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Calcio: il personaggio

Andrea è tornato a dare “Gas”. «Qui per allenarmi, ma chissà»

di Alessandro Lazzerini
Andrea Gasbarro in campo con la maglia amaranto
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Andrea Gasbarro in campo con la maglia amaranto

Gasbarro si sta allenando con gli amaranto per recuperare da un infortunio. «Bello essere di nuovo qui, è un grande gruppo e Favarin non molla mai»

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LIVORNO. Tutta la trafila giovanile amaranto con la ciliegina delle finali nazionali al tempo dei Giovanissimi, 109 presenze nei professionisti e una promozione dalla Serie C alla Serie B. Quella di Andrea Gasbarro con il Livorno è una storia lunga, ricca di gioie e anche di qualche dolore, contraddistinta da quell’appartenenza all’amaranto che per ogni livornese che si rispetti è quasi d’obbligo. Per questo quando nei giorni scorsi Il Tirreno ha annunciato che il difensore classe 1995 si stava allenando con il gruppo di Favarin, la notizia ha subito scaldato il cuore dei tifosi. In questo momento però è inutile farsi prendere da chissà quali illusioni. Il Livorno è concentrato con tutte le proprie forze sulla ricerca dell’attaccante e Gasbarro ha alcune richieste dalla Serie C, categoria che ha fatto ad altissimi livelli con il Padova nelle ultime tre stagioni. Quindi per adesso il matrimonio è difficile, ma nel mercato non si può mai dire mai, perché magari tra venti giorni la situazione potrebbe essere diversa. Per adesso, però, è così.

«Con la società sono stato chiaro fin dal primo giorno – spiega l’ex numero 6 amaranto -. Io sono qui per allenarmi e ritrovare la condizione. Ho ringraziato fin da subito il Livorno per la piena disponibilità e per il fatto di aiutarmi in questo periodo, così come magari io posso aiutare loro come jolly per gli allenamenti. Per il resto mai dire mai, ma per ora è una situazione difficile da concretizzare».

Tornando qualche passo indietro, com’è stato lasciare il Livorno e stare tre anni lontano da casa?

«Andare via in un momento così particolare è stato brutto, ma non potevo fare altrimenti. C’erano stati degli screzi con la società di allora e soprattutto avevo annusato come sarebbe finita la questione. Mi è dispiaciuto parecchio».

Adesso è tornato a vestire in amaranto, seppur da aggregato e in amichevole.

«Posso dire però che è sempre una bella sensazione. Da livornese so che aver vestito la maglia del Livorno così tante volte è stata una fortuna. È sempre emozionante indossare l’amaranto, è un piacere, un onore».

Fisicamente come sta?

«A gennaio mi sono dovuto fermare per un problema fisico. Dopo qualche settimana di valutazioni, i medici mi hanno spiegato che la soluzione più logica e rapida era l’intervento chirurgico che ho effettuato a marzo. Adesso sto bene. Sto facendo tutti gli allenamenti con la squadra e ho ottime sensazioni».

Lei vede la squadra da una prospettiva interna. Come le sembra la truppa amaranto?

«È un bel gruppo, si capisce subito dal clima che si respira in queste settimane di ritiro. Ci sono tanti giovani interessanti e una voglia incredibile di fare bene. Secondo me ci sono tutti i presupposti per poter puntare in alto».

Dei giovani che ha nominato ce n’è uno che l’ha impressionata in modo particolare?

«Sono tutti bravi, ma se devo sceglierne uno dico Sabattini. Ci avevo giocato contro quando lui era all’Imolese, ma non lo ricordavo. Ha grande corsa, ma anche qualità tecniche importanti. Un profilo veramente interessante che può essere la sorpresa di questo Livorno».

Fin qui abbiamo visto un mister Favarin molto carico, come nelle sue corde.

«Il mister è un martello, uno che non molla mai. Ci sta facendo allenare tanto e senza mai staccare la spina. Per il resto l’esperienza che ha in questa categoria penso basti più di ogni altra parola».

Chi invece è sceso in Serie D dopo tantissimi anni da protagonista in C è Cesarini. Lei lo ha affrontato spesso.

«Sì, abbiamo giocato contro anche nell’ultima stagione. Stava bene fisicamente e nove reti non sono affatto poche. Non credevo scendesse in D, ma con lui il Livorno ha fatto davvero un gran colpo. Dovrà calarsi nella categoria, ma ha tutte le carte in regola per fare il vuoto».

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