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Il presidente Roberto Consigli sulla crisi Libertas: «Andreazza resta, ma così non va»

di Fabrizio Pucci
Il presidente Roberto Consigli sulla crisi Libertas: «Andreazza resta, ma così non va»

Il numero uno amaranto: «Vogliamo prestazioni diverse. Nessuno esente da colpe, ma chi fa facili processi stia in guardia: il gruppo è unito»

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LIVORNO. Vent’anni fa Caparezza cantava allegro di essere nel tunnel del divertimento. La Libertas invece è in quello della crisi certificata da tre sconfitte di fila. Domenica la più pesante di tutte: in casa con la non trascendentale Crema a cui sono stati concessi 30 punti con l’80% dal campo nel primo quarto. Insomma, in casa amaranto è scattato l’allarme. Il Presidente Roberto Consigli spiega: «Siamo tutti amareggiati – ha dichiarato al Tirreno – perché vorremmo fare di più. In questo momento abbiamo difficoltà a conseguire i risultati, a fare la prestazione».

Come potete uscirne?

«Con il lavoro. Con un forte spirito di unità, ma anche cambiando qualcosa nell’atteggiamento. Siamo convinti che questo gruppo abbia grandi valori come ha dimostrato lo scorso anno. Anche i giocatori nuovi sono di grande livello così come lo staff tecnico che di altissimo profilo».

Quindi la panchina di Andreazza è solida?

«Sì, come le posizioni di tutti i giocatori perché da tutti, nessuno escluso, vogliamo qualcosa di più. Non deve comunque passare il messaggio che a me questa situazione vada bene. Così non va bene. Vogliamo prestazioni diverse perché questo gruppo può fare prestazioni diverse. Qui nessuno (allenatore, giocatori, me stesso per primo) è esente da responsabilità. Dobbiamo andare in campo e avere fin dall’inizio un atteggiamento diverso. Dobbiamo cambiare qualcosa. Anche nel modo di giocare. Da domenica mi aspetto una Libertas più fresca».

Pensa a un maggior utilizzo dei giovani?

«Non voglio entrare nel merito delle scelte tecniche. Non è giusto ed è irrispettoso. Paghiamo persone per fare queste valutazioni. Tuttavia è chiaro che qualcosa dobbiamo cambiare. Proveniamo da un campionato meraviglioso chiuso con appena 5 sconfitte nella stagione regolare. Anno splendido, ma psicologicamente pesante perché questo è un altro campionato e per vincerlo dobbiamo giocare in modo diverso. Non si può pensare che siccome l’anno scorso è andata bene, sia sufficiente giocare come nella passata stagione. Dobbiamo riprendere certezze. Di certo non mi aspetto una squadra che regala 30 punti da tiri liberi e 30 dalle nostre palle perse. Domenica Crema a difesa schierata ha segnato solo 25 punti».

Ai tifosi che cosa dice?

«Che sono meravigliosi. Che si meritano di vedere una Libertas più grintosa. Domenica c’era tanta gente, c’ero lo striscione nuovo dell’Associazione tifosi. Tutti si aspettano, ci aspettiamo una svolta perché siamo dispiaciuti».

La svolta come può arrivare?

«Con il lavoro quotidiano in palestra. Questo gruppo ha risorse tecniche, fisiche e intellettuali per uscire da questa situazione. Siamo noi protagonisti artefici dei nostri successi e insuccessi. Siamo alla quinta di campionato. Abbiamo 29 partite di regular season davanti. Abbiamo la possibilità e il dovere di rimettere la nave sulla rotta giusta. Daremo una sterzata. Con i fatti e non con i discorsi. Il gruppo è unito e solido e tornerà a farci divertire. I campionati si vincono a primavera, mentre di questi tempi si lavora sul campo. Adesso siamo un po’ sottotono sul piano mentale, ma questo momento passerà. In questo senso metto in guardia chi fa facili processi alla Libertas. I giocatori e l’allenatore ce l’hanno sempre messa tutta. In allenamento si danno un gran daffare. Purtroppo in questa parte iniziale del campionato abbiamo fatto fatica ad approcciare bene le partite, ma la Libertas non ha mai mollato. Non ha mollato con Cassino, non lo ha fatto con Desio e nemmeno domenica con Crema. Da questo dobbiamo ripartire. La stagione è ancora lunga. Faremo tesoro dei nostri errori e rimetteremo la barra dritta. Dobbiamo sbloccarci e la Libertas tornerà quella di prima».
 

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