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Lemmi fa le carte alle livornesi: «Libertas e PL opposte, tanto diverse e tanto forti»

di Andrea Masini
Lemmi fa le carte alle  livornesi: «Libertas e PL opposte, tanto diverse e tanto forti»

Il punto del giocatore cresciuto nel Don Bosco che domenica ha affrontato la LL con la maglia di Cassino: «Il livello del torneo si è alzato tantissimo e vedo molto equilibrio»

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LIVORNO. Artefice della scalata dalla C alla B in maglia Pielle, Michael Lemmi (classe 1990) è uno dei tantissimi figli del basket livornese e nella fattispecie del vivaio della Pallacanestro Don Bosco. Lo scorso anno, dopo il biennio alla corte di coach Andrea Da Prato, una bella esperienza a Senigallia (oltre 7 punti di media a partita) in attesa del passaggio estivo alla Virtus Cassino, squadra a dir poco spigolosa e capace, qualche giorno fa, di mettere più di un granello di sabbia negli ingranaggi della Libertas. Per 35 minuti abbondanti, infatti, la compagine ciociara ha condotto le danze, anche con margini sopra la doppia cifra, salvo poi abdicare dinanzi alla sfuriata di Jacopo Lucarelli autore di 17 punti in soli 4 minuti. Interessante dunque scoprire il punto di vista di Lemmi e fare con lui le carte a questo campionato di serie B che si annuncia davvero di alto livello.


Lemmi, visto l’andamento del match, ha qualche rammarico?
«Per come la si era messa partita un po' sì; siamo una squadra che ruota 10 giocatori e purtroppo domenica siamo stati costretti a rinunciare ai nostri lunghi, perché gravati di falli. E questo aspetto, quando giochi contro la Libertas di Fantoni e Fratto, ha un peso specifico non da poco».
 

Che effetto le ha fatto tornare al Pala Macchia da avversario?
«Ovviamente è stato emozionante; in quel palazzetto ho trascorso gran parte della mia gioventù e vinto un campionato nel 2020, ahimè con gli spalti vuoti a causa del Covid. Mi aspettavo, dunque, un ambiente caldo e così è stato. Oltre alla bravura di Lucarelli, negli ultimi minuti la differenza l’ha fatta anche la spinta del pubblico…».
 

La Pielle ha vinto la Supercoppa, ma è subito caduta a Rieti. Tantissime le partite risolte negli istanti finali. Tutto ciò racconta in maniera esplicita le difficoltà di questo campionato. È d’accordo?
«Decisamente sì, e non mancheranno neppure le sorprese. Il livello del torneo si è alzato tantissimo e vedo molto equilibrio. Scorri il calendario e ogni weekend fioccano partite complicate e difficili da pronosticare».
 

Da appassionato di basket, oltre che livornese, le piace più la fisionomia della Libertas o della Pielle?
«La Libertas è riuscita a mantenere l’ossatura della passata stagione, con una forte incidenza livornese. Si tratta di un’ottima squadra, forte e completa. La Pielle, invece, è più giovane e pimpante, in grado di correre in campo aperto anche con i lunghi. Due roster molto diversi tra loro, ma molto forti e profondi…».
 

Che impressione le ha fatto domenica Leon Williams? E Chiarini, lo ha visto nel derby di Supercoppa?
«Stiamo parlando di due giocatori straordinari, con grandi qualità anche se molto diversi. Williams è un playmaker ed è altrettanto evidente che avrà bisogno di qualche altra settimana per calarsi nel sistema Libertas e di conseguenza esprimere tutto il suo potenziale. Chiarini lo avete visto tutti, sta giocando alla grande ed è una guardia pura con tantissime frecce all’arco».
 

E la sua Cassino? Dove può arrivare?
«L’obiettivo è quello di salvaguardare innanzitutto la categoria; la società è quotidianamente presente, lo staff preparato e noi giocatori vogliamo vincere più partite possibili».
 

Chi è la sua favorita per la vittoria del girone A?
«Cassino! Il resto non mi interessa…».
 

Trentaquattro partite, di cui 6 turni infrasettimanali: quanto inciderà la lunghezza di un roster?
«Beh tantissimo, anche perché con così tante partite ravvicinate e trasferte lunghe alimentare il serbatoio delle energie fisiche e mentali sarà fondamentale, al netto degli imprevisti che ogni anno capitano. Essere lunghi significa avere più fiato, più corsa e tenere alta la qualità degli allenamenti». 
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