Gioco
Horror Libertas: Desio è un incubo da dimenticare in fretta
Alla seconda partita casalinga arriva la prima sconfitta. Fort Allende cade davanti alla maledizione della Rimadesio, ma la cabala onestamente c’entra poco. Contro la squadra di Gallazzi sono emerse tutte le lacune di questa squadra, di fronte probabilmente all’avversario con l’assetto più indigesto per le caratteristiche degli amaranto, ma non certo irresistibile
LIVORNO. Dimentichiamoci questa serata. Dimentichiamoci Desio. Pensiamo alla trasferta di Piombino perché la Libertas di questo mercoledì sembra uscita da un film di Dario Argento, troppo brutta per essere vera.
Alla seconda partita casalinga arriva la prima sconfitta. Fort Allende cade davanti alla maledizione della Rimadesio, ma la cabala onestamente c’entra poco. Contro la squadra di Gallazzi sono emerse tutte le lacune di questa squadra, di fronte probabilmente all’avversario con l’assetto più indigesto per le caratteristiche degli amaranto, ma non certo irresistibile (peraltro senza Caglio e Tornari), davanti a cui la Libertas non ha saputo mai adeguarsi.
Tre soli minuti in campo per Tozzi nei primi due quarti (11 in totale) sono sembrati un regalo a Desio, per le sue caratteristiche di lungo agile, in grado di correre e per come si era approcciato alla partita, così come l’intermittenza con cui è stato utilizzato Allinei, unico esterno che col suo atletismo è apparso capace di creare crepe nelle maglie della zona lombarda, che per 40’ ha mandato in tilt l’attacco livornese (il 6/30 da tre parla da solo, con Lucarelli in giornata no, 3 punti in 30’).
Andreazza ha deciso di insistere in maniera ostinata con l’assetto classico con Fantoni e Fratto e Desio è andata a nozze, correndo sempre a cento all’ora, esaltandosi in contropiede e transizione, ma anche trovando autostrade a difesa schierata, con il play Sodero che sembrava un americano e Maspero e Mazzoleni a punire dall’arco. 43 punti subiti all’intervallo, 70 dopo tre quarti raccontano meglio di ogni altro numero questa sconfitta, molto più netta di quanto dica il punteggio finale, con gli amaranto che hanno almeno ridotto il margine negli ultimi tre minuti, arrivando addirittura a 5 secondi dalla sirena sul meno 5 palla in mano.
L’incubo inizia alla palla a due e riaccende i fantasmi di cinque mesi fa, gara-uno di semifinale playoff, l’imbattibilità casalinga scalfita, l’inizio della fine del grande sogno. Dopo due minuti la Libertas è già sotto 0-7, in bambola davanti all’aggressività difensiva di Desio e alle folate in contropiede di Sodero. Ci vogliono tre minuti e mezzo per vedere il primo canestro (Bargnesi), Andreazza prova a correggere gli equilibri, abbassa il quintetto con Tozzi e Saccaggi al posto di Fantoni e Lucarelli e sembra la formula giusta. Ricci si butta dentro, Tozzi spinge in contropiede (canestro e fallo) e la Libertas è di nuovo lì (9-11). Ma dura poco, Tozzi esce con due falli e Desio ricaccia a distanza di sicurezza gli amaranto (11-15) e capiterà altre due volte che la Libertas si avvicinerà ad un passo dai lumbard per poi ripiombare a passivi sempre più complicati da ricucire, 18-27 a inizio secondo quarto ridotto a 26-27 con palla in mano, persa da Fratto, e la squadra di Gallazzi pronta a schizzare di nuovo via, 28-36.
E ancora sul 32-36, da cui poi è nato il parziale peggiore, 36-43 all’intervallo e 39-54 al 22’, un’uscita dagli spogliatoi da film horror, che diventa un inferno quando dopo un tecnico ad Allinei Andreazza viene espulso per proteste (seconda espulsione in due partite casalinghe) e Sodero finisce in lunetta con 5 tiri liberi portando il tabellone da 44-56 a 44-61 e poi su azione segna il più 19 (44-63), che diventa più 21 (48-69). Notte da dimenticare. Lezione da imparare. Ripartiamo dagli applausi della curva nord.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
