Gioco
Dal bar allo stadio ad avversario, Zini: «Al Picchi sarà un’emozione»
I genitori di Alessio hanno gestito per anni i punti di ristoro frequentati dai tifosi
LIVORNO. Allo stadio i gemelli Zini, Alessio e Andrea, ci sono cresciuti. E non come metafora, ma nel vero senso della parola. La famiglia per anni ha gestito i bar dello stadio, in particolare quello della gradinata, e loro due, innamorati del pallone fin da piccoli quando giocavano nel settore giovanile del Sorgenti Labrone prima e dell’Empoli poi, hanno passato domeniche su domeniche a fare le scale dell’Armando Picchi. Un po’ al bar ad aiutare i genitori, un po’ sui gradoni per seguire gli amaranto.
Lo scorso anno toccò ad Andrea (ora a Piacenza) affrontare il Livorno col Ghiviborgo. Domenica sarà la volta sua, Alessio, difensore del Tau.
«Giocare contro il Livorno è una bella cosa di per sé, figuriamoci per un livornese come me – esordisce il centrale classe 1998 – La settimana la sto preparando come faccio per qualsiasi altra partita. L’emozione salirà di sicuro quando entrerò in campo e sentirò cantare i tifosi».
Quello stadio dove è cresciuto. «Sì, la nostra famiglia ha avuto il bar in gestione e con mio fratello non ci perdevamo una partita. Aiutavamo un po’ al bar e poi seguivamo le partite. Il calcio vero. Lucarelli e Protti sono impossibili da non ricordare, ma anche Diamanti ci ha regalato tante gioie».
Qualche volta è stato accostato al Livorno in fase di mercato. Solo voci o qualcosa di vero c’era?
«In estate anch’io ho sentito certe voci, ma un contatto non c’è mai stato. Giocare per la maglia della mia città sarebbe un sogno, ma per adesso penso al Tau. Ho trovato un ambiente che mi fa sentire a casa».
Che squadra è questo Tau?
«Siamo una delle rose più giovani. L’obiettivo è la salvezza, non abbiamo grandi pressioni, ma possiamo fare molto bene. Cerchiamo sempre di giocare a calcio e dopo una buonissima partenza vogliamo continuare così».
Del Livorno invece cosa pensa?
«Conosciamo bene il valore degli amaranto. Portiamo grande rispetto a una squadra con giocatori forti, di categoria superiore, ma non verremo certo a fare la comparsa. Ce la giocheremo a viso aperto, consapevoli che dovremo essere cinici nelle poche occasioni che ci capiteranno».
A Gavorrano ha avuto Favarin.
«Sì, lo conosco bene e so le caratteristiche delle sue formazioni. Propone sempre un gioco fisico e quest’anno secondo me ha una squadra perfetta per il suo stile di gioco. È un gruppo che lotta».
C’è un giocatore che teme particolarmente del Livorno?
«In attacco hanno elementi di grande valore: noi siamo tra le miglior difese del campionato e sarà un bel test. Se devo andare sui singoli Cesarini è senza dubbio quello con più qualità, ma un giocatore che prenderei sempre è Bellini. Siamo cresciuti insieme nel vivaio dell’Empoli, lo conosco bene. Ho visto tante partite degli amaranto, e in questa prima parte di stagione per me è sempre stato tra i migliori in campo.
Cosa pensa di questo girone E?
«Secondo me c’è grande differenza tra chi sta nella parte alta della classifica e il resto delle squadre. Il Seravezza mi è piaciuto moltissimo, anche la Pianese ha una squadra da tenere d’occhio e poi spero noi si resti nelle zone nobili a lungo. Le due grandi favorite sono Livorno e Grosseto».
In quest’ordine?
«Sì. Per me il Livorno è la più forte. Il Grosseto ha tanti singoli molto forti, ma il Livorno è più gruppo. E questo nei momenti di difficoltà potrà fare la differenza. Auguro al Livorno di tornare dove merita».
Un’ultima cosa. Domenica sarà una partita speciale: davanti a tanti amici e tanti parenti. Ci aveva pensato?
«Certo. La famiglia mi ha seguito ovunque quindi sono abituato. Però giocare davanti a tanta gente che mi conosce sarà emozionante e stimolante. Cercherò di fare il meglio. Mi dispiace che non ci sia più mio nonno Umberto, era lui che con nonna ci portava allo stadio fin da piccoli. Proverò a renderlo orgoglioso da lassù».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

