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Calcio: Serie D

Il Livorno è uno spettacolo a Poggibonsi: mai un esordio migliore in trasferta - L'analisi

di Alessandro Bernini
Il Livorno è uno spettacolo a Poggibonsi: mai un esordio migliore in trasferta - L'analisi<br>

Davanti a oltre 500 tifosi travolge i padroni di casa con una autorità impressionante. Grandi giocate in attacco e partita messa in cassaforte già dopo mezz’ora

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POGGIBONSI. É solo la prima partita, per carità. Ma se piove di quel che tuona, quest’anno ci sarà da divertirsi. La squadra è di un altro pianeta rispetto allo scorso campionato, per qualità, per compattezza, soprattutto per la facilità con la quale crea occasioni. Se togliamo l’1-6 di Piombino in Eccellenza, bisogna tornare al 2018 (Carpi-Livorno 1-4) per trovare una squadra amaranto che segna 4 reti in trasferta.

Quell’abbracccio finale

La scena significativa della giornata è stata dopo il 90’. Quando i giocatori, abbracciati, sono andati sotto il settore con 500 tifosi amaranto a cantare l’inno tutti insieme. Nel calcio ci sono particolari che vanno oltre la giocata. E a Livorno i grandi risultati li abbiamo storicamente ottenuti quando c’era un patto d’acciaio tra squadra e tifosi. Per quanto si è visto ieri, tanto di cappello anche a chi ha costruito questa squadra, da Esciua a Pinzani.

Il potenziale offensivo

Cosa ha impressionato è stata la capacità del Livorno di far male. Quei quattro là davanti, da Mutton a Cesarini, da Giordani a Nardi, ogni volta che toccavano palla mettevano un timore alla difesa del Poggibonsi da camion di ansiolitici.

Quattro giocatori così li reggi se la squadra si sacrifica e in questa ottica Favarin sembra aver creato dei meccanismi importanti. A volte rischieremo qualcosa in più, ci sta e va messo in preventivo, ma va bene così.

Il controllo della partita

Nel primo tempo il Livorno è stato una scheggia impazzita, capace di segnare tre reti ma anche rischiare qualcosa (oltre al gol subito) . Diversa la squadra del secondo tempo, molto quadrata, intelligente tatticamente, capace di gestire il risultato da formazione che sa quello che vuole. In questa ottica (per assurdo) l’infortunio di Nizzoli ha dato maggiore sicurezza dietro dove il jolly Bellini ha blindato la corsia di destra.  Siamo al 10 di settembre, vedere questi segnali già durante la partita, è importante. Perché si capisce che esiste una base forte e che ci sono anche ampi margini di progresso. Il top.

Le reti

Micidiale l’1-2 del Livorno nel giro di due minuti, un doppio pugno in faccia al Poggibonsi impressionante. Prima rete di Giordani al 9’, bravo a spizzare di testa una punizione ben calciata da Bartolini. E dopo meno di 120” raddoppio al termine di una azione spettacolare: Giordani scappa sulla destra, resiste a un avversario, mette dentro un pallone d’oro, velo elegante di Cesarini e sul secondo palo ecco arrivare come un treno Nardi che fa 2-0.

Il Poggibonsi si sveglia, prima Biagini dice no a Motti, poi arriva il 2-1 con lo stesso Motti che trova un varco in area. Ma qui il Livorno riprende la partita in pugno, si assesta e alla mezzora arriva il 3-1: è Bellini che fa una gran giocata in area e viene messo giù, rigore netto. Dal dischetto Cesarini è impeccabile.

Nella ripresa il Livorno gioca da squadra padrona del campo, gestisce il risultato e trova anche il 4-1 con l’ottimo Mutton che si butta dentro centralmente e infila il portiere. I cambi portano freschezza, debutta Caponi, poi entra anche Luci, il Livorno palleggia e rallenta e i ritmi. Da squadra che sa cosa vuole. E dalle parti di Biagini non si vede più nessuno. Meglio di così, era davvero difficile iniziare.l


 

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