Gioco
Giocatore di basket colpito a Livorno: ecco cosa rischia il dirigente della Pielle
La partita valida per le final four di Supercoppa contro Bakery Piacenza si giocherà regolarmente al PalaMacchia, visto che la multa di 1.500 euro sostituisce la squalifica del campo. L'autore del gesto è stato identificato. Il commento della società biancoblu
LIVORNO. Una giornata di squalifica del PalaMacchia, che però viene «commutata in una multa di 1.500 euro». Il giudice sportivo salva il campo, ma sanziona così la Pielle dopo che durante la partita di mercoledì scorso vinta contro Herons Montecatini un suo dirigente, Marco Romei, dal parterre ha dato una manata alla schiena un giocatore avversario, Adrian Chiera.
La ricostruzione
Il gesto – avvenuto a due minuti dalla fine del secondo quarto, dopo che l’argentino aveva fatto fallo sul connazionale “labronico” Mateo Chiarini, finendo contro il divisorio fra il parquet e il pubblico – non è passato inosservato al giudice, che nel decidere la sanzione disciplinare più congrua si è basato anche sull’assenza di precedenti simili nella storia dei biancoblu. Usando, quindi, la mano leggera. Per questo, domenica 17 settembre, la gara valida per l’accesso alle semifinali di Supercoppa di Serie B contro Bakery Piacenza si disputerà regolarmente in via Allende.
Il dirigente coinvolto
La persona che ha colpito Chiera, come si evince dai filmati del match, è l’imprenditore livornese Marco Romei, membro del consiglio di amministrazione della Pielle. Contattato dal Tirreno, dopo essersi confrontato con il Cda, ha scelto la linea del silenzio. Dichiarandosi, almeno a chi gli stava attorno, estremamente rammaricato per quanto accaduto e precisando di non essere assolutamente un tifoso violento, tutt’altro. Romei potrebbe aver agito così poiché gli era sembrato che Chiarini fosse stato colpito da una ginocchiata da Chiera.
Nel frattempo la polizia di Stato, presente al PalaMacchia per il servizio di ordine pubblico della serata, ha già acquisito i filmati in cui viene ripreso l’alterco e il parapiglia che ne è sfociato. Non verrebbe ravvisato alcun reato verso l’imprenditore, visto che non ha provocato lesione alcuna al cestista avversario, mentre è all’esame della questura un eventuale provvedimento amministrativo, come ad esempio il daspo. La decisione della divisione amministrativa è comunque attesa nei prossimi giorni. C’è un precedente che ha riguardato la Libertas durante i playoff contro Desio, con due tifosi “daspati”: uno di loro per aver aggredito l’arbitro, l’altro per aver rincorso un giocatore avversario.
«Gesto da stigmatizzare»
La Pielle, dopo la decisione del giudice sportivo, ha precisato come «nessuna tensione agonistica possa giustificare reazioni scomposte che rischiano di far passare un messaggio sbagliato ai tantissimi ragazzi e ragazze presenti al palazzetto. Il nostro è uno sport duro, ma corretto, e deve sempre rimanere nel campo da gioco. Noi abbiamo il compito di promuovere, con i tanti tifosi che ogni domenica affollano il PalaMacchia, i valori, la passione e lo spettacolo della pallacanestro. La Pielle non ha nel suo Dna la cultura dell’odio per l’avversario». Il presidente Francesco Farneti ha poi ribadito «la vicinanza e il dispiacere per gli avvenimenti al presidente termale Andrea Luchi e al giocatore coinvolto nei fatti, come già espresso in forma privata. Accettiamo le decisioni del giudice sportivo, che ritengo eque ed equilibrate». Il consigliere Mario Galdieri, avvocato livornese che siede nel Cda, conferma come «da sempre la Pielle, dal settore giovanile alla prima squadra, antepone la promozione e il rispetto dei valori dello sport al risultato. Con il consiglio analizzeremo a freddo i fatti e prenderemo le misure necessarie. Fermo restando che la società non consente né si presta, al contempo, a strumentalizzazioni di sorta dei fatti accaduti». Al momento, quindi, Romei resta nella dirigenza biancoblu.
Ira Herons
Il presidente termale, Andrea Luchi, a caldo ha bollato l’accaduto come qualcosa di «inqualificabile, il rettangolo di gioco è da sempre un luogo sacro e inviolabile. Ci tuteleremo nelle sedi previste dalla legge e chiediamo tutela alle istituzioni sportive. È l’ora che certi episodi vengano eliminati, senza il minimo indugio. Non intendiamo subire in silenzio, per nessuna ragione». Sulle decisioni concrete che adotterà, al momento, nessuna certezza: dovrà prima parlare con l’avvocato della società.
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