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L'head coach della Ruvo: «È una PL che farà paura a tutti. Williams? Un grande acquisto»

di Andrea Masini
L'head coach della Ruvo: «È una PL che farà paura a tutti. Williams? Un grande acquisto»<br>

Campanella, coach di Ruvo, presenta le final four e parla del nuovo acquisto

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LIVORNO. La Pielle ci sarà. Alessandro Ramagli (capo allenatore della Tezenis Verona) ci sarà. E anche Federico Campanella ci sarà, alle Final Four di Supercoppa in programma il prossimo weekend a Montecatini Terme. Tanti livornesi, e altrettanta livornesità, a caccia del primo trofeo stagionale che, chiacchere a parte, conta eccome. A confermacelo è proprio Campanella, head coach della Techoswitch Ruvo di Puglia e con un passato nel settore giovanile della Pallacanestro Livorno in qualità di assistente di Stefano Corsini: «Ero giovane, giovanissimo - confida Federico, figlio dell’ex arbitro Maurizio -, ma tutto è iniziato da lì. La Supercoppa? Chi viene eliminato tende a sminuirla, ma la verità è che nessuno gioca per perdere. Stiamo parlando pur sempre di un trofeo, che tutti vorrebbero sistemare in bacheca e che in caso di vittoria, a mio avviso, genera ulteriore autostima in vista del campionato».
Coach, come arriva la sua squadra al Pala Terme?
«Carichi ma un po’ incerottati; giocare tre partite in una settimana durante la pre season da un punto di vista fisico non è il massimo. Ho provato a gestire i carichi, i minutaggi, poi però in campo - come dicevo prima - si va per vincere».
Ha avuto modo di studiare la Pielle?
«Sì, certo. Così come, ovviamente, Faenza e Rieti. In questo momento la Pielle sembra essere la più brillante fisicamente e anche la più amalgamata, avendo cambiato abbastanza ma al tempo stesso mantenuto una base solida. Ha aggiunto tanta qualità e al di là di Chiarini vorrei citare Rubbini, l’ho trovato miglioratissimo. E poi parliamoci chiaro: Laganà in questa categoria c’entra poco e Pagani dà grande solidità in entrambe le metà campo».
C’è un giocatore, o anche due, che toglierebbe a coach Cardani?
«No, perché le partite mi piace giocarle al completo e ad armi pari. Fa parte della mia mentalità…».
Che effetto le farebbe incontrare la Caffè Toscano in finale?
«In Pielle ho ancora tanti amici e conservo dei bellissimi ricordi; sicuramente sarebbe emozionante, anche perché sono certo che i tifosi arriveranno in massa per sostenere la squadra. Detto questo, adesso sono l’allenatore di Ruvo e i sentimentalismi si fermerebbero al pre e al post partita».
Tra l’altro tornerà a Montecatini, dove ha allenato e continuano a volerle un gran bene…
«Domenica sera, una volta rientrato in spogliatoio, ho trovato tantissimi messaggi di amici termali; a Montecatini ho trascorso un bellissimo biennio e sono davvero orgoglioso di aver lasciato qualcosa alle persone. Sarò ben felice di riabbracciare tutto l’ambiente…».
Passiamo un attimo alla Libertas: conosce Leon Williams?
«Si tratta di un giocatore di altissimo livello, il suo curriculum parla per lui con la partecipazione all’Eurocup e a due edizioni dei campionati Europei con nazionale olandese. In estate, assieme al ds di Ruvo, seguivamo un suo compagno di squadra e quindi ho visto molte sue partite. Credo proprio che intaccherà e non di poco gli equilibri del girone A…».
Negli anni della Mens Sana Siena è stato assistente di Luca Banchi. Se lo aspettava che fosse nominato addirittura miglior allenatore del Mondiale?
«Non sono sorpreso, mettiamola così. Luca, e Alessandro Magro, sono da sempre i miei due maestri. A 12 anni Banchi l’ho avuto come allenatore a Livorno ed è stato lui poi a volermi a Siena. In lui ho sempre trovato una spalla ed è sempre stato il primo ad inviarmi i complimenti quando ho vinto qualcosa. Credo che il mondo lo abbia scoperto un po’ tardi, perché si tratta davvero di un fuoriclasse della panchina».

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