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Braccini torna a casa, riparte dalle Sorgenti: «Qui un progetto su giovani e centro sportivo»

di Dario Serpan
Marco Braccini davanti alla struttura delle Sorgenti
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Marco Braccini davanti alla struttura delle Sorgenti

Avrà il ruolo di Dg del settore giovanile e della Scuola calcio seguendo l’iter del Magnozzi. «Con l’Us Livorno esperienza bellissima, il più grande onore è stato lavorare con Protti»

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LIVORNO. Marco Braccini torna alla Pro Livorno Sorgenti. Dal 1° novembre assumerà la carica di direttore generale del Settore giovanile (Juniores esclusi) e della Scuola Calcio. Inoltre, Braccini si occuperà di seguire l’iter di sviluppo del progetto legato al nuovo centro sportivo che sorgerà al Magnozzi. Se n’era andato nel novembre 2021, dimettendosi da ds di Prima squadra e Juniores dopo l’esonero, da lui non condiviso, di Matteo Niccolai, dopo otto giornate dell’ultimo campionato vissuto dalla Pls in serie D. Anche in seguito all’uscita di Alessandro Attanasio, che per motivi familiari ha lasciato l’incarico di direttore sportivo del settore giovanile, la società presieduta da Pietro Caruso lo ha contattato, raggiungendo un accordo fino al 2028. In questi giorni, Braccini si è già fatto vedere più volte al Magnozzi, per riprendere contatto con una realtà a cui ha dato tanto in nove anni.

Che cosa l’ha convinto a tornare alla Pls e che accoglienza ha ricevuto?

«La mia porta è sempre rimasta aperta alla Pro Livorno Sorgenti ma i presupposti si sono realizzati soprattutto in relazione al progetto di realizzazione delle nuove strutture, che la società mi ha garantito. Entro maggio 2024 sarà presentato il progetto definitivo di realizzazione e portato a termine l’iter burocratico comunale; l’inizio dei lavori è previsto per maggio 2025. Ci sono tante idee innovative dentro questo progetto. Quanto all’accoglienza, è stata bella e ne sono grato, ma del resto i buoni rapporti non sono mai venuti meno.

Perché era andato via?

«Solo per questioni tecniche».

Con che ruolo torna?

«Di maggiore responsabilità, dato che dovrò occuparmi non solo degli aspetti tecnici, ma anche organizzativi della società dagli Allievi in giù».

Torna dopo una stagione e mezza passa al Livorno: che bilancio ne fa?

«È stata un’esperienza bellissima, lavorare per la squadra per cui tifo è un’emozione pazzesca. Un sogno che ho realizzato, compreso quello di lavorare fianco a fianco con Igor Protti, il mio mito di una vita. Mi sono trovato benissimo sia con Califano che con Toccafondi, che è un decisionista e vive il calcio in forma attiva, perciò ero parte di un’area tecnica allargata».

E con Esciua com’è andata?

«Al di là di due brevi chiacchierate, non ho avuto nessun rapporto con lui. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio, ma non c’è stato modo. Sono felice, però, che Alessandro Doga sia il responsabile degli Juniores. Persona seria e competente, è quella giusta per la partenza del settore giovanile amaranto».

Che rimpianti si porta dentro?

«In questa stagione avrei dovuto dirigere sei squadre del settore giovanile amaranto, ma poi è arrivata la cessione della società e la nuova proprietà non ha creduto in questo progetto. Scelta che rispetto, ma per me è un grande rammarico».

Ritrova la Pro Livorno Sorgenti non come l’aveva lasciata: da dove ripartire per recuperare il terreno perduto?

«Da qui al 30 giugno dovremo soffrire, in questa stagione dobbiamo provare a salvare le categorie regionali negli Allievi e nei Giovanissimi, mentre nelle categorie intermedie la Pls è protagonista e proveremo a riacquisire i titoli regionali. In prospettiva, lavoreremo per rendere questi gruppi più competitivi, puntando a riacquisire le categorie Elite, specializzando ancora di più la Scuola Calcio e il parco istruttori. Poi dovremo tornare a curare immagine, visibilità e marketing. Dovremo fare tutto in modo graduale, dando uno strumento educativo alle famiglie che sceglieranno la Pro Livorno Sorgenti, insieme a un’accoglienza importante e strutture bellissime».
 

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