Gioco
Pinzani: «Questo Livorno non lo cambierei con nessuna squadra della serie D»
Il direttore sportivo: «Create aspettative assurde, c’è troppo scetticismo verso di noi. La squadra è forte, Cesarini e Giordani super, ora abbiamo bisogno dei nostri tifosi»
LIVORNO. «È stato un mercato lungo e complicato, con tante fasi diverse. Ma siamo molto soddisfatti». È questo il bilancio con cui Raffaele Pinzani, direttore sportivo del Livorno, chiude la sessione estiva del calciomercato amaranto. La ciliegina sulla torta si chiama Andrea Caponi, a completare il centrocampo, ma nel corso della conferenza stampa di ieri il ds ha ripercorso passo dopo passo tutti i vari momenti vissuti durante l’estate. «Era doveroso fare il punto della situazione – esordisce Pinzani-. È stato un mercato non semplice, com’è normale che sia soprattutto visto che la squadra andava ricostruita quasi completamente. Abbiamo scelto ragazzi seri oltre che con qualità tecniche importanti. Ci siamo presi tempo per capire, passo dopo passo, come modellare al meglio il gruppo in base alla caratteristiche di chi era arrivato».
Con l’arrivo di Caponi, la spina dorsale è ulteriormente rinforzata.
«In ogni reparto ci sono stati innesti importanti. Dietro sono arrivati giocatori di livello, in mezzo al campo abbiamo tante caratteristiche diverse e siamo davvero completi. Infine, in attacco sono arrivati quattro elementi che erano titolari in Serie C. È un reparto importante. Ma al di là di questo abbiamo una squadra con valori umani e caratteriali non indifferenti e per noi questo è fondamentale».
Sono arrivati anche tanti giovani.
«Vedere l’apertura e la disponibilità da parte di società importanti come Cagliari, Bologna, Empoli e Fiorentina è per noi motivo di orgoglio. Vuol dire che il Livorno adesso è di nuovo riconosciuto e rispettato e questo deve dare fiducia per il futuro ai tifosi».
Il mercato in uscita?
«Per noi siamo a posto così, poi se qualcuno si sente penalizzato, ne parliamo e vediamo di trovare la soluzione migliore per tutti».
Uno degli ultimi acquisti è stato Cori.
«Lo avevamo contattato già nelle settimane passate, ma prima abbiamo voluto vedere come potevano amalgamarsi quelli che avevamo già. L’idea era quella di completare il puzzle col tassello più adeguato e Sacha per noi era perfetto per le sue caratteristiche».
Un innesto è stato Luis Henrique.
«Lì c’è stato un errore di comunicazione. Se qualcuno voleva farlo passare come l’attaccante principe del Livorno ha sbagliato. Io penso che dandogli tempo di riprendersi e di rimettersi in condizione, quando starà bene potrà darci una mano».
C’è un nome che le è dispiaciuto non portare a Livorno?
«Sì, è Saporetti. Ci disse che se fosse sceso in D sarebbe voluto rimanere vicino casa e così ha fatto scegliendo Carpi. Per il resto altri nomi come Pavoletti, Dionisi erano fuori portata e impossibili da immaginare in D. Sono state create della aspettative assurde per cui, insieme a un po’ di scetticismo che c’è in giro, adesso sembra che quelli che abbiamo preso non siano profili importanti. Giordani è un giocatore straordinario, Cesarini lo avete visto tutti e via dicendo».
Bocalon le sarebbe piaciuto?
«Non lo cambierei con quelli che abbiamo».
Ha parlato di scetticismo nei vostri confronti.
«Sì, lo percepisco e non mi piace. È stata sollevata la questione dei campi di allenamento, ad esempio. Abbiamo speso 50mila euro di ritiro. Poi avevamo un accordo col Coni per andare a Tirrenia da fine agosto, ma la ditta che deve realizzare i lavori ha avuto un ritardo di un mese. Cosa possiamo farci? Per fortuna due società amiche come Carli Salviano e Academy in un attimo si sono messe a disposizione».
Guardando il calendario, l’inizio è impegnativo.
«Mi dispiace iniziare senza Cori in due partite molto importanti, questo sicuramente, ma mi sento tranquillo con quelli che abbiamo. Il Poggibonsi è una formazione ostica e non sarà facile. Poi il big match col Grosseto. A detta di tutti sono i favoriti, anche se io la mia squadra non la cambierei con nessun’altra».
Cosa pensa del girone E?
«Ci sono tantissimi derby e in generale quando arriva il Livorno tutti ci aspettano col coltello tra i denti. Le caratteristiche dei giocatori, sia a livello caratteriale che tecnico, sono state scelte pensando proprio di andare nel gruppo E».
Dove si colloca il Livorno nella griglia di partenza?
«Non lo so. Io però ho grande fiducia in questi ragazzi che fin dall’inizio hanno imboccato la strada giusta. E adesso hanno bisogno della gente. L’apporto del nostro pubblico sarà cruciale».
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