Gioco
Apolloni fa il tifo per il suo Livorno. «La notte prima della partita non ho dormito, che emozione i cori della Nord»
Domenica all’uscita dal campo il centrocampista del Real è stato travolto dai cori: «Il mio sogno è tornare a vestire la maglia della mia città»
LIVORNO. Trentuno presenze e tre gol in due anni. Nonostante gli infortuni spesso si siano messi sul suo percorso facendo da ostacolo, Federico Apolloni, dopo aver vestito la maglia del Livorno tra Eccellenza e Serie D, è rimasto nel cuore della tifoseria amaranto. La dimostrazione più lampante è arrivata nel momento della sua uscita dal campo domenica scorsa, quando il numero 4 del Real Forte Querceta è stato omaggiato dalla Curva Nord in versione mobile con applausi e cori. Un momento emozionante per lui che ha raccontato tutte le sensazioni di quella giornata al Tirreno, in un’intervista concentrata sulle questioni calcistiche e non su quelle giudiziarie sulle quali deciderà un tribunale.
«Se mi aspettavo una cosa del genere? Non era per niente scontata – esordisce Apolloni che sulla sua pagina Instagram ha pubblicato i cori che gli sono stati dedicati dai tifosi del Livorno -. Questo vuol dire che ho lasciato qualcosa di positivo e per me quell’affetto dei tifosi vale più di tutto. Mi sono emozionato, perché, dopo tutto quello che è successo (il riferimento è all’indagine che lo riguarda ndr) , ricevere un tributo del genere dalla mia gente è qualcosa di speciale».
L’avvicinamento alla partita come lo aveva vissuto?
«La notte ho fatto fatica a dormire, pensavo solo alla partita. L’ho giocata sette-otto volte nella mia testa, forse per quello ero stanchissimo all’intervallo (ride, ndr) . Pensavo e ripensavo a come sarebbe andata la partita, all’accoglienza dei tifosi. Sapevo che non sarebbe stata una gara come le altre».
Dal campo che partita ha visto?
«È stata una sfida combattuta, con tanti duelli decisi, senza esclusione di colpi. Loro a livello di singoli hanno tanta esperienza, penso a giocatori come Cori, Cesarini, Giordani, Luci. Ce la siamo giocata alla pari, anch’io ho avuto un paio di occasioni che potevo sfruttare meglio, poi Giordani ha fatto un eurogol. A livello personale sono contento perché ritrovato un’intensità che cercavo da tempo. Ora voglio dare continuità».
Il Livorno che impressione le ha fatto?
«Per me è una squadra che deve puntare senza dubbio alla vittoria. Hanno giocatori di categoria superiore che possono fare la differenza, uno su tutti Cesarini. Al di là della prestazione, si vede come tocca la palla, come la protegge spalle alle porta. Dettagli che dimostrano il suo valore. Ma ce ne sono tanti altri a partire da Luci. È una bandiera, lo stimo tanto anche come persona e lo sa».
Al Real nelle ultime ore c’è stato un avvicendamento in panchina con l’esonero di mister Nicola Sena. Come lo sta vivendo?
«Un esonero è sempre una sconfitta per tutto l’ambiente. Con il mister avevo instaurato un bellissimo rapporto. Ci siamo capiti subito, siamo entrati in sintonia e ho avuto modo di apprezzarlo in tutte le sue sfaccettature. Tanti episodi in questo avvio non ci hanno favorito e sicuramente anche noi come giocatori avremmo potuto fare di più».
Adesso c’è Francesco Buglio, un allenatore che conosce bene.
«Sì, ho avuto il piacere di averlo a Livorno e conoscerlo come tecnico e come persona. Penso possa essere l’uomo giusto per dare una scossa all’ambiente con la sua esperienza. Già oggi (ieri, ndr) ci siamo confrontati su alcuni aspetti tecnici trovandoci d’accordo. Nella mia ricerca di continuità potrà darmi una grande mano. Ho fame di dimostrare il mio valore».
Un’ultima cosa. Come vive questa stagione dopo l’addio al Livorno?
«Le decisioni che la società ha preso in estate le conoscono tutti e le rispetto. Quello che ho vissuto a Livorno mi ha permesso di innamorarmi di nuovo del calcio e di farlo nella sua essenza. Nella mia piccola carriera non avevo mai provato certe emozioni e un giorno mi piacerebbe rivedermi in amaranto. È il mio sogno più grande in assoluto».
Ha qualche rimpianto di quei due anni?
«Il dispiacere più grande è stato non avere potuto dimostrare di nuovo il mio valore dopo l’operazione al ginocchio. Spero di averlo fatto da avversario. Anche se questo termine non mi piace, perché io del Livorno resto il primo tifoso. Spero possa vincere il campionato, me lo auguro per la gente che è tornata a fare un tifo veramente incredibile. Non sono parole di circostanza, li ringrazio davvero tutti dal profondo del cuore».
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