LIVORNO. Archiviata con soddisfazione la proficua settimana di ritiro a Castelnuovo Garfagnana, la Libertas torna a Livorno e questa sera alle 19 al PalaMacchia disputa la prima amichevole precampionato. Avversaria è l’Olimpia Legnaia che milita nel campionato di serie B Interregionale. Tra il saluto alla Garfagnana e la prima palla a due stagionale ha preso la parola il direttore sportivo Gianluca Mannucchi. «Abbiamo avuto la conferma di quanto sia importante il ritiro. Anche quest’anno, come nella passata stagione, ci è servito molto. La squadra oltre a lavorare tranquillamente e lontano da occhi indiscreti, lo fa vivendo h24 insieme. E tutto questo unisce il gruppo. Da questo punto di vista una settimana di ritiro è quasi più utile di due mesi di allenamento in sede».
In città è febbre da campionato e da derby. Che effetto le fa?
«È bellissimo ed emozionante. Il merito è di Libertas e Pielle: entrambi i club hanno riportato tutto questo entusiasmo in città. Qualche anno fa nessuno credeva nella rinascita del basket cittadino. E invece... Noi della Libertas abbiamo il polso della situazione che ci è dato dalla campagna abbonamenti che viaggia a ritmo molto sostenuto. E poi mi piace ricordare l’atto d’amore dei cento tifosi che domenica scorsa hanno sfidato il caldo torrido, si sono sorbiti tre ore di macchina tra andata e ritorno, per passare poche decine di minuti con i giocatori amaranto alla fine dell’allenamento. La passione è riesplosa e la situazione non può che migliorare. Da parte nostra cercheremo di confermare e amplificare questo trend positivo».
Nella LL 2023/24 ci sono più volti nuovi nello staff che nel roster. Perché?
«Non avevamo bisogno di stravolgere il gruppo che tanto bene ha fatto l’anno scorso. Abbiamo confermato i tre allenatori Andreazza, Venucci e Bonaccorsi nel segno della continuità dopo l’ultimo, eccellente campionato. E’ rimasto anche il fisioterapista Valerio Giorgio, mentre è stata operata una scelta diversa per il preparatore atletico. Quest’anno ad occuparsi dei nostri ragazzi sarà Simone Palmieri. Abbiamo anche due team manager. Matteo Crismani si occuperà dell’aspetto logistico della squadra, mentre Alessio Ramagli aiuterà lo staff al tavolo e avrà competenza su tutti gli aspetti regolamentari durante la partita. Infine l’addetto agli arbitri, ruolo lasciato scoperto proprio da Ramagli, abbiamo sarà Fabio Corsi che mastica pallacanestro da tanti anni».
Anche lei è stato riconfermato come direttore sportivo…
«Sì. E ne sono felice. Sono soddisfatto del lavoro che ho svolto in questi quattro anni nei quali ho sentito la fiducia dell’ambiente e in particolare del presidente Roberto Consigli. Tutta la dirigenza, comunque, ha lavorato con profitto nell’ottica della crescita del progetto che sta andando avanti insieme. Dalla nostra parte ci sono i risultati. In tre anni abbiamo centrato due finali, seppur sfortunate. E le finali, per vincerle o meno, vanno giocate. Insomma: noi ci siamo arrivati. Nel mezzo c’è stata un’annata con meno risultati, ma che ci ha comunque visto andare ai playoff. Infine negli ultimi due anni abbiamo avuto la supremazia cittadina che in una piazza come Livorno ha la sua importanza. E questo è innegabile. Inoltre il primato rispetto ai cugini ci consente di giocare il derby di SuperCoppa in casa garantendoci un incassi che non faremmo mai se si trattasse di una partita normale di quella competizione».
Veniamo alla stagione imminente. Obiettivi?
«La prima cosa da dire è che ci siamo rinforzati. Sipala l’anno scorso ci ha dato tantissimo, ma Tozzi è uno dei migliori giocatori della categoria. E’ fortissimo. E poi abbiamo allungato le rotazioni con Allinei che è un titolare a tutti gli effetti e Dorin Buca, ragazzo tutto da scoprire, che ha un enorme potenziale ancora inespresso. Il ragazzo però ha altezza, movimento offensivi notevoli, velocità di mani. Insomma: ha tutto per essere un valore aggiunto. Sta a Marco Andreazza lavorarci. I sistemi di gioco del coach hanno dimostrato di poter migliorare chiunque. Il campionato? Difficilissimo: non ci sono squadre materasso. Noi siamo convinti di aver allestito iuna buona squadra, ma solo il campo ci dirà se avremo avuto ragione. Intanto però partiamo con una grande tifoserie alle spalle che ci sostiene e con fiducia. Non è poco».