Il Tirreno

Livorno

Basket serie B

Un doppio Caffè Toscano a Rieti per un grande inizio di campionato

di Francesco Parducci
Capitan Campori marcato dall’ex libertassino Pietro Agostini durante PL–Rieti di Super Coppa (Masini)
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Capitan Campori marcato dall’ex libertassino Pietro Agostini durante PL–Rieti di Super Coppa (Masini)

Contro la NPC serve il bis della vittoria ottenuta in semifinale di Super Coppa

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LIVORNO. Prima di tutto la notizia. Con un comunicato emesso nella mattinata di ieri la Caffè Toscano PL ha ufficializzato il prolungamento del contratto di Marco Cardani fino al 30 giugno 2026. Una cosa abbastanza anomala alla vigilia delle prima giornata di campionato ma che testimonia il rapporto di reciproca fiducia che c’è fra la società e il suo giovane coach.

«Non è stato – ha detto il direttore generale Gianluca Petronio – un premio per la vittoria della Supercoppa, ma la stima e la fiducia per il lavoro svolto fin qua da Marco. Il piano di sviluppo e crescita della società, di respiro triennale, mi ha convinto dell’opportunità di suggerire al Cda questo rinnovo. Ringrazio il presidente Farneti e i membri del consiglio di amministrazione per aver condiviso all’unanimità la mia proposta».

Ma intanto oggi si torna in campo, comincia il campionato ed è un debutto non semplice per Caffè Toscano, sul campo di quella NPC Rieti (inizio ore 18) che nella semifinale di Montecatini l’ha fatta soffrire non poco.

Altra avversaria da battere è la cosiddetta “sindrome da pancia piena”, quel senso di appagamento che sempre viene dopo che si è conquistato qualcosa di importante come è stata la vittoria della Supercoppa a Montecatini che ha eletto la PL come regina del precampionato di serie B. Tutti dicono che non sarà così, oggi al glorioso PalaSojurner, ma il pericolo resta dopo una settimana nella quale gli allenamenti si sono alternati ai doverosi festeggiamenti.

La squadra è partita ieri, dopo la fine dell’allenamento a cavallo dell’ora di pranzo, stamani effettuerà solo una sessione di tiro sul campo di gara e poi, sempre lì, un ripasso degli schemi avversari, quel ripasso che Cardani effettua in albergo nelle trasferte più vicine, quelle che si svolgono in giornata. Rieti, appunto.

Come ha detto Marco Cardani nell’intervista di ieri, la PL dovrà aggiungere qualcosa alla prestazione della semifinale di Montecatini, anche perché la NPC in casa non ha ancora mai perso e c’è da attendersi un ambiente caldo e entusiasta, un ambiente che ha assorbito senza traumi la retrocessione dalla A2 nella quale la squadra di coach Ponticiello militava nella scorsa stagione. Intanto Cassar, 28 punti in 28 minuti a Montecatini, una cifra che bisognerà assolutamente abbassare e qui dovrà essere bravo Pagani nel cercare di limitarsi nei falli e aumentare il suo minutaggio. E attenzione massima alle bocche da fuoco Mattia Da Campo, pericoloso in ogni parte del campo grazie alla sua duttilità che gli consente di giocare in ogni ruolo dall’1 al 4 e Pietro Agostini, il Vikingo, solo una comparsa con un’unica partita giocata da marzo alla fine nel campionato scorso alla Libertas e che a Rieti invece sta giocando da protagonista, capace di segnare in avvicinamento ma anche ottimo dalla lunga distanza.

E poi Nikola Markovic, Mattia Melchiorri e Tomas Cavallero un trio di esterni, in particolare il primo, che a Montecatini ha saputo farsi valere.

Da parte PL sarà necessario un miglior attacco alla zona che prevedibilmente Ponticiello riproporrà che qualche problema lo creò, solo 6 su 24 da tre punti (anche se, va detto, molti errori arrivarono su tiri “aperti”, dopo azioni ben costruite) prima della grandinata di triple del giorno dopo. «È una cosa un po’ particolare – dice il primo assistente di Cardani, Mitch Belletti – affrontare alla prima di campionato una squadra con la quale si è giocata una partita ufficiale appena una settimana fa. Questo però ci ha consentito di analizzare a fondo tutti gli aspetti della partita che c’è stata e lavorare su quella che vogliamo ci sia oggi».

In particolare? «In particolare dovremo evitare che Cassar ripeta in casa la partita che ha disputato a Montecatini perché questo aumenterebbe senza dubbio le loro possibilità di vittoria».

Paura di un appagamento, magari inconscio? «Assolutamente no. Le feste ci sono state, doverose, perché si è trattato di un evento storico per la società e per la città. Ma ogni volta che la squadra è stata in palestra ha pensato soltanto a Rieti e a cosa fare oggi in più rispetto a quello che abbiamo fatto contro loro a Montecatini».

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