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«Il Ghivi è tosto ma siamo carichi». Favarin tira la volata al suo Livorno

di Alessandro Lazzerini
Favarin con il suo staff, dietro di lui c’è Luca Mazzoni
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Favarin con il suo staff, dietro di lui c’è Luca Mazzoni

Parla l’allenatore amaranto: «La squadra vera la vedrete tra 3-4 settimane, allenarci in vari campi non aiuta»

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LIVORNO. Primo posto in classifica guadagnato, ma adesso guai calare l’attenzione e la concentrazione. Anzi, l’obiettivo deve essere quello di provare ad allungare sulle altre contendenti, Grosseto in primis. Questa cosa mister Giancarlo Favarin la sa bene e tiene sull’attenti i suoi. «Essere davanti è sicuramente un aspetto piacevole – esordisce il tecnico -. I ragazzi ci tengono particolarmente e adesso che hanno agganciato l’osso so che non se lo faranno scappare facilmente. Andiamo incontro a una partita complessa, contro una squadra che sta bene fisicamente».

In un campo che conosce bene visto che ci ha giocato spesso col Tau lo scorso anno.

«Sì, è un campo particolare perché un sintetico con tanta gomma, diverso da molti altri. Le dimensioni sono buone e in ogni casi non dovremo avere alibi. Serviranno umiltà e sacrificio contro una formazione che in casa ha vinto entrambe le gare che ha giocato».

A livello di elementi a disposizione recupera qualcuno?

«Cesarini è pienamente in gruppo e oggi (ieri, ndr) si è allenato anche Palma. In rifinitura farò le ultime valutazioni ma i vari Mutton, Frati, Sabattini sono sempre fuori».

Visto il primo posto non c’è il rischio di un approccio un po’ leggero?

«L’approccio alla gara lo abbiamo sbagliato anche quando non eravamo primi (ride, ndr). In ogni caso dovremo entrare in campo con grande convinzione, perché di fronte abbiamo una squadra tecnica, con tanti giocatori brevilinei che ci faranno correre molto. Dovremo essere bravi a capitalizzare le occasioni che ci arriveranno, come fatto in questo avvio».

Difensivamente manca ancora il primo clean sheet.

«Sì, ci stiamo lavorando ma senza ossessione. Sappiamo che giochiamo con un’impostazione molto offensiva e dietro qualcosa concediamo. Stiamo analizzando gli errori per cercare di non commetterli più, ma lo facciamo con serenità, senza preoccupazione esagerata».

Tutti dicono che questa squadra ha grandi margini di miglioramento.

«Ed è vero. Ogni giocatore può dare ancora qualcosa di più e ci sono elementi importanti che ancora non sono al 100% della condizione, senza dimenticare l’apporto che possono darci gli infortunati quando torneranno. Penso che il vero Livorno si possa iniziare a vedere tra 3-4 partite. Ci sono ancora tanti fattori da sistemare».

Ad esempio?

«Allenarci in modo itinerante non ci aiuta, ma il gruppo è unito e ha grande spirito di sacrificio. I ragazzi sono bravi a stringere i denti e sono sicuro che a breve avremo una nostra casa».

Il Coni quando sarà pronto?

«Ci siamo andati in questi giorni per un sopralluogo. La ditta che ha in mano i lavori deve consegnarli entro il 16 ottobre, quindi credo che dal quel giorno in poi noi ci alleneremo lì».

Chiusura su un singolo, Fancelli. E’ tornato in gruppo in settimana dopo un lungo stop, come lo ha visto e dove intende farlo giocare?

«Ha ripreso gli allenamenti veri solo da due giorni prima faceva tanto differenziato. Quando sarà in una condizione accettabile potrò avere un quadro più chiaro. Ha fatto un grande lavoro e mi sembra un buon giocatore. A livello tattico per quello che ho visto è un centrale. A tre o quattro ma sempre centrale».
 

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