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L’onda piellina su Montecatini, il Caffè Toscano vuole la finale di Supercoppa

L’onda piellina su Montecatini, il Caffè Toscano vuole la finale di Supercoppa

Alle 18,30 al PalaTerme la sfida con Rieti (che evoca i gloriosi ricordi targati Otc)

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LIVORNO. Ci siamo. L’appuntamento più importante della storia recente della PL è questo pomeriggio, PalaTerme di Montecatini, ore 18,30.

Caffè Toscano se la dovrà vedere contro la Npc Rieti, la sorpresa in positivo della prima fase della Supercoppa 2023 e non sarà facile. Ma intanto è bello esserci, partecipare (ma non solo per partecipare) all’evento principale del precampionato, a una manifestazione di respiro nazionale che riunisce tutto il meglio del basket al di sotto della serie A.

Otto squadre, quattro di A2 e quattro di B nazionale ma solo due, domani sera, potranno alzare il trofeo.

Si comincia oggi alle 14 con Faenza contro Ruvo di Puglia, le due regine indiscusse, nei pronostici e nei fatti, del girone B della serie B. Poi una partita di A2 (Trapani contro Verona, due delle favorite per il salto di categoria) e poi, finalmente, in campo la PL contro la retrocessa squadra di Rieti. Città che a Montecatini di squadre ne ha portate addirittura due, l’avversaria della PL, appunto, e l’erede della gloriosa Sebastiani, che l’anno scorso era in B, ha fallito di poco la promozione ma è riuscita a farsi ripescare e, da neopromossa, ha intanto centrato la qualificazione per queste final four.

Il nome Rieti, per i tifosi piellini più in là con gli anni, evoca ricordi dolci, anzi dolcissimi. Correva il 1985 e una squadra, anche quella, ripescata colse la promozione in A1 proprio al PalaSojurner, all’ultima di campionato in una squadra guidata dal doc Di Vincenzo in cui figuravano Hordges e Teachey, Max Aldi e Claudio Bonaccorsi). Roba di quasi 40 anni fa e poi non era nemmeno la Rieti che la squadra di Cardani incontrerà oggi, ma come si fa a non pensarci?

E ora veniamo all’oggi. Rieti arriva a questa semifinale sull’onda di tre successi dei quali soltanto il primo contro Salerno è stato faticoso, 77-74. Più agevoli gli altri due, 69-57 su S. Antimo (che è una buonissima squadra) nonostante l’assenza del centrone Kurt Cassar e 76-67 domenica scorsa su Virtus Imola. Con due protagonisti assoluti, l’ex Libertas Pietro Agostini, il Vikingo, e la guardia/ala Mattia Da Campo, tre volte su tre, entrambi, in doppia cifra.

Finora il fattore campo è sempre stato a favore per la squadra di Ponticiello. Ma oggi non sarà così. Anche ammesso che qualcuno dalla città laziale voglia muoversi in direzione delle Terme (sono 330 chilometri, non proprio una passeggiata) non foss’altro perché c’è aria di derby con l’altra squadra cittadina impegnata nelle finals di A2, non potrà esserci gara acustica e cromatica con le centinaia, parecchie centinaia, di livornesi al seguito. Impossibile dire ora quanti saranno. Probabilmente più di 500, qualcuno arriva a dire 700 approfittando della distanza esigua e dell’orario tutto sommato favorevole.

E, ovviamente, diventerebbero ancora di più domani in caso di vittoria e raggiungimento della finale.

Già, ma cosa dovrà accadere in campo per prendersi il referto rosa e tornare a Montecatini anche domani a giocarsi una finale che sarebbe la prima, a livello senior, nella storia della PL?

«Giochiamo contro una squadra molto fisica – dice coach Marco Cardani – che ha peso anche negli esterni, allenata da un coach molto esperto. Hanno un giocatore assai pericoloso in Da Campo, uno che ha fatto tanta A2 e che l’anno scorso ha vinto tanto con Orzinuovi. È un all around perché può giocare in 4 ruoli dall’1 al 4 e ha punti nelle mani. Un giocatore davvero importante».

A proposito di punti nella mani. Complessivamente Caffè Toscano sembrerebbe averne qualcuno in più...

«Diciamo che siamo più profondi di loro e questo dovremo cercare di sfruttarlo a nostro vantaggio. Ma dovremo affrontare la partita con grande concentrazione e determinazione, difendendo ancora meglio che nelle partite precedenti, se vogliamo tornare qui anche domani».

Sorpreso di trovarsi di fronte Rieti, in queste final four?

«Fino a un certo punto. Della squadra che è retrocessa dalla A2 non hanno più niente, hanno cambiato tutti i giocatori e perfino la dirigenza non è più la stessa. Come retrocessa dalla serie superiore hanno avuto il vantaggio di giocare sempre in casa e lo hanno sfruttato a dovere».

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