Gioco
Graziani e i brividi di via Allende. «PL e LL entreranno nei playoff»
Il livornese cresciuto nel Don Bosco ha espugnato il PalaMacchia con Crema. «Alla Libertas serve calma, ma ne verrà fuori. La Caffè Toscano è fortissima»
LIVORNO. Quando il 16 febbraio Matteo Graziani lasciò la Pielle, per vestire la maglia di Crema, gli venne chiesto: “Si tratta di un addio o di un arrivederci?”. E lui rispose a Il Tirreno: «Non lo so, non si può mai dire. Quello che è certo è che vestire la maglia della Pielle è stato un onore».
Per il figlio d’arte, in maglia Unicusano, 10 presenze a cavallo tra il 2022 e il 2023 e un contributo ben al di là delle statistiche fatto di impegno, serietà e attaccamento a quei due colori che furono anche di papà Renato negli anni Ottanta. A tutto questo va aggiunto il derby dell’Immacolata, vinto davanti a 8.000 spettatori, in attesa appunto di scegliere Crema dove, nel corso dell’estate, è stato nominato capitano per tutte quelle doti che abbiamo descritto. Ed è ecco spiegati i motivi per cui le sfide a Pielle e Libertas, per ragioni diverse, per Matteo Graziani sono e saranno sfumate di grandi emozioni.
Graziani, che effetto le ha fatto tornare sul parquet dove è cresciuto?
«Il Pala Macchia per me ha un valore emotivo inestimabile, lì ho vissuto 13 anni più la parentesi dello scorso anno alla Pielle. Giocarci da avversario è stato un po’ strano, ma al tempo stesso bellissimo».
La sua Crema è stata avanti 40 minuti. Si aspettava un andamento del genere?
«Volevamo giocare una partita a viso aperto e così è stato. Non è banale aver mantenuto l’inerzia sempre dalla nostra parte e questo ci ha permesso pure di resistere alla rimonta della Libertas nel finale».
Libertas che non sta certo attraversando un buon momento. Da giocatore, in che modo si affrontano tali periodi e soprattutto come si fa a rialzarsi?
«Mantenendo innanzitutto calma e sangue freddo. Il campionato è ancora molto lungo e una squadra forte ed esperta come la Libertas troverà senza dubbio la via per venirne fuori».
Lei è cresciuto nel Don Bosco, ma è anche un ex Pielle. Ha sentito la partita?
«Un pochino di tensione l’ho avvertita, essendo la prima volta da avversario, a casa mia, davanti ai miei amici e alla mia famiglia. Detto questo, adesso penso a Crema e sono molto contento di aver conquistato 2 punti importanti».
Veniamo la Pielle: dopo la vittoria della Supercoppa, anche la squadra di coach Cardani è scivolata in un paio di circostanze. Sorpreso oppure no?
«La Pielle è un’altra squadra fortissima, ma per ora ogni domenica – su ogni campo – le possibilità di vittoria sono al 50 e 50».
La scorsa estate è andato in vacanza a Barcellona con molti dei suoi ex compagni. È rimasto particolarmente legato a qualcuno di loro?
«Una delle sfumature che preferisco di questo “mestiere” è quella di conoscere persone nuove. Ho molti amici in giro per l’Italia e lo scorso anno ho legato con tutti ma i ragazzi ai quali sono rimasto davvero affezionato sono Rubbini, Campori e Lo Biondo».
E all’ambiente piellino? Ha visto che spettacolo i tifosi alle Final Four di Montecatini?
«Non ci sono aggettivi per descrivere il tifo della Pielle. Ho avuto la possibilità di ammirarlo per 10 partite e me ne sono innamorato, non tanto in occasione del derby bensì durante le domeniche invernali, in trasferta, dove non sono mai mancati. Ecco, forse “unico” è la parola giusta».
La B Nazionale si sta dimostrando clamorosamente equilibrata. Cosa servirà, alla lunga, per evitar di rimanere impantanati nella zona calda?
«Il livello si è alzato esponenzialmente e fino alle ultime giornate quasi tutte le posizioni in classifica saranno incerte; sarà necessario equilibrio sia nei momenti belli, sia durante i periodi meno belli».
A maggio vede Pielle e Libertas nella griglia playoff?
«Ribadisco, credo che dovremo aspettare aprile per capire chi sarà in cima alla classifica, anche se mi è difficile pensare ad una griglia orfana delle due livornesi».
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