Gioco
Il ciclone Pielle spazza via Piacenza: è un mercoledì sera da goduria pura
Dal 61-62 a 34’06” al 61-73 a 37’18”. Tre minuti di fuoco in cui la Caffè Toscano ha stretto le maglie in difesa e in attacco ha trovato tutte le soluzioni possibili
Il ciclone è cosi. Quando arriva non è che t’avverte. Passa, piglia e porta via. E a te, non ti rimane altro che restare lì, buono buono. Lo sa bene Piacenza, che per trenta minuti ha giocato un’ottima partita, prima però che arrivasse il ciclone PL. Dal 61-62 a 34’06” al 61-73 a 37’18”. Tre minuti di fuoco in cui la Caffè Toscano ha stretto le maglie in difesa e in attacco ha trovato tutte le soluzioni possibili. Il tiro dalla media di Chiarini, i palloni sotto per Diouf e poi le penetrazioni di Rubbini, soprattutto Rubbini, protagonista assoluto che poi ha chiuso la partita con i liberi del 62-75 a due minuti dalla fine. Una prestazione da 21 punti, col 50% dal campo, 5 rimbalzi e 5 assist. Chapeau, Mago. La PL ha ancora tanti passaggi a vuoto nel corso della gara, tanto da farsi rimontare due volte dal +9 (14-23 nel primo quarto e 53-62 nel terzo), ma vince e per lunghi tratti comunque convince. In questo campionato, basta guardare gli altri risultati, non ci sono partite facili. E ogni vittoria vale doppia, come quella al PalaBakery.
La forza del gruppo
Tutti un po’ fuori dalla partita nei primi due quarti, soprattutto in difesa tanto da concedere 40 punti in due quarti a una squadra modesta come Piacenza. Poi però, tutti insieme verso la vittoria. Emblematico il dato finale con nove giocatori a referto. Una squadra che ogni settimana trova un protagonista diverso, un dato che risalta ancora di più quando Lo Biondo e Chiarini, solitamente le due punte della PL, non mettono in scena la loro prestazione migliore. Rubbini è il faro nella tempesta. Laganà il braccio destro di cui c’è sempre bisogno. Ferraro non si vede ma si sente, Campori è un tuttofare e Manna porta i mattoncini giusti. E poi Diouf. Stoppate, rimbalzi, presenza sotto i tabelloni, la qualità di cambiare velocemente sui blocchi in difesa e le molle sotto i piedi che lo portano a schiacciare facendo impazzire il pubblico piellino. Il dato del suo plus/minus è semplicemente spettacolare: con lui in campo la PL è +31. Clamoroso. Ancor di più se rapportato al -18 di Pagani, ancora fuori dalla partita e al momento anche sfiduciato. La stagione è lunga e ogni uomo del roster avrà il suo momento di centralità. Per questo è importante che Pagani ritrovi le sue certezze e il pubblico piellino faccia quello che gli viene meglio: lo sostenga senza limiti.
Un segnale la Curva Sud lo ha già dato all’arriva al PalaBakery. “Forza Giordano”, il primo coro una volta arrivati dentro il palazzo. L’andazzo del pivot non è cambiato, ma la strada giusta, se ce n'è una, è questa.
A difesa di una fede
Di mercoledì sera. Alle 20.30, a Piacenza. Che non è Omegna ma tra andata e ritorno conta comunque quasi 500km. Erano più di 50 i piellini al PalaBakery. Hanno incitato, sofferto, caricato e festeggiato con la squadra. Hanno giocato con Rubbini e compagni, due passi dietro la panchina di Cardani. Hanno giocato in casa, perché i piacentini non erano di più e di certo non hanno quel tifo e quella passione. Un qualcosa di unico. Un qualcosa che anche in questa giornata ha fatto la differenza. “Oh eh oh, ecco i livornesi”, cantano uscendo dal palazzo. Davanti si trovano il Leonardo Garilli. I dolci ricordi di nostalgia calcistica si mischiano alla felicità del successo appena ottenuto. E’ un gran bel mercoledì sera.
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