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Livorno calcio, poche occasioni create e continui cambi di formazione: è crisi

di Alessandro Lazzerini
Livorno calcio, poche occasioni create e continui cambi di formazione: è crisi

La società conferma Favarin, ma da agosto c’è stato un crollo

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LIVORNO. Il Livorno va avanti con Giancarlo Favarin. Dopo il gol del Follonica Gavorrano tanti tifosi della tribuna avevano “accerchiato” il tondino dove era seduto il presidente Esciua per chiedere a gran voce l’esonero del tecnico. E lo stesso è avvenuto sui social nel post gara. Ma il pareggio di Cori pochi istanti dopo e le riflessioni nelle ore successive della società hanno salvato la panchina di Favarin. Nelle prossime due giornate, contro San Donato Tavarnelle e Pianese, servirà una svolta, altrimenti il cambio in panchina sarà inevitabile.

Cercasi identità

Comparando le prime giornate di campionato con le ultime sembra di vedere due squadre diverse. La prima era una squadra dinamica, sempre in pressione offensiva, che ringhiava sugli avversari e recuperava palla nella metà campo offensiva. Quella di domenica col Gavorrano, ma anche nelle gare precedenti, è una squadra impacciata, che fa una fatica tremenda a costruirsi occasioni da gol (2 reti negli ultimi 270’) e che non riesce a essere arrembante se non negli assalti finali. Favarin spiega questa involuzione con la condizione fisica non perfetta degli attaccanti, ma Mutton, Cori e Giordani stavolta non avevano alcun problema eppure il Livorno non ha quasi mai dato l’idea di poter far male.

Solo lanchi lunghi

L’impostazione dal basso non è mai stata una qualità troppo spiccata di questa squadra, che però all’inizio aveva l’abilità di recuperare palla sulla trequarti offensiva e fare male con pochi passaggi.

Adesso questo non avviene più e il Livorno dovrebbe costruire qualche azione in più passando dal fraseggio coi centrocampisti. Dovrebbe, perché in realtà spesso e volentieri l’unica soluzione è quella di cercare Cori con un lancio dalle retrovie. L’arretramento di Bellini a quinto di centrocampo ha tolto i suoi inserimenti e avere Bassini come esterno sull’altra fascia non ha garantito alcun supporto da quel lato.

Porte girevoli

Un altro aspetto che balza all’occhio quando si parla del Livorno è la scarsa continuità che c’è tra una formazione e l’altra a una settimana di distanza. In alcuni casi certi cambiamenti sono obbligati da infortuni e squalifiche, ma ci sono alcune situazioni che restano da capire.

Una su tutte è l’esclusione di Brenna: da (vice) capitano a panchina prolungata, preferendo un Bassini tutt’altro che perfetto. Frati contro il Tau lanciato titolare e domenica addirittura in tribuna.

Se i cambiamenti in porta sono stati legati alle quote, l’esclusione di Nardi per due settimane non ha giovato al ragazzo fiorentino, in ombra col Gavorrano.

Finalmente invece si è rivisto Fancelli, autore di un’ottima prestazione. Forse sarebbe stato meglio vederlo in campo anche qualche settimana prima.

Quanti esoneri

Se il Livorno ha ribadito una volta di più la fiducia a Giancarlo Favarin, è ovvio che la posizione del tecnico resta ancora precaria. Per scacciare qualsiasi tipo di nuvola sopra la sua testa Favarin dovrà uscire con punti pesanti da San Donato e Piancastagnaio, altrimenti la panchina potrebbe cambiare proprietario.

Tra i nomi che erano spuntati fuori quest’estate prima di Favarin ci sono stati tanti esoneri. Tabbiani è stato sollevato dal Catania, destino toccato una settimana prima anche a Maccarone a Piacenza.

Stesso discorso anche per Maraia, non più all’Aglianese, mentre Gaburro che era rimasto svincolato, è stato sondato dal Piacenza stesso, ma aspetta ancora la C.

L’unico che sta facendo un campionatone è Guido Pagliuca, primo in C con la Juve Stabia. I tanti esoneri dei nomi cercati quest’estate hanno però anche un altro risvolto.

Tutti, tranne Tabbiani (per motivi di regolamento), possono tornare tra i papabili in caso di cambio sulla panchina del Livorno. Compito di Favarin allontanare tutte queste ipotesi con una risalita in classifica.


 

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