Gioco
Gol, leadership e quintali di grinta, il Livorno ha la faccia di Giordani: «Ho scelto questa maglia per gli stimoli»
La prima vittoria in Coppa Italia a Seravezza porta la sua firma. Il primo gol nel campionato amaranto a Poggibonsi lo stesso
Livorno La prima vittoria in Coppa Italia a Seravezza porta la sua firma. Il primo gol nel campionato amaranto a Poggibonsi lo stesso. E poi ci sono corsa, duelli, sacrificio e la “ghigna” giusta, quella che piace ai livornesi. Insomma, nel Livorno primo in classifica c’è tanto del “cobra” Giulio Giordani. Attaccante, trequartista, mezz’ala, dove lo mettono sta. E gioca bene. Per questo forse è la pedina indispensabile, più di tutte le altre, nello scacchiere di Favarin. Lui però pensa alla squadra. «Essere primi è sempre un aspetto importante – esordisce il numero 77 -. Fare risultati aiuta a prendere consapevolezza e ci spinge verso quelli che sono i nostri obiettivi. Il campionato non è lungo, è lunghissimo, ma meglio essere davanti che dietro».
Quattro vittorie e un pareggio. Fin qui un gran Livorno, dov’è il segreto?
«Nella completezza della rosa. Il gruppo è ampio e ogni settimana ci sono giocatori importanti per la categoria che restano fuori. Chi sta trovando meno spazio adesso, potrà essere decisivo in altri momenti della stagione. Raggiungere o meno l’obiettivo dipende da tutti. Il segreto è nel lavoro durante la settimana e se tutti sono sul pezzo il livello degli allenamenti, e quindi l’asticella, si alza».
Conosce benissimo la Serie D, l’ha vinta. Come si fa ad arrivare al primo posto.
«É fondamentale l’equilibrio. Non dobbiamo montarci la testa adesso e non dovremo buttarci giù se ci saranno dei periodi meno positivi. Si vince con la continuità».
Il discorso per la vittoria secondo lei riguarda solo Grosseto e Livorno?
«Per me no. Ci sono squadre come Gavorrano e Pianese che hanno ottime qualità e poi in D c’è sempre una sorpresa. Il Grosseto è una squadra forte, ma la sfida contro di loro ci ha fatto vedere una volta di più i margini di miglioramento che ha la nostra squadra, sotto tutti i punti di vista».
L’attacco del Livorno è uno dei migliori della Serie D.
«Ci troviamo benissimo. Abbiamo tutti caratteristiche diverse che si mixano al meglio tra loro. Sacha preferisce restare più centrale, Cesa si abbassa tra le linee e io e Mutton attacchiamo di più la profondità. Ci completiamo e i risultati si vedono».
Lei per peso specifico nell’attacco del Livorno sembra un po’Mandzukic nel tridente dalla Juve con Dybala e Higuain. Segna meno, ma è l’equilibratore della squadra.
«Segnare tutti e tre 25 gol sarebbe impossibile. Il mio momento realizzativo arriverà, ma io sono questo. Gioco per la squadra, di istinto, con la carica che mi ha sempre contraddistinto».
Caratteristiche perfette per Livorno.
«Sono nell’età giusta, quella della maturità per vivere un’esperienza del genere. Ho scelto Livorno perché avevo bisogno di stimoli, del tifo della gente e qui c’è un sostegno incredibile. È l’ambiente ideale per me».
Anche avere un tecnico come Favarin può averla aiutata.
«Il mister mi ha chiamato dieci minuti dopo che avevo firmato. Tatticamente mi lascia tanta libertà e questo mi fa esprimere al meglio. L’attacco dello spazio e il sacrificio sono le mie qualità migliori e si sposano perfettamente al suo gioco».
Adesso c’è il Ghiviborgo.
«Partita non semplice, come non ce ne saranno in tutto il campionato. Prima di entrare in campo dico sempre che dipende da noi rendere più o meno facile una partita. L’approccio è fondamentale. Vogliamo portare a casa il risultato per continuare su questa strada»l
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