Gioco
La Libertas ha il suo principe Williams: «Onorerò questa maglia gloriosa»
Leon si presenta al popolo amaranto: «Prima di firmare ho studiato la storia del club» Sette anni in nazionale olandese, tre in Bundesliga. «Ma un’accoglienza così è unica»
LIVORNO. Giovedì il bagno di folla in aeroporto. Ieri il primo impegno ‘istituzionale’, quello della presentazione ufficiale. Sono giorni intensi per Leon Williams, il playmaker olandese della Libertas. Per i quaranta minuti della conferenza stampa il giocatore classe 1991 esce dalla centrifuga. Lo fa con il sorriso simpatico con cui risponde alle domande dei giornalisti. L’incipit, però è tutto suo: «Sono onorato di essere qui – dice in inglese prima delle domande – e grato alla Libertas che mi ha scelto. Questa mattina (ieri ndc) mi sono allenato per la prima volta con i miei compagni di squadra e ho ricevuto da loro tanto affetto».
Le caratteristiche
Leon Williams è un tipo diretto e non usa giri di parole quando gli viene chiesto quale ruolo preferisca tra playmaker e guardia. “Both!”, esclama: vale a dire entrambi anche se la predilezione va a quello di numero 1: «Mi piace far giocare la squadra, mettere i miei compagni nella condizione di fare canestro. Non ho ancora parlato di questioni tattiche con Andreazza. Il coach mi ha solo detto che cosa si aspetta da me».
Carriera brillante
La trafila nelle rappresentative giovanili olandesi, poi l’approdo nella Nazionale A degli Orange. Quando viene invitato a scegliere i picchi della sua vita cestistica, Leon, non ha nessun tipo di dubbio: «La mia esperienza più bella e importante? Quella con la maglia dell’Olanda. In sette anni – nel 2015 e nel 2022 – ci siamo qualificati per i campionati europei. Nel nostro Paese un evento del genere non si verificava da qualcosa come venticinque anni».
Un’altra perla è stata la parentesi tedesca: «Quando ho giocato nel Gottinga, militavo nella Basket Bundesliga, il massimo campionato della Germania».
Il calore dei libertassini
Il calore della gente di Livorno lo ha impressionato, ma non per questo sente addosso la pressione di una tifoseria così appassionata: «Prima di firmare per la LL mi sono documentato sulla storia del club. Una storia molto prestigiosa e ambiziosa. Sapevo già che c’era una tifoseria così emozionante per i giocatori, ma vederla con i miei occhi mi ha fatto un certo effetto. Un’accoglienza così non la si riceve né in Olanda, né in Germania. Mi chiedete se questo amore mi mette pressione e aumenta la mia responsabilità? Ebbene no. Un giocatore deve avere il senso di responsabilità e a me non manca. E non parlerei di pressione, ma di motivazione. Questi tifosi per me sono una motivazione incredibile».
Santo traduttore
Leon Williams si è avvalso della traduzione del giovane livornese Antonio Van Der Spek, ma sul finire della conferenza stampa ha preso il proprio smartphone su cui aveva scritto un pensiero dedicato ai tifosi, riportato in italiano dal traduttore. E nella nostra lingua, inciampando com’è normale nella pronuncia, Leon ha letto: «Grazie a tutti ancora una volta per questa meravigliosa opportunità. Sono pronto a dare il massimo, a lottare e ad onorare questa maglia con tutto il mio impegno. Forza Libertas, forza Sbandati». E giù un applauso dei tanti tifosi presenti.
Le dediche del pres
In apertura di conferenza stampa Roberto Consigli ha idealmente dedicato l’acquisto di Williams ai tifosi («Lo abbiamo fatto per voi»), ai Soci («In questo modo vi ripaghiamo dei vostri sacrifici»), ma soprattutto al capitano amaranto: «Francesco Forti è e resta il nostro capitano e lo aspettiamo in campo insieme a Leon e a tutti i suoi compagni di squadra per fare grande la nostra Libertas».
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