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Calcio: Serie D

Cesarini, Giordani e Mutton. Livorno, davanti sei bellissimo

di Alessandro Lazzerini
Cesarini, Giordani e Mutton. Livorno, davanti sei bellissimo

Due gol a Seravezza, quattro nella trasferta di domenica a Poggibonsi. Ecco perché le tre punte amaranto per adesso girano così bene

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LIVORNO. Due partite ufficiali e sei gol. La fase offensiva del Livorno fin qui ha avuto delle prestazioni eccezionali, ma il dato che balza all’occhio dopo le trasferte di Seravezza e Poggibonsi, è che tutte le reti sono state messe a segno dai giocatori offensivi, i tre attaccanti più il trequartista Nardi. Un dato che conferma le potenzialità del reparto avanzato del Livorno e fa ben sperare in avvicinamento al big match di domenica contro il Grosseto.

Poker in movimento

«Un centravanti statico non lo voglio, serve gente che attacchi lo spazio». Queste parole Giancarlo Favarin le ha pronunciate a metà agosto e dopo due partite ufficiali si è capito il perché. Là davanti l’idea del tecnico, fin qui a dir poco vincente, è quella di non dare punti di riferimento.

Il trio Cesarini, Giordani e Mutton cambia continuamente posizione e ha caratteristiche perfette per giocare insieme, visto che il lavoro sporco di Mutton e l’attacco alla profondità e la fisicità di Giordani vengono esaltate al meglio dalla classe di Cesarini. Quantità, qualità e finalizzazione, per adesso non manca niente. Tutto questo senza dimenticare il giovane Nardi, una delle migliori note di questo avvio. Il ragazzo ha grande qualità e, partendo da mezz’ala sinistra, si ritrova spesso tra le linee dove spazia a piacimento con grande qualità quando gli arriva palla. I suoi inserimenti da dietro possono essere micidiali per le difese e il Poggibonsi ne sa qualcosa. Tutto questo senza dimenticare il lavoro in fase difensiva svolto dai nomi sopracitati. Mutton e Giordani rientrano costantemente all’altezza dell’area di rigore del Livorno e Cesarini non si risparmia di certo, oltre al pressing indemoniato che i tre svolgono a inizio azione. Un aspetto fondamentale per rendere la squadra corta e provare a recuperare palla alta, come accaduto in almeno metà dei gol segnati fin qui.

La prova del nove

I grandi attaccanti, i giocatori di valore superiore si vedono negli scontri diretti, quando la posta in palio raddoppia. Per questo quella di domenica contro il Grosseto può essere considerata una prova del nove per l’attacco del Livorno. Non che sia una sfida decisiva, ma dopo due prestazioni quasi perfette contro squadre di media classifica, una conferma contro una big come il Grifone darebbe ulteriore lustro al pacchetto avanzato del Livorno.

Il Grosseto di Bonuccelli difende a 3 e quindi i nostri attaccanti dovranno essere bravi a sfruttare gli uno contro uno che si creeranno durante la partita. E abbiamo visto, quando si aprono gli spazi, come Cesarini e compagni possano far male. Sia dall’inizio che a partita in corsa grazie a profili come il frizzante Menga e la certezza Frati che nel secondo tempo possono dare un gran contributo dalla panchina. Il tutto aspettando Sacha Cori. «Non sarà facile levare il posto a questi tre se continuano così», ha avvertito subito Favarin dopo la prima di campionato, ma l’ex Alessandria è un'altra freccia notevole da inserire nell’arco amaranto. Per aumentare le opzioni là davanti e per continuare a segnare.


 

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