli amaranto hanno mostrato un’altra faccia rispetto a quella timorosa che troppe volte si è vista in casa.  Un primo tempo senza segnare, ma concedendo comunque un solo tiro in porta ai locali, purtroppo vincente. Ma anche una ripresa propositiva, giocata all’arrembaggio, con tanto coraggio e il coltello tra i denti. 
 
Aggrappati al treno
Le altre hanno vinto tutte: perdere o pareggiare avrebbe voluto dire sprofondare a nove o dieci punti dalle altre. Per questo il gol di Cori ha un peso specifico enorme e permette al Livorno di arrivare nel migliore dei modi al recupero di mercoledì a Piancastagnaio. E’ un altro bivio della stagione: se perdi vai a -10, se vinci torni a -4. Ma questo Livorno ha tutto per giocarsela a viso aperto. 

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