Italia
Tango Pielle, la Libertas crolla: il derby di Coppa è biancoblu
L’argentino Chiarini fa il fenomeno, Lo Biondo è un chirurgo, Laganà il guastafeste. Cardani impone subito un ritmo super ai suoi. Amaranto lenti e in grande ritardo
LIVORNO. Vendetta, tremenda vendetta. La Pielle delle new-entry Chiarini-Laganà (attenti a quei due, soprattutto al 25enne gaucho di Cordoba) e di un chirurgico e rinnovato Lo Biondo ribalta, con gli interessi, il banco dell’anno scorso e accede alla seconda fase della Supercoppa dove affronterà Herons Montecatini. Finisce 81 a 103 per i ragazzi di Cardani. Nulla da dire.
La Libertas ne esce con le ossa rotte: paga a caro prezzo la bassa percentuale realizzativa e la scarsa lucidità sotto i tabelloni palesando limiti anche in quella che, la passata stagione, è stata il marchio di fabbrica del quintetto di Andreazza, la difesa. Meno fisica, più lenta e impacciata e soprattutto impreparata a rispondere al ritmo a mille imposto subito dai biancoblu. Così chi pensava che sarebbe stata l’ennesima sfida risolta in una manciata di punti e dominata dalle difese, è stato smentito da un copione imprevisto. Festeggia l’universo piellino già innamorato dei nuovi arrivati. Gli amaranto, invece, hanno di che riflettere. E soprattutto devono lavorare sodo.
Sarà pure figlia di un dio minore, questa Supercoppa. Ma non certo quando di mezzo c’è una stracittadina come il derby e la temperatura è bollente, al Palamodì, che scioglierebbe un iceberg in Groenlandia. Guardare gli sguardi e le sagome dei “due Marchi” (Andreazza e Cardani) per capire che si fa già sul serio. Guardare i presenti (oltre 5mila) tra le curve e le poltroncine.
Chi è più pronta per l’avvio di serie B? Il punteggio dice decisamente Pielle, al cospetto del dogma della vigilia che dava Fratto e soci in vantaggio perché avevano cambiato di meno. Una verità precostituita che si è sbriciolata presto di fronte alla velocità della Pielle con Mateo Chiarini, appena arrivato, che si prende subito in mano le giocate più importanti, penetra la difesa amaranto come una lama nel burro e finirà con uno score da 10 e lode (8 su 10 da due , 3su 9 da tre, 6 rimbalzi, 3 assist e 32 punti); con Lo Biondo che in questo derby sente la retina come un rabdomante sente l’acqua e Laganà che, appena entrato, fa quello che sa fare meglio, il guastatore, mettendo a segno 8 punti di fila tra cui la bomba proibitiva da metà campo sul fil di sirena che chiude il primo quarto 26-29. La Libertas? Bargnesi e Ricci si alternano senza brillare in cabina di regia (visto il forfait di Forti), Lucarelli è più libero di muoversi sul perimetro ed è l’unico che trova soluzioni offensive senza macchie, insieme a Saccaggi che però manca di continuità.
Fantoni dà sostanza ma litiga troppo col canestro e mancano i punti Fratto, appena sufficiente. Si sente, urgente, la necessità di un play che detti i ritmi.
Andreazza per dar fiato alla sua artiglieria pesante mette in capo Tozzi (buon precampionato, il suo) e Allinei. Ma nel secondo quarto la Pielle (dove Pagani esce spesso da centrale per aprire varchi ai suoi), prende un vantaggio di 6-7 lunghezze. Lucarelli risponde a Bruttini, Lo Biondo e Chiarini e tiene a galla gli amaranto. Si va all’intervallo sul 45-52. Nel terzo set si scava il solco fra le due squadre. Complici alcuni banali errori offensivi della LL e i contropiedi velenosi della Pielle (a 4’ dalla fine del terzo tempo i biancoblù ono +14, 50 a 64). Bargnesi tiene in vita la LL, ma poi i ragazzi di Andreazza s’innervosiscono, Saccaggi si becca un tecnico. E questo punto la frittata è fatta e l’inerzia del match già segnata: 63-80 nel terzo e gara segnata. Nell’ultimo quarto continua lo show della premiata ditta Chiarini-Lo Biondo con la Libertas che si è arresa.
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